HOOPS MEMORIES - Dave Bing o Cazzie Russell, l'altra faccia della monetina


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di CHRISTIAN GIORDANO ©
Rainbow Sports Books ©

Per dodici anni, tra gli anni ’60 e ’70, Dave Bing è stato una delle migliori guardie della NBA. 

Coevo di futuri hall-of-famer del calibro di Oscar Robertson e Jerry West, viaggiò in carriera a oltre 20 punti a partita, con l’apice ai 27 di media con cui si laureò capocannoniere nel 1967-68. 

È stato anche per due volte Primo quintetto All-NBA, davanti proprio a Robertson o a West, pur giocando in squadre sempre lontane dal vertice come quei derelitti Detroit Pistons dell’epoca. 

Più piccolo (1,90 per 80 kg) della maggior parte dei suoi diretti avversari, sfruttava la sua incredibile rapidità per batterli in entrata. E, dettaglio tutt’altro che trascurabile, si assestava sempre fra i migliori sia nei punti sia negli assist. 

Nato e cresciuto in un ghetto di Washington, DC (District of Columbia), capì presto che la sua migliore e forse unica via di fuga era ottenere, grazie al basket, una borsa di studio per il college. 

Fresco MVP in un torneo per All-American liceali, quelle borse di studio cominciarono a piovergli da ogni dove: UCLA, Michigan e tanti altri atenei di livello nazionale. 

Alcuni gli promisero pure soldi sottobanco, ma li rifiutò. E alla fine scelse Syracuse, ai tempi non certo nota per la qualità del proprio programma cestistico. 

Umile e modesto, Bing non era sicuro di emergere in un college di prestigio – e relative attenzioni – e così preferì andare a fare il pesce grosso in uno stagno (più) piccolo. 

Mossa azzeccata: chiuse da All-American a 25 punti di media le sue tre stagioni con gli Orangemen (dal 2004 solo Orange, per volontà Nike, nda), era pronto per la grande ribalta: i pro’. 

Nel 1966, i Pistons erano (anche senza) forse la peggior squadra NBA ed erano alla disperata ricerca di un realizzatore. Ma non era Bing che volevano. Detroit fremeva per Cazzie Russell, l’indiscussa e popolarissima stella della vicina University of Michigan, dunque grosso e immediato veicolo d’attrazione per il pubblico locale. 

Prima però i Pistons (ultimi a ovest la stagione precedente) avrebbero dovuto vincere il sorteggio con i New York Knicks (ultimi a est) per assicurarsi al Draft la chiamata numero uno. Mica scontato. 

Col senno di poi, per fortuna dei Pistons il sorteggio lo vinsero i Knicks, che Russell con la prima scelta assoluta chiamarono Russell. Detroit, con la seconda pick, dovette così “accontentarsi” di Bing, per un decennio futuro idolo e simbolo della città in cui passerà il resto della vita. 

Dave a quel punto s’era ormai convinto di potersela giocarsela con chiunque, e portò con sé moglie e figlio. I tifosi dei Pistons, però, all’inizio furono ben poco ospitali. 

Le sue prime esibizioni alla Cobo Arena venivano salutate, nel più benevolo dei casi, con cori tipo «Vogliamo Cazzie!». L’accoglienza freddina (eufemismo) però durò poco perché Bing, tutt’altro che intimidito, fece subito capire di che pasta fosse fatto. 

Quei cori si sarebbero presto tramutati in un ben più caloroso “Bingo!” (tombola) a ogni suo canestro, specie se segnato contro difensori che fisicamente lo sovrastavano. E mentre ai Knicks Cazzie Russell faticava maledettamente ad adattarsi al gioco pro’, Bing si portava a casa lo strameritato premio di Rookie of the Year. 

Russell poi si conquistò una buona carriera NBA da sesto uomo e pure il titolo coi Knicks nel 1970, ma non raggiunse mai la fama di quel fuoriclasse arrivato ai Pistons grazie alla fortuna di aver perso al lancio della monetina. 

Col secondo estratto Detroit aveva fatto tombola.
CHRISTIAN GIORDANO ©


David (Dave) Bing 
Data e luogo di nascita: 24 novembre 1943, Washington, D.C. 
Statura e peso: 1.90 per 83 kg 
Ruolo: guardia 
High school: Spingard (Washington, D.C.) 
College: Syracuse (1962-66), 24.8 PPG, 10.3 RPG, All-American (1966) 
Carriera NBA: 1966-78 
Squadre: Detroit Pistons (1966-73), Washington Bullets (1975-77), Boston Celtics (1977-78) 
Medie in carriera: 20.3 PPG, 3.8 RPG, 6 APG (regular season); 15.4 PPG, 2.7 RPG, 4.3 APG (playoff) 
Riconoscimenti: eletto nella Hall of Fame (1989), Rookie of the Year (1967), MVP All-Star Game (1976)

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