FOOTBALL PORTRAITS - La manita di Luiz Adriano


Dal Papero alla Pulce: da ragazzo Luiz Adriano faceva coppia con l’amico Pato nelle giovanili Internacional di Porto Alegre, da grande è già nella storia come Lionel Messi: 5 gol in una partita di Champions League. È successo solo a loro due, e sempre calando il settebello: all’argentino nel 7-1 del Barcellona sul Bayer Leverkusen al Camp Nou il 7 marzo 2012; al brasiliano, uno dei 13 nella rosa UEFA di Mircea Lucescu, nel 7-0 dello Shakhtar Donetsk nella magica e gelida serata della Borisov Arena: cinquina con due rigori, di cui uno inventato e fatto ripetere dal croato Ivan Bebek, contro il povero Bate, che di gol già ne aveva presi sei (a zero) alla prima giornata, contro il Porto.

I bielorussi in casa non perdevano da oltre un anno, 0-1 dalla Torpedo Zhodino del 29 settembre 2013. Ma evidentemente era destino. Con la doppietta nel 6-2 sul Volyn Lutsk in campionato, Luiz Adriano inseguiva a due gol il record di Andriy Vorobey come miglior marcatore nella storia del club: 114 reti, sommando tutte le competizioni. Dopo quaranta minuti, lo aveva già raggiunto e superato. Ora sono 117.

Come uno così non sia mai stato convocato nella Seleção maggiore né da Luiz Felipe Scolari né da Dunga, altro vecchio cuore Internacional, resta un mistero. Eppure con l’Internacional, a 19 anni, Luiz Adriano aveva deciso, contro l’Al-Ahly, la semifinale del mondiale per club 2006 poi vinto contro il Barcellona. E nel 2007, con la Under 20 brasiliana, aveva conquistato il campionato Sudamericano di categoria. 

Dopo un ambientamento difficile, più per il freddo e per la lingua, che per le difese avversarie, in Ucraina ha vinto tutto. A 27 anni, gli ultimi sette a Donetsk, le grigliate di churrasco e musica pagode non gli bastano più: Luiz Adriano è pronto per il grande salto. Se di nuovo in coppia con il Papero nel Brasile, o in un grande club come il Barça della Pulce, è questione di tempo. E di soldi.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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