Hoffenheim, sognando l'Europa



La formazione di Sinsheim sarebbe in questo momento in Europa. Ma come ha fatto Christian Ilzer a trasformare la squadra?

gen 30, 2026

La migliore stagione della sua storia nella massima serie. Numeri alla mano il percorso dell'Hoffenheim nella Bundesliga 2025-2026 è finora sorprendente: 39 punti in 19 partite, che significano terzo posto e piena lotta per l'Europa.

Ilzer, un debuttante in Bundesliga

Poco più di un anno fa la squadra di Sinsheim era nei bassifondi della classifica, con il rischio concreto di retrocedere. Per invertire la rotta nel novembre 2024 la dirigenza biancoblu esonera Pellegrino Matarazzo e pesca il suo sostituito in Austria, il Paese da dove qualche settimana prima era arrivato un nuovo ds, l'allora 38enne Andreas Schicker. Proprio l'ex difensore del Ried preme per ingaggiare Christian Ilzer, classe 1977, che in quel momento guida lo Sturm Graz, con cui è in testa alla Bundesliga austriaca. I due hanno lavorato insieme proprio nel capoluogo della Stiria. Ilzer, una carriera in campo frenata da un infortunio a 17 anni è un profilo particolare per il suo percorso. Nelle sue esperienze nei vari club Ilzer, una formazione tecnica alle spalle e poi un percorso in scienze dello sport, ha ricoperto diversi ruoli, dal vice allenatore al match analyst, fino al tecnico nei settori giovanili, oltre a essere stato anche il preparatore atletico della Nazionale austriaca Under 19. Un allenatore preparato, un grande motivatore, però comunque una scommessa, visto che non ha esperienza in Germania, pur avendo lavorato (e bene) con Hartberg, Wolfsberger e Sturm Graz.

Una salvezza in mezzo al caos 

Quando arriva a Sinsheim, Ilzer ha a disposizione una rosa discreta, anche se con scarsa convinzione dei propri mezzi e tanti problemi, compresi quelli di approccio alla partita. La corsa verso la permanenza in Bundesliga, iniziata con uno spettacolare 4 a 3 con il Lipsia, è un cammino pieno di fatiche e con tante frenate. L'Hoffenheim si salva con 32 punti, con una media di 0.96 a partita. Prestazioni arrivate in un ambiente non esattamente sereno. Dopo la rivoluzione autunnale che ha portato alla fine della gestione sportiva di Alexander Rosen, la tensione è altissima su tutti i fronti. Innanzi tutto con i tifosi, molto legati a Rosen e che, come la nuova dirigenza, puntavano il dito sul vecchio patron Dietmar Hopp. L'ex deus ex machina della società, proprietario della SAP, è stato accusato attraverso l'amico e agente Roger Wittmann di avere influenzato in negativo la campagna del club. Tanti acquisti costosi e che hanno reso poco, con anche perdite  economiche per la formazione di Sinsheim.

Nuovi uomini e nuove idee

In estate Schicker e i suoi collaboratori decidono di cambiare quasi metà della rosa. Sono arrivati giocatori giovani come l'attaccante 2002 Tim Lemperle dal Colonia, Albian Hajdari dal Lugano e l'olandese Wouter Burger dallo Stoke City, oltre a calciatori di esperienza come il difensore Bernardo, classe 1995, Vladimir Coufal, 33enne ceco del West Ham. In più rientra dal prestito Fisnik Asllani, grande protagonista della stagione positiva con la maglia dell'Elversberg. A questa rosa, dove si mischiano i nuovi e i veterani, come Andrej Kramaric, Grischa Prömel e Olivier Baumann, Ilzer, diventato famoso per i suoi curiosi metodi motivazionali (una volta ha usato persino un sex toy), inizia a proporre la sua idea di calcio. Fatta di corsa, aggressione del pallone e ripartenza veloce. Ingredienti con cui la formazione di Sinsheim ha cominciato a mietere vittime illustri.

Un salto sorprendente

L’Hoffenheim è la sorpresa positiva della stagione in corso. La differenza dei punti rispetto allo scorso anno, dopo la diciannovesima giornata, è impressionante: 39 contro 18, con un clamoroso +21. In questo momento la squadra è un meccanismo perfetto e i numeri lo dimostrano: 5 vittorie e un pareggio nelle ultime 6 partite, 4 vittorie su 4 nel 2026; secondo attacco, con 40 gol, dietro all’inarrivabile Bayern; terza difesa, dietro Bayern e Borussia Dortmund. Come ha dichiarato recentemente Ilzer, il segreto dell’Hoffenheim è l’intensità, fondamentale per la fase difensiva alta e le ripartenze. Nessuna squadra, infatti, ha effettuato più sprint, necessari per mantenere alta la pressione e recuperare palla in fretta. L’intensità si vede anche dai falli commessi, dato in cui la squadra di Sinsheim primeggia. Un’altra caratteristica è la capacità di cambiare tatticamente, sia per adattarsi all’avversario, sia a partita in corso; senza però mai perdere la propria identità, grazie a giocatori estremamente duttili. Questo aspetto si rispecchia nei moduli con cui Ilzer ha impostato la squadra: soltanto nelle prime partite del 2026 la squadra ha giocato con 4-2-3-1, 3-4-2-1. 4-3-1-2 e anche, contro il Werder qualche giorno fa, 3-5-2. Da segnalare poi un dato curioso: l’Hoffenheim è secondo solo al Bayern per numero di gol segnati di testa, indice di una fisicità importante, ma anche di qualità tecniche e lavoro maniacale sui calci piazzati e sul ribaltamento del gioco per liberare lo spazio sulle fasce, a destra in particolare.

Certo, poi sono sempre i giocatori a fare la differenza e i biancoblù ne hanno parecchi che stanno performando oltre le più rosee aspettative, se si pensa che i migliori marcatori sono ben quattro, a quota 6 gol: gli attaccanti Asllani, Lemperle e Kramaric, un mix di fantasia, corsa e concretezza, e Grischa Prömel, centrocampista tornato a grandi livelli. Non si possono non citare nuovamente Burger e Coufal, nuovi acquisti decisivi in termini di gol e assist (insieme raggiungono 4 gol e 9 assist).

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