IRLANDA DEL NORD la rivale più facile
SOLO IN 4 GIOCANO IN PREMIER E IN TRASFERTA NON VINCE MAI
L’irlanda del Nord è 69a nel ranking , il bomber Reid gioca nella C inglese Fuori casa un successo nelle ultime 8: la gara in Italia un vantaggio in più
21 Nov 2025 - La Gazzetta dello Sport
Di FILIPPO MARIA RICCI
La più bassa nel ranking FIFA, al n. 69. La più debole delle 4 possibili rivali dell'Italia, almeno sulla carta. E ancora più fragile lontano da Windsor Park, il piccolo stadio di Belfast che ospita le partite dell’Irlanda del Nord. Meglio di così non poteva andarci. Come ripete sempre Gattuso il nostro futuro è nelle nostre mani. Poi dopo aver perso in casa con la Macedonia del Nord vale tutto.
Guerre di religione
Buttiamo sul tavolo una serie di 3 foto della selezione di O’Neill, Ct definito erroneamente come “il primo cattolico a guidare la nazionale dell'Irlanda del Nord in 50 anni” quando assunse l’incarico per la prima volta, nel dicembre 2011 restando in carica fino ad aprile 2020 quando era già allenatore dello Stoke arrivò il Covid-19 e tutto si complicò. O’Neill aveva portato l'Irlanda del Nord al suo primo Europeo nel 2016, a 30 anni dal Mondiale dell’86, ultima competizione alla quale aveva partecipato il piccolo Paese. C’erano stati altri cattolici sulla panchina di Belfast nei 50 anni citati, ma la religione da quelle parti è tema molto serio e O’neill nel 2018 è finito in un’altra polemica quando qualcuno scrisse che aveva detto che quelli di Dublino venivano a Belfast a prendersi i giovani calciatori più promettenti e cattolici. Lui smentì e oggi non se ne parla più.
Mal di trasferta
La seconda foto riguarda il mal di trasferta: l’irlanda del Nord ha vinto solo una partita delle ultime 8 giocate lontano da Windsor Park, ed è stato col Lussemburgo, n. 103 del ranking Fifa. Li sfideremo a Bergamo, e avremo un po’ di vantaggio. Altra istantanea: buona difesa. Sì, la nazionale di O’neill nelle 6 partite del girone di qualificazione (3 vittorie e 3 sconfitte, terzo posto finale e approdo al playoff grazie alla Nations League per aver vinto il girone di Serie C con Bulgaria, Bielorussia e Lussemburgo) ha incassato solo 6 gol, 2 in meno della Slovacchia seconda, e nei gruppi di qualificazione europei da 4 squadre tra chi è arrivato secondo solo il Kosovo ha preso meno reti, 5. E con il centrale dal nome letterario Ballard in campo una rete in 3 partite.
Senza bomber
Terza foto: l’attacco è poca cosa. I gol segnati nel girone Mondiale sono stati appena 7, e tutti con firme diverse: Reid, Charles, Devenny, Price, Hume e Donley, più un autogol. Dei marcatori citati solo il primo, il 31enne Reid, di mestiere fa il centravanti. Però gioca nello Stevenage in League One, la terza serie inglese. Per fare un paragone di categoria, in campionato ha gli stessi gol di La Gumina, il 29enne dell'Inter Under 23.
Club modesti
Il ritratto di quello che ipotizziamo come 11 titolare tenendo in considerazione le apparizioni nelle 4 sfide di qualificazione con Germania (sconfitte 3-1 fuori e 2-0 in casa) e Slovacchia (battuta 2-0 a Belfast con rovescio al 91’ a Kosice una settimana fa) oltre a Reid c’è un altro di serie C, il portiere Peacock-Farrell del Blackpool, quattro elementi che si guadagnano da vivere nel Championship, la B inglese, Price (West Brom), McCann (Preston), Shea Charles (Southampton) e l’ottimo Galbraith (Swansea), e 4 che sono in Premier League. Bradley al Liverpool sta facendo fare panchina al quotato neoacquisto Frimpong, poi i due centrali difensivi Hume e Ballard baluardi della sorpresa Sunderland di Le Bris quarto in classifica, e da ultimo Devenny, che fa panchina al Crystal Palace e trova scampoli di spazio nella ripresa. Dieci giocatori tesserati in tornei inglesi più McNair, come Galbraith canterano del Manchester United e a San Diego in MLS dall’estate del 2024. Questo l’album fotografico della prima rivale dell'Italia sulla strada verso l'America.
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Quell’unica sconfitta del 1958 che ci costò i Mondiali
A Belfast la nazionale degli oriundi del Ct Foni perse 2-1.
Bastava il pari. Finimmo in 10 per il rosso a Ghiggia
21 Nov 2025 - La Gazzetta dello Sport
Di ANDREA SCHIANCHI
Mercoledì 15 gennaio 1958, Belfast, Irlanda del Nord: freddo da battere i denti, in tribuna i giornalisti italiani sono avvolti in pesanti pastrani, ci sono le grandi «firme», da Brera a Rovelli. L’Italia si gioca la qualificazione al Mondiale 1958 con i modesti nordirlandesi: basta un pari ed è fatta. Ma gli azzurri guidati dal Ct Foni non ispirano fiducia. A generare paure è l’ambiente: il pubblico di Belfast è caldissimo, la Nazionale sarà in grado di reggere? Il precedente di 40 giorni prima non è di buon auspicio. La sfida, da calendario, si deve disputare il 4-12-1957, ma è posticipata perché l’arbitro Zsolt rimane bloccato a Londra per la nebbia. Non può arrivare a Belfast. L’Irlanda del Nord trova un altro direttore, ovvio di nazionalità nordirlandese, Mitchell, ma il presidente della FIGC, Barassi, lo ricusa. Così, poiché il pubblico ha già acquistato i biglietti, le squadre decidono di disputare un’amichevole. I nordirlandesi sono arrabbiatissimi: si sentono accusati di antisportività. E così l’amichevole si trasforma in un inferno. Fischi all’inno nazionale italiano, insulti ai giocatori, botte da orbi. Ne fa le spese Ferrario che, per la stazza, è detto «Mobilia»: non bastano i suoi muscoli a fermare la veemenza dei rivali. La sfida si conclude 22, con rissa finale.
Alla vigilia della gara decisiva del 15 gennaio, i dubbi sono più che legittimi. Brera, suggerisce di giocare per il pari. Ma la proposta è respinta: sarebbe un sacrilegio, noi siamo l’Italia, abbiamo vinto Mondiali, all’attacco! Il ct Foni è sempre stato prudente, in carriera ha badato prima di tutto a non prenderle, però decide di andare contro la sua natura e schiera una formazione con 3 punte e 2 mezzepunte. E’ la nazionale degli oriundi. Questo l’attacco: Ghiggia, Schiaffino, Pivatelli, Montuori, Da Costa. E li si critica. Che amor di patria avranno? Dopo il 1° tempo l’Italia è sotto di 2 gol, non riesce a costruire un’azione decente e le stelle oriunde non si accendono. Ghiggia, un peperino, non è il più adatto ad affrontare una partita nella quale non mancano le provocazioni dei difensori. reagisce malamente a un fallo e si fa espellere. Nella ripresa in 10 non è sufficiente il gol di Da Costa, e gli azzurri escono a testa bassa dal Winsor Park, unica sconfitta della storia. L’ex Pozzo, l’eroe dei due Mondiali vinti, qui da inviato, scrive un duro articolo, parla di «costruzione irrazionale della squadra». Gli azzurri rientrano in Italia. Dopo un paio di giorni di polemiche, la mancata qualificazione al Mondiale è digerita senza scossoni. I tifosi se la prendono con i giocatori, accusano il Ct Foni per le scelte di formazione, ma non si accaniscono. C’è la Serie A a tenere sveglio il loro interesse.

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