Uno, due... MILAN


Jonathan va veloce: «Quanta fiducia per la Sanremo»

All’UAE Tour il friulano brucia Merlier e Philipsen: che bis, è il numero 1 in volata

21 Feb 2025 - La Gazzetta dello Sport
Di Ciro Scognamiglio

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Tim Merlier è il campione d’Europa e il corridore che, Tadej Pogacar a parte, ha vinto di più nel 2024: 16 successi. Jasper Philipsen è il vincitore uscente della Milano-Sanremo, e uomo da nove tappe al Tour conquistate in carriera, con annessa maglia verde 2023. Due belgi veloci, velocissimi, affamati di successi allo sprint. Ma ieri nulla hanno potuto contro il nostro Jonathan Milan, che già era tra i migliori nelle volate di gruppo e ha cominciato questa stagione con l’autorità del numero uno. 

L’UAE Tour è una sorta di Mondiale per velocisti - ci sono in pratica tutti i migliori - e il 24enne friulano della Lidl-Trek, già a segno a inizio mese alla Volta Valenciana, aveva quattro occasioni: in attesa di sapere come andranno quelle di oggi e domani, è a 2 su 2. 

A Umm al Quwain, al termine di 181 chilometri resi serrati dal vento e dai ventagli, Johnny è partito lungo – dopo essere stato ben lanciato dai compagni, Simone Consonni in testa – e sul filo del fotofinish è riuscito a contenere la rimonta di Merlier: «Mi hanno detto che avevo vinto, ma appena tagliato il traguardo non ne ero certo sicuro...», le prime parole di Milan, fiero, mentre Tadej Pogacar ha conservato la maglia di leader della corsa senza patemi e Giulio Ciccone si è ben destreggiato nel finale di quarta frazione.

Prospettiva 

Nello sprint della prima giornata, la strada “tirava” all’insù (1500 metri al 4,2%). Stavolta si trattava di un “piattone” e i numeri espressi da Milan lo confermano: su 14 secondi, ha sviluppato una potenza media di 1590 watt, massima di 1840 (il suo top in carriera è stato attorno ai 1960-65), con una velocità media di 64,9 km/h, massima di 67,6. E finora è lui l’unico azzurro capace, in stagione, di vincere a livello World Tour. Peraltro non sta “semplicemente” impressionando in volata, visti i progressi sul fronte della resistenza in salita: quando, alla Valenciana, si è piazzato secondo nella quarta tappa battuto solo da Buitrago, si era messo alle spalle quasi 4.000 metri di dislivello... E va fatto anche un discorso più generale sulla sua Lidl-Trek, che è partita molto bene: 6 centri, meglio ha fatto solo la Uae di Tadej Pogacar con 9.

Morale 

Vincere aiuta a vincere, (anche) Jonathan Milan lo sa: «All’inizio della mia esperienza tra i professionisti, ho esultato forse meno rispetto a quello che era il mio potenziale e ho capito il perché. Dovevo fare esperienza sul campo, capendo quali fossero i meccanismi che sono alla base delle volate. Ho avuto un percorso graduale, ma ci sono arrivato. E in particolare quest’ultimo sprint, in vista della Milano-Sanremo, mi dà parecchia fiducia, anche se ovviamente il finale quel giorno sarà molto diverso. Ma qui sono riuscito a battere i migliori». L’Italia ha bisogno di lui, specie in questo periodo storico in cui su strada facciamo fatica: l’ultimo azzurro a rappresentare il riferimento mondiale delle volate era stato Elia Viviani, nel bienno 2018-2019 quando correva per la Quick Step. Altrimenti bisogna tornare indietro fino ad Alessandro Petacchi... 

Milan si è messo alle spalle anni gloriosi in pista, pieni di ori (olimpici e mondiali) e record (quello dell’inseguimento individuale è suo) e ha deciso che era il momento giusto per tentare un ulteriore salto di qualità su strada. Proprio qualche giorno fa ci diceva di «somigliare a Kittel, ma il mio modello è Boonen», a sottolineare come il suo orizzonte non siano solo le volate. Vai Jonathan, continua così.

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