Klare Worte, richtige Signale


FOTO: CHRISTIAN CHARISIUS/DPA
Deutschlands Leroy Sane (l.) und Bundestrainer 
Julian Nagelsmann reagieren nach dem Spiel.

Bundestrainer Julian Nagelsmann hat mit der Nominierung für die Spiele in der WM-Qualifikation ein starkes Zeichen gesetzt. Das DFB-Debüt von Supertalent Said El Mala und das Comeback von Leroy Sané zeigen: Jeder Spieler kann es zur WM 2026 schaffen.

7 Nov 2025 - Rheinische Post
VON SEBASTIAN KALENBERG

Julian Nagelsmann ist ein Mann der klaren Worte, das hat er in seinen etwas mehr als zwei Jahren als Bundestrainer der deutschen Nationalmannschaft schon mehrfach unter Beweis gesellt. Das kommt in Momenten des Erfolgs gut an, beispielsweise als er unmittelbar nach dem bitteren Aus bei der HeimEM im Viertelfinale gegen Spanien den WM-Titel 2026 als Ziel ausgab. In weniger glanzvollen Momenten des DFB macht sich der 38-Jährige mit dieser Art aber ebenso angreifbar. So muss er sich seit dieser Aussage im Juli 2024 nach jeder durchwachsenen Halbzeit seiner Mannschaft für dieses offen ausgesprochene Ziel rechtfertigen. Als würde der vierfache Fußball-Weltmeister Deutschland nicht sowieso ganz automatisch jedes große Turnier mit dem Anspruch bestreiten, am Ende den Pokal in den Händen zu halten.

Für die Spieler haben diese klaren Worte einen großen Vorteil, sie schaffen Transparenz: Und Nagelsmann lässt aus ihnen Taten folgen. Das zeigt sich an seiner Nominierung für den wichtigen Länderspielabschluss in der WM-Quali gegen Luxemburg (14. November, 20.45 Uhr/RTL) und drei Tage später in Leipzig gegen die Slowakei (17. November, 20.45 Uhr/ ZDF). Der 70-fache Nationalspieler Leroy Sané, der in den vergangenen Länderspielpausen nicht nominiert wurde, bekam bei seinem Wechsel aus München zu Galatasaray Istanbul mit auf den Weg, dass er in der schwächeren türkischen Süper Lig mit besonders guten Leistungen auffallen müsste. Der seit zwei Jahren nicht mehr berücksichtigte Malick Thiaw hörte vom Bundestrainer häufiger, dass er regelmäßig zum Einsatz kommen müsse, um sich einen Platz im Nationalteam zu verdienen. Beide Ex-Schalker haben sich diese Worte offenbar zu Herzen genommen und stehen nun wieder im DFB-Kader. „Mit Leroy Sané war ich in einem sehr guten Austausch, er hat sich seine Nominierung mit guten Leistungen in der Champions League und der Süper Lig erarbeitet“, sagte der Bundestrainer. Gleiches gilt für Thiaw. Dieser sei nach seinem Wechsel vom AC Mailand zu Newcastle United „auf Anhieb eine der Stützen in der Mannschaft“geworden.

Nagelsmann hat seit Amtsantritt im September 2023 eine Herangehensweise zum DFB zurückgebracht, die in den Graugänse-Jahren schon vergessen schien: das Leistungsprinzip. Natürlich ist auch der aktuelle Bundestrainer nicht frei davon, gewisse Spielerprofile und Akteure bevorzugt in den Kreis des Nationalteams zu holen, dennoch orientieren sich die Kader der vergangenen Monate so sehr an den Leistungen und Formstärken von Deutschlands Fußballern wie lange nicht.

Das zeigt sich auch am einzigen DFB-Neuling in diesem Kader: Kölns Supertalent Said El Mala, der aktuell seine erste Bundesliga-Saison spielt und dabei erst auf elf Profieinsätze (mit sechs Scorern!) kommt. Vor der letzten Länderspielpause hatte Nagelsmann noch in Richtung des 19-Jährigen gesagt, dass man als junger Spieler klar besser sein müsse als die Arrivierten, um sich eine Nominierung zu verdienen. Wieder diese klaren Worte. El Mala scheint genau das getan zu haben. „Er soll sich mit all seiner Unbekümmertheit und Unbeschwertheit bei uns zeigen“, begründet der Bundestrainer und sendet damit in Hinblick auf die WM 2026 in den USA, Kanada und Mexiko ein richtiges Signal: Wirklich jeder kann es in den Kader schaffen.

Was bei diesem Ansatz aber mindestens in der B-Note mitschwingt, ist ein anderes – nicht minder wichtiges – Zeichen: Niemand ist sicher, das Leistunsprinzip gilt für alle. So sind die zuletzt sicheren DFB-Kandidaten Robert Andrich (Leverkusen), Robin Koch (Frankfurt) und Maximilian Beier (Dortmund) ebenso nicht dabei, wie die Stuttgarter Maximilian Mittelstädt und Angelo Stiller. Lediglich bei den beiden VfB-Akteuren, die an der bislang starken Saison der Schwaben einen großen Anteil haben, liegt der Grund der Nicht-Berücksichtigung nicht bei schwachen Leistungen, sondern eher in taktischen Überlegungen und der Konkurrenz.

Selbstbewusst rief Nagelsmann zwei Siege als Ziel aus, um neben dem Gruppensieg und dem direkten Turnierticket noch Lostopf eins bei der Auslosung der WM-Gruppen am 5. Dezember perfekt zu machen. „Dann können wir die Planungen für 2026 weiter vorantreiben und konkretisieren.“Wer es dann in den Kader schaffen will, sollte auf die klaren Worte des Bundestrainers hören.

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FOTO: CHRISTIAN CHARISIUS/DPA
Leroy Sane (a sinistra) e il Ct della nazionale tedesca 
Julian Nagelsmann dopo la partita.

Parole chiare, segnali giusti

Il Ct della nazionale tedesca Julian Nagelsmann ha lanciato un segnale forte con le convocazioni per le (ultime due) partite di qualificazione ai Mondiali. Il debutto del supertalento Saïd El Mala e il ritorno di Leroy Sané dimostrano che ogni giocatore può arrivare ai Mondiali del 2026.

7 novembre 2025 - Rheinische Post
DI SEBASTIAN KALENBERG

Julian Nagelsmann non usa mezzi termini, come ha dimostrato più volte nei suoi poco più di due anni come selezionatore della nazionale tedesca. Questo atteggiamento è apprezzato nei momenti di successo, come quando, subito dopo l'amara eliminazione nei quarti di finale degli Europei in casa contro la Spagna, ha dichiarato che l'obiettivo è il titolo mondiale nel 2026. Nei momenti meno gloriosi però, il 38enne con questo suo modo di fare si rende vulnerabile. Da quando fece quella dichiarazione, nel luglio 2024, infatti, dopo ogni primo tempo altalenante della sua squadra deve giustificarsi per quell'obiettivo dichiarato così apertamente. Come se la Germania, quattro volte campione del mondo, non disputasse comunque ogni grande torneo con l'obiettivo finale di alzare la coppa.

Per i giocatori queste parole chiare hanno un grande vantaggio, creano trasparenza: e Nagelsmann le traduce in fatti. Lo dimostrano le sue convocazioni per l'importante doppio impegno di qualificazione ai Mondiali in Lussemburgo (14 novembre, ore 20:45/RTL) e, tre giorni dopo, a Lipsia contro la Slovacchia (17 novembre, ore 20:45/ZDF). Leroy Sané, 70 volte nazionale, che non era stato convocato nelle precedenti pause internazionali, quando è passato dal Bayern Monaco al Galatasaray di Istanbul ha ricevuto il consiglio di distinguersi con prestazioni particolarmente buone nella Süper Lig turca, meno competitiva. Malick Thiaw, che non veniva preso in considerazione da due anni, ha sentito spesso dire dal Ct che avrebbe dovuto giocare regolarmente per riguadagnarsi un posto in nazionale. Entrambi gli ex Schalke 04 hanno evidentemente preso a cuore quelle parole e ora sono tornati in rosa. “Ho avuto un ottimo scambio con Leroy Sané, che si è guadagnato la convocazione grazie alle buone prestazioni in Champions League e nella Süper Lig”, ha detto il Ct della nazionale tedesca. Lo stesso vale per Thiaw, che dopo il suo trasferimento dal Milan al Newcastle United è diventato “subito uno dei pilastri della sua squadra”.

Da quando è entrato in carica nel settembre 2023, Nagelsmann ha riportato in nazionale un approccio che sembrava ormai dimenticato negli anni bui: il principio del merito. Naturalmente, anche l'attuale selezionatore non è esente dal preferire determinati profili di giocatori, ma negli ultimi mesi la squadra si è orientata come non mai alle prestazioni e alla forma dei convocati.

Ciò è evidente anche nell'unico esordiente in questa rosa: il super talento del Colonia, Saïd El Mala, che sta giocando la sua prima stagione in Bundesliga e ha collezionato appena 11 presenze da professionista (ma con 6 gol!). Prima dell'ultima pausa per le partite internazionali, Nagelsmann aveva detto al diciannovenne che, come giovane giocatore, doveva essere chiaramente migliore dei giocatori affermati per meritarsi una convocazione. Ancora una volta parole chiare. El Mala sembra aver fatto proprio questo. “Deve mostrarsi con tutta la sua spensieratezza e allegria”, spiega il Ct, inviando così un segnale chiaro in vista dei Mondiali 2026 negli Stati Uniti, in Canada e in Messico: davvero chiunque può entrare in rosa.

Ciò che però traspare da questo approccio, almeno in secondo piano, è un altro segnale, non meno importante: nessuno è al sicuro, il principio del merito vale per tutti. Così, gli ultimi candidati "sicuri" Robert Andrich (Bayer Leverkusen), Robin Koch (Eitracht Francoforte) e Maximilian Beier (Borussia Dortmund), così come Maximilian Mittelstädt e Angelo Stiller dello Stoccarda. Solo nel caso dei due giocatori dello Stoccarda, che hanno contribuito in modo determinante alla stagione finora brillante della squadra sveva, il motivo della mancata convocazione non è da ricercarsi in prestazioni deludenti, ma piuttosto in considerazioni tattiche e nella concorrenza.

Con grande sicurezza, Nagelsmann ha dichiarato che l'obiettivo è ottenere due vittorie, in modo da aggiudicarsi il primo posto nel girone e il biglietto diretto per il torneo, oltre a garantire la prima fascia nel sorteggio dei gironi dei Mondiali il prossimo 5 dicembre. “In questo modo potremo portare avanti e concretizzare i nostri piani per il 2026”. Chi vuole entrare a far parte della rosa dovrebbe ascoltare le chiare parole del Ct della nazionale.

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