Pogacar INFALLIBILE - Vingegaard lo imita: «Sono stato super»
Trionfa all'UAE Tour: non perde la sua prima corsa dell'anno dal 2020. Strade Bianche e Sanremo da superfavorito. Servizio di vigilanza per proteggerlo dai tifosi.
"Staccare tutti in salita... non potrei essere più felice.
Ti fa capire che in inverno hai lavorato bene"
- Tadej Pogačar
24 Feb 2025 - La Gazzetta dello Sport
Di Ciro Scognamiglio
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Tadej Pogačar, ovvero l’infallibile. L’imbattibile. L’ingiocabile. Ha vinto la corsa del debutto, come gli capita da sei stagioni di fila: l’unica volta che non è successo, nel 2019, era un neoprofessionista. Ha conservato l’imbattibilità nelle brevi corse a tappe che dura da quasi quattro anni: l’ultima che ha perso è il Giro dei Paesi Baschi 2021. Si è avvicinato a quota 100 vittorie alla velocità della luce: ora è a 91. Il tutto con il ciuffo fuori dal casco d’ordinanza, il sorriso gentile e feroce allo stesso tempo, la sensazione di pedalare in un’altra dimensione: anche in vetta a Jebel Hafeet, 1.025 metri di quota, la cima degli Emirati Arabi che ha visto la conclusione dell’Uae Tour ancora una volta finito nella bacheca del campione del mondo. «È stata una giornata perfetta – ha detto il 26enne sloveno, che ha fatto il vuoto a 7,8 km dalla conclusione e sul podio finale ha festeggiato con Ciccone e Bilbao –. Per niente scontata, visto che il gruppo si era spezzato già dal primo ventaglio. Vincere alla prima occasione è importante perché ti conferma che quanto hai fatto in inverno è stato proficuo, non potrei essere più felice. Anche perché staccare tutti, in salita, non è mai facile».
Panorama
L’UAE Tour, l’unica corsa World Tour di quest’area geografica, idealmente fa rima con Uae Emirates-XRG, la squadra del numero uno al mondo. Questo conta. Tadej aveva già vinto nel 2021 e nel 2022, poi non c’era stato nelle due edizioni successive: stavolta, in maglia arcobaleno, non poteva proprio non venire. Il senso va oltre quello di una “semplice” squadra di ciclismo, che adesso è la più forte al mondo: l’idea del gruppo del team principal Mauro Gianetti – il suo braccio destro è il romagnolo Andrea Agostini – è quella di aiutare a promuovere qui la bici come mezzo di trasporto e stile di vita, tra mobilità sostenibile e aiuto a migliorare la salute. Da qui le piste ciclabili e il distretto sportivo sull’isola di Al Hudayriyat, senza dimenticare i Mondiali su strada 2028 e quelli su pista del 2029 (il velodromo è in costruzione): Pogacar tutto questo lo sa e non si è risparmiato, è stato protagonista sempre. In salita, si era imposto pure a Jebel Jais, terza tappa. Ma aveva lanciato invano lo sprint della prima frazione, è arrivato terzo nella cronometro, in una tappa di pianura è stato in fuga per 110 chilometri. Una luce ininterrotta, e un messaggio che non suona troppo rassicurante per i rivali: «Ora la mia occasioni, tra le altre cose è l’ultimo dei nostri ad avere indossato la maglia gialla al Tour (2 giorni nel 2019). Adesso lo attende dal 10 al 16 marzo la Tirreno-Adriatico, altro test di alto livello sulla strada del Giro d’Italia a cui non vede l’ora di tornare: non partecipa dal 2022. Quanto a Jonathan Milan, pure lui può essere soddisfatto della settimana emiratina: gli scontri diretti in volata con Tim Merlier sono finiti 22, ma per dare una idea del livello di competitività, è rimasto a secco uno come Jasper Philipsen, il re della Milano-Sanremo.
Pure il 24enne friulano, verso la Classicissima, sarà alla Tirreno-Adriatico: ma prima lo aspetta la Kuurne-Bruxelles-Kuurne di domenica in Belgio, e che bello sarebbe vederlo protagonista anche lì. prossima corsa a tappe sarà il Delfinato, a giugno. "Dunque da adesso in poi mi dedicherò alle classiche di un giorno, che sono molto più imprevedibili, e spero di godermele». Per restare alle due più immediate: Strade Bianche, 8 marzo a Siena, per il tris, e la Sanremo del 22 marzo, che finora non ha mai vinto.
Entusiasmo
Pogi scomoda paragoni che escono dai confini ciclistici. Si pensa ai Maradona, ai Bolt, ai Federer, e l’entusiasmo della gente attorno a lui ne è una diretta conseguenza. Lo si era chiaramente notato all’ultimo Lombardia, il culmine di un 2024 indimenticabile con la tripletta Giro, Tour e Mondiale, con scene da concerto rock. Ma tanta passione va gestita, per tutelare l’incolumità di Tadej e dei tifosi stessi nelle situazioni di calca e ressa tipiche dei pre e post-tappa. La squadra ne è consapevole ed è per questo che si è pensato di utilizzare, per le gare dove c’è maggior pubblico, un servizio di sicurezza privato attorno al numero uno del mondo. Alla fine è più probabile che, come ci ha spiegato il team principal Gianetti, «si ricorra a uno, due membri già in organico del team, che sappiano già come Tadej si muoverà e quali siano le sue esigenze. Il ciclismo ha delle caratteristiche peculiari, nessuno vuole “blindare” Tadej, tantomeno sottrarlo ai tifosi. Ma bisogna evitare tensioni, e che qualcuno si faccia male».
Entusiasmo
Pogi scomoda paragoni che escono dai confini ciclistici. Si pensa ai Maradona, ai Bolt, ai Federer, e l’entusiasmo della gente attorno a lui ne è una diretta conseguenza. Lo si era chiaramente notato all’ultimo Lombardia, il culmine di un 2024 indimenticabile con la tripletta Giro, Tour e Mondiale, con scene da concerto rock. Ma tanta passione va gestita, per tutelare l’incolumità di Tadej e dei tifosi stessi nelle situazioni di calca e ressa tipiche dei pre e post-tappa. La squadra ne è consapevole ed è per questo che si è pensato di utilizzare, per le gare dove c’è maggior pubblico, un servizio di sicurezza privato attorno al numero uno del mondo. Alla fine è più probabile che, come ci ha spiegato il team principal Gianetti, «si ricorra a uno, due membri già in organico del team, che sappiano già come Tadej si muoverà e quali siano le sue esigenze. Il ciclismo ha delle caratteristiche peculiari, nessuno vuole “blindare” Tadej, tantomeno sottrarlo ai tifosi. Ma bisogna evitare tensioni, e che qualcuno si faccia male».
ARRIVO
1. Tadej POGACAR (Slo, Uae-XRG) 176 km in 3.44’04”, media 47,129, abb. 10”;
2. Ciccone (Lidl-Trek) a 33”, abb. 6”;
3. Bilbao (Spa) a 35”, abb. 4”;
4. Romeo (Spa) a 49”;
5. Onley (Gb) a 1’16”.
Caduto e ritirato Froome: frattura di una clavicola.
CLASSIFICA FINALE
1. Tadej POGACAR (Slo, Uae-XRG) 1013,2 km in 23.08’42”, media 43,764;
2. Ciccone (Lidl-Trek) a 1’14”;
3. Bilbao (Spa) a 1’19”;
4. Romeo (Spa) a 1’26”;
5. Onley (Gb) a 2’10”.
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Ciccone «Un secondo posto che mi rende orgoglioso»
Terzo al Lombardia 2024, l’abruzzese comincia nel modo giusto: all’arrivo e in classifica l’ha battuto solo Pogacar
24 Feb 2025 - La Gazzetta dello Sport
Ci. sco.© RIPRODUZIONE RISERVATA
Giulio Ciccone dice che «far secondo non è come vincere. Ma, vedendo chi mi ha battuto, posso dire di essere contento. Il modo migliore di iniziare la nuova stagione». Il 30enne abruzzese della LidlTrek ha cominciato da dove aveva lasciato, e cioè da “primo degli umani”. Nel dettaglio: Lombardia 2024, ultima gara della stagione, terzo alle spalle di Tadej Pogacar e del due volte olimpionico Remco Evenepoel. Ieri, tappa di chiusura e classifica finale dell’Uae Tour: secondo, battuto solamente da Tadej Pogacar. Giulio ha pedalato molto bene in salita, il suo terreno. Ma nei giorni scorsi non aveva sfigurato a cronometro e si era comportato egregiamente pure in pianura, non tirandosi indietro quando c’era da lavorare per il compagno Jonathan Milan, due successi di tappa all’attivo (sua la maglia dei punti): «Sì, posso essere orgoglioso della squadra e di come sono andati questi sette giorni».
Missione
Ciccone, che aveva passato la notte di Capodanno dividendo la tavola a Montecarlo con Jannik Sinner, a casa del pilota automobilistico Antonio Giovinazzi, chiede anzitutto piena salute e continuità al 2025: lampi di classe ne ha mostrati in tante occasioni, tra le altre cose è l’ultimo dei nostri ad avere indossato la maglia gialla al Tour (2 giorni nel 2019). Adesso lo attende dal 10 al 16 marzo la Tirreno-Adriatico, altro test di alto livello sulla strada del Giro d’Italia a cui non vede l’ora di tornare: non partecipa dal 2022. Quanto a Jonathan Milan, pure lui può essere soddisfatto della settimana emiratina: gli scontri diretti in volata con Tim Merlier sono finiti 22, ma per dare una idea del livello di competitività, è rimasto a secco uno come Jasper Philipsen, il re della Milano-Sanremo.
Pure il 24enne friulano, verso la Classicissima, sarà alla Tirreno-Adriatico: ma prima lo aspetta la Kuurne-Bruxelles-Kuurne di domenica in Belgio, e che bello sarebbe vederlo protagonista anche lì.
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E in Portogallo Vingegaard lo imita «Sono stato super»
Il danese domina la crono in salita e si prende pure la classifica. Ottimo Tiberi, 3° dietro Van Aert
24 Feb 2025 La Gazzetta dello Sport - Verona
Ci. sco.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Una risposta a Tadej Pogacar? Conoscendo Jonas Vingegaard, difficile che l’abbia interpretata così: è a stesso che il danese pensa, a ciò che fa, a ciò che serve per essere il numero uno. Fatto sta che, qualche ora dopo lo sloveno, è andato a segno anche il suo rivale per eccellenza sulle strade del Tour de France: negli ultimi 4 anni, si sono divisi primo e secondo posto, un qualcosa di mai visto. Vingegaard, all’ultimo giorno utile, si è impadronito della Volta Algarve, in Portogallo: era la corsa del suo debutto 2025 e l’ha conquistata proprio come l’ultima che aveva disputato l’anno scorso, il Giro di Polonia (chiuso il 18 agosto).
Scenario
Salir-Malhao, 19,6 a cronometro, gli ultimi 2100 metri in salita al 9% medio: si sapeva che questo sarebbe stato il giorno decisivo. Filippo Ganna si è difeso come ha potuto, nel primo tratto è stato il migliore, poi ha chiuso 14° ma nelle tappe in linea aveva dato buoni segnali in vista della Sanremo. Ha fatto davvero un’ottima cronometro il nostro Antonio Tiberi, 2° tempo assoluto in salita e alla fine terzo a 15”, dietro solo a Vingegaard e Wout Van Aert, separati da 11”. Dunque la Visma-Lease a Bike ha fatto doppietta e lanciando il danese in vetta alla classifica ha tolto il successo finale all’Uae (Almeida 2°), una soddisfazione extra. Mentre Primož Roglić ha chiuso 12°, i riflettori restavano su Vingegaard perché ripresentarsi al via di una gara sei mesi dopo l’ultima e vincerla non è la cosa più semplice di questo mondo. Salvo cambi di programma, il primo scontro diretto con Pogacar sarà al Delfinato di giugno: Jonas ha previsto per ora di affrontare solo corse a tappe prima del Tour e la prossima sarà la Parigi-Nizza, dal 9 al 16 marzo. «Mi sono sempre piaciute le cronometro di questo tipo - ha detto Vingegaard -. In più, mia figlia mi aveva chiesto di vincere e questo mi ha dato una motivazione supplementare. Dagli altri giorni, sono onesto, mi sarei aspettato qualcosa di più, ma contro il tempo ho fatto vedere il mio vero livello. Sono super-felice per il risultato e per la forma che ho mostrato».
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IN SPAGNA
Ruta del Sol: successo finale di Pavel Sivakov (Fra, Uae) davanti a Berther e Pidcock. Ultima tappa allo spagnolo Jon Barrenetxea (Movistar).
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IN FRANCIA
Continua il momento magico di Christian Scaroni. Per il 27enne bresciano della XDS-Astana, 2 successi da pro’ tra il 2020 e il 2024, poi tre in tre giorni. L’ultimo, ieri: Scaroni ha vinto la classifica finale del Tour des Alpes-Maritimes, in Francia, di cui sabato aveva firmato la prima tappa, davanti a Buitrago e Martinez.
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