Fatal Anoeta

Alla fine, ha funzionato: sì, se puede. Non è certo col video motivazionale che il Valencia ha fermato la capolista, spezzandole la rincorsa al record assoluto del Coritiba di 24 vittorie consecutive.
Ma perlomeno ha portato bene nel ribaltare una partita nata male, con la mano dell'ex - Alvaro Negredo (l'icona scelta per il "Sì se puede") - e il rigore di CR7 che al quarto d'ora aveva portato avanti i campioni di tutto. Ammutolito il Mestalla, che una serata così la sognava da quel 3-0 ai merengues del 5 maggio 2009.
Invece, in 12 minuti di un secondo tempo strepitoso, i ragazzi di Nuno Espirito Santo - col nuovo acquisto Enzo Perez titolare - hanno rimontato e sorpassato, addirittura con due difensori. Bravo e fortunato l'esterno destro Antonio Barragán, per la deviazione decisiva di Pepe che ha spiazzato Casillas. Bravo e basta Nicolas Otamendi, l'ex pupillo del Maradona Ct, che al mondiale 2010 lo schierava terzino - lui, un centrale di ruolo - pur di farlo giocare.
Esploso sotto Ricardo Gareca al Vélez Sàrsfield, con cui ha subito vinto il Clausura 2009, arrivò al Porto nel 2010, quando Nuno, oggi suo allenatore, smise di giocare. Da quest'anno al Valencia, è al secondo gol nella Liga. L'altro, sempre al Mestalla, l'ha segnato all'Atlético: perfetta par condicio madrilena.
"Una sconfitta che prima o poi doveva arrivare", ha detto a caldo Ancelotti. Ma che non fa troppo male. Nel posticipo, a San Sebastiàn (dov'erano già cadute Real e Atletico), ha perso pure il Barca con una super panchina da 294 miilioni di euro. 
Il Madrid quindi resta primo con una partita da recuperare (col Siviglia, il 4 febbraio) e a +1 su blaugrana e colchoneros che domenica 11 si sfideranno al Camp Nou. E mentre il Valencia si gode il quarto posto solitario a +1 sul Siviglia, alla Casa Blanca, non prendersela troppo, sì, se puede.
SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

Commenti

Post popolari in questo blog

Francesco Conconi: ho fatto il Test

Cristiano Gatti, il quarto d'ora di umanità dell'ultimo giapponese

Gianpaolo Tessari: «Moser è il Trentino»