GIANPAOLO ORMEZZANO SPIEGA ROBERTO VISENTINI, E IL CICLISMO



Proponiamo una risposta di Gianpaolo Ormezzano, il grande giornalista sportivo scomparso il 26 dicembre 2024, a un lettore della pubblicazione "Il Giornalino" (in un numero in edicola nel 1980), che gli chiedeva cosa spingesse una persona ricca come Visentini, a dedicarsi ad uno sport duro come il ciclismo, che costringe a notevoli sacrifici.

La domanda del lettore, nella rubrica "Risponde Ormezzano": "Sento sempre dire che il ciclismo comporta fatiche enormi e che quindi è uno sport fatto per chi é abituato a soffrire. Mi ha stupito perciò sentire che Roberto Visentini, il quale ha tenuto per diversi giorni la maglia rosa al recente Giro d'italia, é di famiglia molto ricca, ha una Ferrari e una BMW, va su una Kawasaki da nove milioni, ta sci d'acqua e sci di neve. Come si spiega ? Ma allora Visentini è un pazzo?" 
(Giuliano F. di Bassano del Grappa).

Risposta di Gianpaolo Ormezzano :
Visentini non é un pazzo, è semplicemente uno che ha la passione del ciclismo. I suoi limiti, si dice, sono nella testa: ad un certo punto, cioè, lui decide che è ora di smetterla di soffrire. Ecco perché talora alterna grandi imprese e giornate piuttosto opache.

Comunque, è raro che un ricco faccia il ciclista, proprio perchè questo sport propone fatiche che i poveri sono meglio abituati ad affrontare. In effetti, nessuno sport contiene una richiesta, una necessità di sofferenze come il ciclismo.

In gara un ciclista deve far fronte contemporaneamente a parecchi impegni di natura diversa. 
Deve: 
1) pedalare, 
2) fare attenzione a non cadere, 
3) resistere al clima, talora caldissimo o freddissimo, 
4) faticare senza pause (si pensi, per contrasto, al tennista che ogni due games va alla sedia, si asciuga, si ristora), 
5) attaccare e difendersi a seconda di come si comporta l'avversario, 
6) valutare continuamente i rapporti, a seconda che debba scattare o andare avanti sul passo, 
7) risolvere i problemi special i: una strada che di colpo sale, una curva terribile, uno scarlo o uno scatto di altri, alimentarsi e intanto digerire. Il tutto anche per otto ore filate.

Ci sono sport che chiedono magari maggiore fatica fisica "concentrata" : la maratona, ad esempio, o anche la pallanuoto. Ma nessuno sport chiede una serie di fatiche cosi complesse. E poi il ciclismo grande, quello delle corse a tappe, impegna per tre settimane, con appena un giorno di riposo.

Dunque, per fare ciclismo bisogna proprio essere ricchi di passione, o poveri di una povertà che fa pensare alla fatica sulla bicicletta come al minore dei mali, se non come ad una cosa bellissima. E si badi che, contrariamente ad altri sport in cui ormai anche la mezza figura si arricchisce, il ciclismo garantisce la ricchezza vera a un paio di atleti ogni cento Per gli altri, pochi soldi e tanto sudore, proprio come una volta...".

Nella prima foto, una immagine di Visentini in maglia San Giacomo.
Nella seconda foto, Gianpaolo Ormezzano.
Nella terza foto, la pagina da " il Giornalino " ( numero pubblicato nel 1980 ).

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