KIPSANG - E’ un tris per la storia


Wilson Kipsang, 32 anni, al traguardo ieri a Central Park. 
Il successo a Berlino 2013, quando fu “battuto” da un invasore 
Il trionfo del 13 aprile scorso a Londra

Trionfa a New York dopo Berlino e Londra. E in soli tredici mesi!

La Keitany, reduce dalla maternità, vince in volata (3”) tra le donne. Straneo solo ottava nel gelo

3 Nov 2014 - Corriere dello Sport
di Roberto Zanni

Si è preso tutto il Kenya, ancora una volta, la seconda consecutiva e la quarta nella storia della New York City Marathon. Uomini e donne sotto una bandiera sola con Wilson Kipsang e Mary Keitany davanti a tutti incuranti delle folate di vento e del freddo con cui la “Big Apple” ha accolto l’invasione dei 50.000. Un clima che ha “gelato” anche le speranze azzurre: Valeria Straneo, quinta l’anno scorso, si è dovuta accontentare di un ottavo posto in 2h29’24” DOMINIO. Il trionfo di Wilson Kipsang (2h10’55”) al suo debutto a New York, è arrivato dopo i successi alle maratone di Berlino 2013 e Londra 2014, un dominio che alla fine gli fruttato anche il mezzo milione di dollari della World Marathon Series, che si è andato ad aggiungere ovviamente ai 100.000 dollari incassati a New York. Kipsang ieri ha fatto il suo ingresso a Central Park assieme all’etiope Lelisa Desisa, un equilibrio che negli ultimi metri è stato deciso dallo spint inarrestabile del keniano, dopo che l’avversario aveva cercato di farsi largo in tutti i modi, mulinando le braccia, quasi spingendolo. A quel punto Kipsang ha risposto a suo modo, lasciando sul posto il più giovane etiope (32 anni contro 24) e andando a realizzare un tris inedito, in tredici mesi, nelle grandi maratone: Berlino, Londra e ora anche New York.

Kipsang, primatista mondiale fino a cinque settimane fa, quando Dennis Kimetto a Berlino gli ha soffiato il record, ha dimostrato di poter vincere anche quando la strategia (ieri non era possibile fare il tempo) diventa l’aspetto dominante della corsa. «C’è voluta tanta pazienza - ha spiegato all’arrivo - Ho lavorato duro per avere questa opportunità. Sono felice perché ho vinto. Felice perché è stato un bel giorno. Ho visto che Desisa era davvero vicino e molto forte, ho cercato di mantenere le energie per lo sprint finale, avevo fiducia, sapevo che negli ultimi cento metri non avrebbe potuto battermi».

Una gara difficile, con raffiche di vento che arrivavano fino a 50 kmh. Meb Keflezighi, etiope naturalizzato americano, vincitore nel 2009 e quarto ieri, l’ha spiegata così: «Il vento, con quelle raffiche, ha fatto sì che diventasse una gara tattica. La temperatura andava anche bene (si è partiti con 7 gradi; ndr), ma quello che era difficile da tenere sotto controllo era proprio il vento. Volavano anche i pettorali e bisognava tenerli stretti». MAMMA. Il vento invece ha fatto volare Mary Keitany: era alla sua prima maratona dopo aver dato alla luce il suo secondo figlio, e anche lei allo spint (2h25’07”) ha superato l’unica che è riuscita a resistergli fin quasi alla fine, la connazionale Jemima Sumgong, appena tre secondi di differenza, eguagliando il margine di vantaggio più esiguo in un successo alla Marathon, detenuto dall’inglese Paula Radcliffe (2004).

La Keitany non gareggiava dal 2012, quarto posto olimpico. « È stato fantastico per me - ha sottolineato - Ero già stata qui due volte, arrivando terza ed era anche la mia prima maratona dopo un lungo break, ha significato molto».

Se nel primo e secondo posto c’è un po’ d’Italia (Mary è allenata da Gabriele Nicola, Jemina è del team di Federico Rosa), per trovare l’azzurro vero si deve scendere all’ottavo gradino. Tre passi indietro per Valeria Straneo rispetto al 2013. Protagonista nella prima parte, alla mezza era nel gruppetto di testa in 1h13’41”, dopo il 30º chilometro ha ceduto. Serena Williams, 33 anni, si congratula con l’amica Wozniacki, 24, al traguardo

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3 Nov 2014 - Corriere dello Sport
E la Wozniacki fa piangere Serena

Era il weekend del matrimonio, invece “Caro” si è messa a correre. Le nozze saltate con il golfista Rory McIlroy dovevano svolgersi proprio ieri, a New York, poi la rottura e la decisione di Caroline Wozniacki di partecipare alla New York City Marathon. La tennista danese, 24 anni, ha mantenuto la promessa di correre e, aiutata da due “lepri” personale, è andata anche forte: 3h26’33”. « Non avevo mai tentato qualcosa di così difficile. Al 32° chilometro mi sono detta: “Non correrò mai più una maratona in vita mia”» il suo primo commento. Ad accoglierla all’arrivo c’era la grande amica Serena Williams, tutta coperta visto la temperatura non proprio autunnale. « È normale piangere quando qualcuno conclude una maratona? Sono così orgogliosa di te» ha poi twittato la n.1 del tennis mondiale. 

MILIONESIMO. 
Se già partecipare a una maratona può essere definito un successo, ieri tra le migliaia di vincitori, ne era atteso anche uno speciale, il concorrente arrivato 25.743, il milionesimo al traguardo nella storia di 44 edizioni della corsa di New York. Al momento di andare in macchina con questa edizione non era ancora stato comunicato.


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NY, la carica dei 50 mila Kipsang nuovo re nel gelo 
"Solo" ottava la Straneo

3 Nov 2014 - Corriere della Sera
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Sfidando il vento e il gelo (5 gradi), il keniano Wilson Kipsang ha vinto la 44a maratona di New York. Primatista fino al 28 settembre scorso, Kipsang si è imposto in 2.10’59’’ precedendo due etiopi: Lelisa Desisa, 2°, e Gebre Gebremariam, 3°. Al quarto posto il keniano Mutai, vincitore nella Grande Mela l’anno scorso e nel 2011. Trionfo keniano anche tra le donne: la regina è Mary Keitany (prima maratona dopo la nascita del secondo figlio), che in 2.25’07’’ ha bruciato di soli 3 secondi Jemina Sumgong, seconda a Boston nel 2012 e terza a Chicago nel 2013. Sorprendente terza piazza per la portoghese Sara Moreira, al debutto sui 42.195 metri. "Solo" ottava Valeria Straneo (2.29’23’’), vicecampionessa del mondo ed europea.

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