Tour 2017, il futuro è adesso


Dalla "Piccola Parigi" agli Champs Elysées, 3540 chilometri in 23 giorni, con due riposi, 9 tappe di pianura, 5 vallonate e altrettante di alta montagna e 2 a cronometro ma di neanche 37 km in totale.

Per la quarta volta, la Grand Départ del Tour sarà in Germania: dopo Colonia '65, Francoforte '80 e Berlino Ovest '87, ecco Düsseldorf. 

Cronoprologo di 14 chilometri sul lungo-Reno (con super favorito il tetra-iridato tedesco Tony Martin) e l'indomani sconfinamento in Belgio, fino a Liegi. 

Già dalla terza tappa, occhio ai big su un tracciato che mixa Doyenne, Freccia Vallone e un arrivo da Amstel Gold Race con Valverde e Sagan in odor di classiche.

L'Embatido nell'ultimo Trittico ha fatto doppietta con Freccia e Liegi, ma alla Grande Boucle correrà per Quintana, secondo al Giro per colpa anche della bronchite.

Lo slovacco bi-campione del mondo correrà invece contro Cavendish, i francesi Bouhanni e Demare, i tedeschi Degenkolb, Greipel e Kittel per la sesta maglia verde in fila, record di un altro tedesco, Zabel. 

A proposito di tedeschi e Tour, in Germania è riesplosa la febbre gialla un decennio dopo l'oscuramento tv post-Operación Puerto del 2006, i cui effetti mediatici ancora perdurano: Jan Ullrich non invitato dall'ASO e persona non grata quanto il twittatore al curaro Lance Armstrong.

Ci sarà il pienone, invece, a Düsseldorf: cinque-settecentomila persone attese al via di una corsa mai così aperta. 

Almeno una dozzina i big da podio finale sui Campi Elisi: Chris Froome corre per lo storico poker e nonostante lo squadrone dovrà guardarsi dal forse miglior Porte in carriera, secondo al Delfinato dietro Fuglsang che nell'Astana sarà il delfino di Aru, neocampione italiano e motivatissimo al rientro dopo il forfait al Giro.

Poi ci sono i soliti noti: Contador, la grande speranza francese Bardet (secondo nel 2016), il colibrì colombiano Chaves e la possibile rivelazione Mentjes.

Mancherà - e tanto - il nostro Nibali, ma è il ciclismo moderno, bellezza. E il 104esimo Tour ne è più che mai l'iconico sguardo sul futuro.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO


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