Zwei 1:1, zwei Wahrnehmungs-Welten
FOTO: DPA 1:1 ist nicht gleich 1:1:
Borussias Trainer Eugen Polanski.
5 Feb 2026 - Rheinische Post - Mönchengladbach and Korschenbroich
VON KARSTEN KELLERMANN
Eugen Polanskis Kreis schließt sich am Samstagabend, wenn Bayer Leverkusen kommt. Das Spiel zuletzt in Bremen und das erste des Gladbach-Trainers haben jenseits des Resultats Gemeinsamkeiten. Doch es hat sich etwas gefährlich umgekehrt.
From page A1 1:1 ist nicht gleich 1:1. Sicher, der Ertrag ist gleich, ein Punkt nämlich, und den holte Borussia Mönchengladbach nun bei Werder Bremen ebenso wie am vierten Spieltag bei Bayer 04 Leverkusen im Debüt-Spiel von Eugen Polanski als Trainer des Profiteams. Die Spielverläufe waren sogar vergleichbar: Mitte der zweiten Halbzeit fiel jeweils das erste Tor und spät, erst in der Nachspielzeit, das zweite.
Mit dem Bremen-Spiel hat Polanski sozusagen seine erste Halbserie rum, es war das 17. Ligaspiel unter seiner Regie. Am Samstag steht das Rückspiel gegen Bayer an (18.30 Uhr, Sky), das 1:1 im Hinspiel und das 1:1 nun in Bremen sind somit die Klammer seiner bisherigen Trainerzeit. Beide Spiele könnten jenseits der statistischen Gemeinsamkeiten aber nicht unterschiedlicher sein in der Wahrnehmung: Es hat sich etwas gefährlich umgekehrt.
In der Leverkusener Arena lagen die Gladbacher bis in die zweite Minute der Nachspielzeit zurück. Dann gab es eine Ecke, und die trat das eingewechselte Talent Charles Herrmann. Der Ball traf die Stirn des bis dahin torlosen Stürmers Haris Tabakovic, der ihn ins Tor rammte zum Ausgleich.
Ein 0:1 bei Bayer hätte dem Trainerwechsel zu Polanski gleich ein Fragezeichen aufgedrückt, so aber war es ein Punkt des Willens, die Borussen stemmten sich gegen die drohende nächste Niederlage und verhinderten sie – auch durch erzwungenes Spielglück.
Das ist ein Faktor, der eine gewichtige Rolle spielt oder zumindest spielen kann, wird Spielglück doch meist als Belohnung eingestuft für aufopferungsvollen Einsatz. Fehlt es, ist der Schluss oft umgekehrt: Man hat es sich nicht verdient.
Dass Herrmann die Vorlage gab, war in Leverkusen gleich ein Beleg, dass sich der Mut des jungen Trainers auszahlt, dass Polanski, selbst ein Produkt der Gladbacher Akademie, die Bedeutung solcher Botschaften im Borussia-Kosmos bestens kennt und sie bewusst aussendet. Die von ihm in Leverkusen installierte Dreierkette sorgte darüber hinaus für eine größere Stabilität des Konstrukts.
Alles in allem: Das 1:1 in Leverkusen war ein Hoffnungsmacher nach dem miesen Start in die Saison mit nur einem Punkt und nach dem 0:4 gegen Werder. In Bremen gab es nun das zweite 1:1 der Saison – erneut traf dabei Tabakovic für Gladbach, sein zehntes Tor der Saison. Doch die Botschaft am Ende des Spiels war eine ganz andere. Gab es in Leverkusen viele gute Ansätze, war es in Bremen das schiere Gegenteil.
Dieses Mal war es Borussia, die eine Führung verspielte, erstmals passierte das in dieser Saison.
Dass Bremen wie einst Gladbach in Leverkusen tief in der Nachspielzeit zum Ausgleich kam, gleicht einem Faustschlag in die Magengrube.
Ein Auswärtssieg wäre ein Befreiungsschlag gewesen, so aber sind es plötzlich nur noch drei Punkte bis Rang 16. Es ist kein gewonnener Punkt, sondern zwei verlorene. War der Punkt in Leverkusen ein erkämpfter, war er dieses Mal das Produkt einer viel zu passiven Spielweise.
Auch da gilt: Wäre der schöne Schuss von Keke Topp nicht im Netz, sondern am Pfosten gelandet, und hätte somit Gladbachs 1:0 Bestand gehabt, wäre alles anders, alles viel, viel richtiger gewesen.
So aber fühlt sich alles einigermaßen falsch an, auch wenn es einen Punkt gab wie in Leverkusen – zumal es den dort gab bei einem Team aus der Topgruppe der Liga und nicht bei einem, das selbst arg in der Bredouille steckt wie das nun zehnmal sieglose Bremen.
War es Leverkusen ein bemerkenswerter Einstand für Polanski, bei der er fast alles richtig machte, so ist Bremen ein Spiel, in dem sich seine Sieglos-Serie auf vier Spiele ausweitete und auch seine Ideen nicht zündeten. Bremens Joker stach, während Polanskis Wechsel nicht den erhofften Erfolg hatten, sondern verpufften.
Auf Wael Mohya, der einer der letzten echten Hoffnungsträger für Gladbach ist, setzte er nicht – und dass Charles Herrmann, der junge Held des Leverkusen-Spiels seither keine Rolle mehr spielte und am Tag nach dem BremenSpiel für eine Million Euro nach Brügge verkauft wurde, ist durchaus vielsagend.
Gladbach ist nach dem 1:1 in Bremen angekommen, wo es vor dem 1:1 in Leverkusen stand: am Nullpunkt. Und ist damit in großer Gefahr.
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FOTO: DPA 1:1 non è sempre 1:1:
l'allenatore del Borussia Eugen Polanski.
Il cerchio di Eugen Polanski si chiuderà sabato sera, quando arriverà il Bayer Leverkusen. L'ultima partita a Brema e la prima dell'allenatore del 'Gladbach hanno dei punti in comune, al di là del risultato. Ma c'è stato un pericoloso ribaltamento di situazione.
5 febbraio 2026 - Rheinische Post - Mönchengladbach e Korschenbroich
DI KARSTEN KELLERMANN
1:1 non è sempre 1:1. Certo, il risultato è lo stesso, ovvero un punto, e il Borussia Mönchengladbach lo ha ottenuto sia contro il Werder Brema sia nella quarta giornata contro il Bayer Leverkusen nella partita d'esordio di Eugen Polanski (promosso dalla Under 23 del club, ndr) come allenatore della prima squadra. Anche l'andamento delle partite è stato simile: il primo gol è stato segnato a metà del secondo tempo e il secondo solo nei minuti di recupero.
Con la partita di Brema, Polanski ha in pratica concluso il suo primo girone, era la 17ª giornata di campionato sotto la sua guida. Sabato è in programma la partita di ritorno contro il Bayer (ore 18:30, Sky), l'1:1 dell'andata e l'1:1 ora a Brema sono quindi il risultato del suo periodo da allenatore fino a ora. Al di là delle somiglianze statistiche, però, le due partite non potrebbero essere più diverse nella percezione: c'è stata una pericolosa inversione di tendenza.
Alla BayArena di Leverkusen, il 'Gladbach era in svantaggio fino al secondo minuto di recupero. Poi c'è stato un calcio d'angolo, battuto dal talentuoso Charles Herrmann, entrato in campo dalla panchina. La palla è finita sulla fronte dell'attaccante Haris Tabakovic, fino a quel momento a secco di gol, che l'ha spinta in rete per il pareggio.
Uno 0-1 al Bayer avrebbe messo in discussione la scelta sul nuovo allenatore Polanski, ma così è diventata un punto di forza, il Borussia ha resistito al pericolo di un'altra sconfitta e l'ha evitata, anche grazie a un po' di fortuna.
Questo è un fattore che gioca un ruolo importante, o almeno può giocarne uno, poiché la fortuna nel gioco è spesso considerata una ricompensa per l'impegno sacrificale. Se manca, la conclusione è spesso l'opposto: non te la sei meritata.
Il fatto che Herrmann abbia fornito l'assist a Leverkusen è stata la prova che il coraggio del giovane allenatore sta dando i suoi frutti, che Polanski, lui stesso un prodotto dell'accademia del 'Gladbach, conosce bene il significato di tali messaggi nel cosmo del Borussia e li trasmette consapevolmente. La difesa a tre da lui introdotta a Leverkusen ha inoltre garantito una maggiore stabilità alla struttura.
Tutto sommato: l'1-1 a Leverkusen ha dato speranza dopo il pessimo inizio di stagione con appena un punto e dopo lo 0-4 contro il Werder. A Brema è arrivato il secondo 1-1 della stagione, con di nuovo Tabakovic a segnare per il 'Gladbach, il suo decimo gol stagionale. Ma il messaggio alla fine della partita era del tutto diverso. Se a Leverkusen c'erano stati molti spunti positivi, a Brema era stato il contrario.
Questa volta è stato il Borussia a sprecare un vantaggio, cosa sin lì mai successa in questa stagione.
Il fatto che il Werder, come un tempo il 'Gladbach a Leverkusen, abbia pareggiato nei minuti di recupero è stato come un pugno allo stomaco.
Una vittoria in trasferta sarebbe stata una liberazione, ma così ora ci sono solo tre punti di vantaggio sul 16° posto. Non è un punto guadagnato, sono due punti persi. Se il punto a Leverkusen era stato conquistato con fatica, questa volta è stato il risultato di un gioco troppo passivo.
Anche in questo caso vale lo stesso discorso: se il bel tiro di Keke Topp non fosse finito in rete, ma sul palo, e il Gladbach avesse mantenuto il vantaggio per 1-0, tutto sarebbe stato diverso, tutto sarebbe stato molto, molto più giusto.
Ma così tutto sembra in qualche modo sbagliato, anche se c'è stato un punto come a Leverkusen, soprattutto perché là è stato conquistato contro una squadra del gruppo di testa della classifica e non contro una che è in grave difficoltà come il Werder, ormai senza vittorie da dieci partite.
Se a Leverkusen è stato un debutto notevole per Polanski, in cui aveva fatto quasi tutto bene, a Brema è stata una partita in cui la sua serie di sconfitte si è estesa a quattro partite e anche le sue idee non hanno funzionato. Il subentrato di Brema ha fatto la differenza, mentre i cambi di Polanski non hanno avuto il successo sperato, sono stati vani.
Non ha puntato su Wael Mohya, uno degli ultimi veri portatori di speranza per il 'Gladbach, e il fatto che Charles Herrmann, il giovane decisivo nella partita di Leverkusen, da allora non abbia più giocato alcun ruolo e il giorno dopo la partita di Brema sia stato ceduto per un milione di euro al Bruges, la dice lunga.
Dopo l'1-1 a Brema, il Gladbach è tornato al punto in cui si trovava prima dell'1-1 a Leverkusen: a zero punti. E quindi in grave pericolo.
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