Olimpia, ko e accuse. Virtus, serve continuità
È ancora beffa all’ultima azione e l’impresa sfuma.
Messina: «Noi trattati come debuttanti».
Il coach attacca gli arbitri. Vince l’Olympiacos
27 Dec 2024 - La Gazzetta dello Sport - Sicilia
Di Antonino Morici
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Vezenkov e Fournier sono al centro del campo, attorno a loro gli altri dell’Olympiacos, che ringraziano. Senza lo sforzo dei più forti, il confronto con Milano sarebbe finito diversamente. Non è poco per la squadra di coach Messina in questa Eurolega senza padroni nella quale bastano due vittorie per rientrare in corsa. E c’è voluto il massimo impegno da parte dei greci per passare (83-84) davanti ai 12.473 del Forum esaurito. Per l’Olimpia, rispetto alle sconfitte contro Panathinaikos e Bayern, questo è un passo avanti, con una coda polemica che lascia intendere quanto vicina fosse l’impresa.
La rabbia
È stata una battaglia, in mezzo alla quale non sono mancati gli errori arbitrali nei momenti più caldi. «Abbiamo perso un match tirato contro una seria candidata alla Final Four e accettiamo il risultato – ha detto il coach a fine partita -. In 6 anni non ho mai commentato il lavoro degli arbitri, ma stasera una persona e un giocatore di grande classe come Mirotic è stato trattato come un rookie (un debuttante, ndr). E con lui Milano come squadra e come club. Non dico altro perché non voglio essere multato, preferisco dare i miei soldi in beneficenza».
Difesa
Prima di arrivare al contestato finale, Milano si è guadagnata il rispetto degli avversari con sacrificio. L’Olimpia, è bene ricordarlo, gioca senza il suo centro titolare ormai da settimane e senza Nebo ogni accoppiamento difensivo è un’avventura. Mirotic si alterna con Gillespie nel tentativo di contenere i 218 centimetri di Fall, LeDay e Ricci prendono Vezenkov, Mannion o Dimitrijevic vanno su Walkup. Chili e centimetri di differenza in ogni singolo duello. Eppure Milano tiene. Come nelle migliori serate dell’Olimpia di Messina, è proprio la metà campo difensiva la chiave. E se a rimbalzo lo sforzo è collettivo, la qualità del gioco s’impenna correndo in attacco. Tonut e Causeur firmano il primo break (26-19) poi ci pensa Vezenkov, 16 punti nei primi 20’, a ricucire lo strappo. Non è un gran primo tempo, si segna poco e l’Olimpia difetta in precisione specie quando la difesa dei Reds è schierata. Così le palle perse di Mannion e Dimitrijevic pesano sul parziale di 11-4 che porta l’Olympiacos al riposo sul 41-40.
Decisivo
I Reds hanno perso la finale nel 2023 per un punto contro il Real Madrid. In quella squadra c’era Vezenkov, che oggi viaggia a 18.7 punti di media (meglio della sua stagione da MVP, chiusa a 17.6). Oggi c’è anche un veterano NBA come Fournier, capace di infilare 14 punti nel terzo periodo. Sì, l’Olympiacos è uno squadrone. «E Milano ha risposto colpo su colpo, rimontando quando sembrava difficile farlo», ha riconosciuto coach Bartzokas. Ai greci mancavano Milutinov e Larentzakis, ma il roster è così profondo che dalla panchina sbucano Vildoza e Peters per colpire quando l’EA7 è in riserva Mentre un paio di fischi discutibili fanno infuriare Messina, Mirotic porta Milano a -1 (83-84) a 37” dalla fine. Dalla parte opposta, Vildoza sbaglia la tripla e l’Olimpia si trova con il tiro della vittoria in mano, ma l’ultimo possesso, con Shields e Mirotic marcati e Mannion che butta il pallone fuori cercando di servire Bolmaro, condanna l’Olimpia a una sconfitta più che onorevole.
***
Virtus, adesso serve continuità. E intanto torna Clyburn
A Bologna arriva un Villeurbanne lanciatissimo, coach Ivanovic (senza Hackett) chiede carattere e difesa
27 Dec 2024 - La Gazzetta dello Sport
Di Giorgio Burreddu BOLOGNA
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Più che i fuochi d’artificio, la Virtus cerca la continuità. Facile sognare il coupe de theatre in una notte all’Arena, il basket sa sempre come fare show. Ma l’Eurolega richiede disciplina e costanza e ne servirà eccome a questa Segafredo contro l’Asvel, ultimo impegno europeo di questo 2024 un po’ a due facce.
Villeurbanne, poi, arriva con 6 successi nelle ultime 8. Mica male, sarà battaglia vera. «Ritengo che al momento l’Asvel sia probabilmente una delle squadre migliori. Gioca molto bene, con grande fiducia, con grande atletismo e può contare su un’ottima difesa», dice coach Dusko Ivanovic. Basta con le Vu Nere dei crolli, degli alti e bassi, delle montagne russe. Basta con la discontinuità. Sembra facile, dirlo è un attimo. Però c’è da fare i conti con
Will Clyburn, 34 anni, ala, torna dopo i guai con il Barcellona un roster corto e un mercato che si è fermato a Tucker. L’americano sa che Bologna è l’isola del basket. Puoi venirci in vacanza, lui invece voleva stupire. Per questo ha detto no al ritorno in Laguna, pure se Venezia lo aspettava a braccia aperte. Lodevole, coraggioso. Pagherà? Chissà. Stasera dovrà dare risposte anche lui. Intanto, contro l’Asvel, le Vu Nere ritrovano Will Clyburn, tornato dopo il problema al volto occorsogli nei secondi finali contro il Barcellona.
Assenze pesanti
Ancora fuori Toko Shengelia, e inutile dire quanto la Virtus senta la sua mancanza. Fuori anche Daniel Hackett: postumi di una lieve distorsione al ginocchio sinistro subita nella gara con Trento. Ivanovic, però, non ci pensa. Più del singolo lui vuole il team, la squadra, l’unione. Aggiunge Dusko: «Maledon e De Colo sono giocatori e leader molto importanti in grado di creare e trascinare i loro compagni. Dovremo giocare un’ottima gara difensiva per provare a contenerli».
Di là occhio dunque a Theo Maledon, sorpresa in tutto: punti, assist, recuperi. Spicca lui, ma nell’Asvel c’è di più. Per il resto le due squadre hanno valori simili, ma ci vorrà la migliore Virtus per una notte magica prima del Capodanno. L’anno che verrà ha già in serbo grandi progetti e aspettative. Non si fa intimidire Achille Polonara: «Ci aspetta una partita complicata, l’Asvel ha giocato un ottimo girone d’andata in Eurolega. È una squadra ostica, giovane, molto esplosiva e atletica. Dovremo stare molto attenti al loro uno-contro-uno, e ai loro contropiede mentre in attacco dovremo semplicemente giocare la nostra pallacanestro, come sappiamo fare».
Commenti
Posta un commento