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Visualizzazione dei post da novembre 29, 2016

SEVENTIES - L'ultima ruota di Carr

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di Christian Giordano
Leggerino ma instancabile suggeritore alle spalle delle punte, il pel di carota William McInanny Carr aveva nella naturale capacità di calcio il suo punto di forza. Gran tocco di palla e visione di gioco, unite a una spiccata propensione alla fatica, ne fanno un cardine di ogni centrocampo. Eppure passerà alla storia per una punizione e il cambio di regolamento che ne seguirà. 
Scozzese di Glasgow, dove è nato il 6 gennaio 1950, “Willie” cresce al Kinning Park prima di trasferirsi coi genitori, tredicenne, a Cambridge ed essere scelto in un provino scolastico per la selezione inglese di categoria. Arrivato come praticante nel Coventry City, il “nuovo Alan Ball” (per il fisico minuto e la fulva chioma) debutta in Youth Cup segnando a Peter Shilton, 3-1 sul Leicester nel 1965. Due anni dopo, salta la finale contro il Burnley perché la prima squadra, neopromossa in First Division, per salvarsi ha bisogno anche di lui. 
Negli Sky Blues debutta ad Highbury nel settem…

SEVENTIES - Little è bello

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di Christian Giordano
Già al debutto nell’Inghilterra, il settimo più breve di sempre, si intuisce come sarà la carriera di Brian Little nell’Aston Villa e in nazionale: fulminante e troppo corta. Il 21 maggio 1975, a Wembley contro il Galles nel tradizionale Home Championship fra selezioni britanniche, rileva a 10’ dalla fine Mick Channone all’86’ mette lo zampino nel secondo gol diDavid Johnson, quello del definitivo 2-2. A fine partita, il Ct Don Revie gli corre incontro e lo solleva abbracciandolo. «In nazionale, il miglior esordio della storia», dirà Revie, che coerentemente non lo chiamerà più. E come lui il successore Ron Greenwood.
Il 30 ottobre ’71, contro il Blackburn, altro debutto dalla panchina: nell’Aston Villa. Alla prima da titolare, nell’aprile ’72, segna un gol nel 5-1 sul Torquay United. Un predestinato? Sì, se tre indizi fanno una prova: nella stessa stagione, non ancora 18enne, vince da protagonista la FA Youth Cup, la Coppa d’Inghilterra giovanile: 5-2 al Liverp…

SEVENTIES - Friday, il più grande mai visto

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di Christian Giordano, Guerin Sportivo (2006)
Una volta Maurice Setters, storico capitano del Manchester United ma all’epoca (temerario) trainer del Reading, lo mise a sedere e gli ringhiò in faccia: «Robin, se ti togli dalla testa alcool, droga e donne, in tre anni sarai capitano dell’Inghilterra». Friday lo guardò e chiese: «Quanti anni hai?». Setters rispose e Robin, con un sorrisino, replicò: «Io ne ho la metà e ho vissuto il doppio». Prego aggiornare il cliché: se George Best è stato la prima popstar del calcio, Robin Friday ne fu la prima rockstar. Ma se ne accorsero in pochi.
Figlio della working class, un’infanzia trascorsa col pallone nel duro council estate di Acton, Londra ovest, Robin e il gemello diverso Tony (nato 20’ dopo, il 27 luglio 1952) il calcio lo avevano nel sangue da mamma Sheila, figlia di un ex Brentford, e papà Alf, tifoso da sempre. Per la prole, una effimera simpatia per l’Everton e già dai due anni, quando il padre comincia a portarli allo stadio, via al…