Qui Belfast a voi Dublino. Ecco il Giro (d’Italia) del dialogo


Presentata la manifestazione che partirà dall’Irlanda del Nord e transiterà per quella del Sud. 
Celebrato l’ingresso di Stephen Roche nella «Hall of Fame»

26 Feb 2014 - Corriere della Sera
DAL NOSTRO INVIATO Lorenzo Cremonesi

BUSHMILLS (Irlanda del Nord) — Scogliere di sogno, con i faraglioni alti, circondati dal biancore delle lunghe onde oceaniche. E prati verdissimi, punteggiati di staccionate, fattorie dai tetti antichi. È dal paesaggio più tipico dell’Irlanda settentrionale che il Giro d’Italia celebra alla grande l’incoronazione dei successi recenti del ciclismo che parla inglese. Lo fa nominando Stephen Roche campione a pieno titolo tra gli eletti alla «Hall of Fame»: gli atleti che hanno fatto la storia del ciclismo mondiale. 

Un premio giunto alla sua terza edizione, che già lascia il segno. Nel 2012 fu di Eddy Merckx, poi di Felice Gimondi. La scelta di Roche prepara la fase iniziale del Giro 2014. 

Partenza il 9 maggio da Belfast con la cronometro a squadre, seguita dai 218 chilometri del «loop» a nord di Belfast e dai 187 chilometri collinosi tra Armagh e Dublino. 

Ieri la carovana degli organizzatori si è concentrata presso la cittadina di Bushmills, sulla costa a 91,7 chilometri dalla partenza della seconda tappa, per acclamare il campione irlandese. Sul podio Paolo Bellino, nuovo direttore generale della RCS Sport, ha voluto ringraziare in particolare le autorità dell’Irlanda del Nord (rappresentate dal ministro del Commercio e Turismo, Arlene Foster) per lo sforzo organizzativo. «Abbiamo trovato una forte disponibilità di mezzi e finanziamenti per garantire il successo delle tappe irlandesi. C’è stata forte collaborazione anche da parte del governo di Dublino, In tutto sono stati raccolti 4,6 milioni di sterline», ha poi spiegato Bellino al Corriere.

Sport e politica. Nonostante le intese degli ultimi anni, restano forti attriti tra la parte cattolica e la protestante del Paese. E il fatto che il percorso della corsa comprenda sia Belfast che Dublino lavora a favore del dialogo. Fonti all’interno dell’organizzazione italiana segnalano che, sulla cifra complessiva, 400.000 sterline sono state garantite da Dublino.

Sul podio ieri, di fronte a un centinaio di giornalisti locali e stranieri, hanno prevalso le memorie delle imprese di Roche. Nato a Dublino nel 1959, fu ciclista professionista dal 1981 al 1993. Il suo picco di successi avvenne nel 1987, quando vinse nella stessa stagione Giro, Tour de France e Campionato mondiale. Prima di lui solo Merckx nel 1974 ci era riuscito nella stessa stagione.

Ma ad aggiungere un tono di appassionata famigliarità alle memorie di quel periodo sono stati l’ex corridore e attualmente ct della nazionale italiana di ciclismo, Davide Cassani, e il capo redattore centrale della Gazzetta dello Sport, Pier Bergonzi. «Ricordo bene la sfida tra Stephen e Roberto Visentini, che prima del Giro del 1987 era il capitano della nostra squadra, la Carrera. Stephen era il più forte. Ci fu una tappa che Visentini cercò addirittura di farlo cadere accusandolo di non accettare il gioco del nostro team. All’arrivo con i giornalisti Stephen minimizzò, fu però lo stesso Visentini ad ammettere apertamente che lo voleva a terra. Poi Stephen divenne capitano indiscusso e si dimostrò bravissimo, professionale, attento», ha raccontato Cassani.

Memorie che tra le brume ventose di queste langhe si trasformano facilmente in leggende. E adesso vanno ad alimentare le tradizioni e i miti delle nuove scuderie anglosassoni. Sono in tanti a sottolineare che il Tour de France quest’anno prenderà il via da Leeds, in Inghilterra. Roche intanto ha fatto scuola. Al Giro correranno suo figlio 29enne Nicolas, già noto nel circuito internazionale, e il nipote 27enne Daniel Martin.

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