«ARIA DI RECORD»
GETTY - Fenomeno Mathieu Van der Poel, 31,
in azione in Coppa del Mondo quest'anno: per lui 12 su 12 in stagione
Van der Poel, a te: «L’ottavo titolo è così vicino...»
Mondiali di cross: l’olandese davanti al suo pubblico può fare la storia.
«Poi fermarsi? Ogni cosa finisce»
1 Feb 2026 - La Gazzetta dello Sport
di CIRO SCOGNAMIGLIO - @CIROGAZZETTA
Sembra tutto già scritto: se non fosse che lo sport non funziona così, che risultati definiti in partenza non esistono, che non si può mai sapere quando l’imponderabile si sveglia e decide di venire a far visita. Vale anche per Mathieu van der Poel, che da un bel pezzo non si limita a vincere nel ciclocross, ma lo domina con apparente nonchalance: 12 successi su 12 in stagione, 23 consecutivi (ultima sconfitta il 21 gennaio 2024), 36 nelle ultime 37 esibizioni. Ma è oggi che il fuoriclasse olandese ha un appuntamento con la storia. Ed è apparecchiato davanti al suo pubblico, a Hulst: se conferma il titolo iridato già suo nel 2015 e dal 2019 alla scorsa stagione (tranne il 2022, quando non era al via), arriva a 8, staccando Eric De Vlaeminck. Record.
Mathieu, andrà così?
«Fosse così facile... La realtà è che non lo so. Nessuno può saperlo. Una certezza c’è, però».
Quale?
«Che non sarò al via con la sensazione del tutto già fatto. In un Mondiale, e in una gara in generale, può accadere di tutto. Un problema meccanico, una catena rotta, una brutta giornata. Mi è già capitato di entrare in competizione da favorito, senza che poi le cose funzionassero alla perfezione. So che cosa significa».
Eppure, specie nelle ultime prove di Coppa del Mondo, non c’è stata storia…
«A Hoogerheide, per esempio, gli inseguitori si sono “guardati” molto e questo ha influito. In generale, è vero che mi sono sentito molto bene. Le tre settimane di allenamento che ho fatto in Spagna, a gennaio, mi hanno fatto fare i passi avanti che speravo».
Di questo potenziale ottavo titolo, comunque, si sta parlando tantissimo…
«Sto cercando di non pensarci troppo, ma allo stesso tempo sono consapevole del fatto che sarebbe un qualcosa di unico, che sono molto vicino e che è l’unico obiettivo per me. Penso che tutti credessero la quota di sette titoli impossibile da superare fino a poco tempo fa».
Lei ai numeri ci tiene?
«Sinceramente, no, ma mi fa piacere che i giornalisti tengano la contabilità al mio posto (sorride; ndr). Vedo le cifre solo come una conseguenza dei miei risultati. Vale anche per il numero di successi in Coppa, visto che sono arrivato a 51 (Sven Nys, superato a quota 50, ha detto che van der Poel si può già considerare il miglior ciclocrossista di sempre; ndr). Ora che passano gli anni, comunque, ci rifletto un po’ di più. Quando ho iniziato, non mi sarei mai aspettato di arrivare fino a questo punto. Anzi, nessuno se lo sarebbe aspettato».
Qual è la cosa che è cambiata di più per lei, rispetto agli inizi?
«Riesco a fare più volume negli allenamenti, a gestire meglio le lunghe distanze. E la forza mentale, senza dubbio, è aumentata. Un esempio recente è quello che è successo nella prova di Coppa di Maasmechelen, quando ho forato. In passato, mi sarei innervosito. Adesso, per nulla. Non è semplice destabilizzarmi».
Altra domanda molto in voga: se vincerà l’ottavo titolo, abbandonerà il cross?
«Non lo so, non ho ancora deciso. E in ogni caso, non farò la mia scelta immediatamente dopo questo Mondiale».
Ma le motivazioni le ha ancora per questa disciplina?
«Continuo a divertirmi parecchio, però ci sta a un certo punto considerare delle alternative. Le cose hanno una fine, e io ho sempre sperato di stopparmi a un punto molto alto. Se hai questa possibilità, la decisione finale è un po’ più semplice».
E se non vincerà?
«Ah, allora andrò avanti di sicuro!».
Si metta nei panni dei suoi rivali: che cosa penserebbe, se si trovasse contro... Mathieu van der Poel?
«Continuerei a credere, sempre, nelle mie possibilità. So che cosa vuole dire per esempio, per averlo provato di persona, non essere capace di seguire Tadej Pogacar sul Vecchio Kwaremont al Giro delle Fiandre. Ogni volta che ci rifletto, è una motivazione per continuare ad allenarmi ancora più duramente».
Per la gara, le previsioni non escludono la pioggia: vantaggio o svantaggio?
«Nel caso, quella c’è per tutti. Io mi auguro che venga fuori una corsa molto dura…».
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