Il Celta, lo smalto, un panda e Borja Iglesias: quando il calcio risponde all'omofobia


Fonte: Account Instagram rccelta


Degli insulti omofobi, un tweet e uno stadio che si colora con lo smalto. 
A Vigo il calcio ha scelto di rispondere all’odio con un gesto collettivo e visibile, sostenendo Borja Iglesias e il suo impegno sociale. 
Una storia che va oltre il calcio

Sky Sport Insider  - 21 gen 2026 - 10:15

“Questa domenica noi andremo allo stadio con le unghie curate e con lo smalto, chi si unisce?”. Tutto parte da questo tweet di Carcamäns Celestes, un gruppo di tifosi del Celta Vigo che ha deciso di sostenere in questo modo Borja Iglesias, centravanti del club galiziano

Erano le 11:23 di mercoledì 14 gennaio, due giorni prima il Celta aveva vinto in trasferta contro il Siviglia. Al termine della partita, all’esterno dello stadio, un disponibile e sorridente Iglesias si era fermato a firmare autografi ad alcuni tifosi ma qualcosa ha rovinato il momento di gioia. Dei tifosi del Siviglia hanno iniziato a insultarlo con epiteti omofobi. Il motivo? Il sostegno dell’attaccante spagnolo alla comunità LGBTQ+. (Il quotidiano) El Pais ha riportato alcuni degli insulti ricevuti da Iglesias: «Vedi se muori, frocio di merda». «Svergognato, vai a casa tua. Mettiti lo smalto sulle unghie, frocio!». Da qui l’idea dei tifosi del Celta: andiamo tutti allo stadio con lo smalto sulle unghie.

Ed è successo davvero. Domenica 18 gennaio all’Estadio Balaídos il Vigo ha ospitato il Rayo Vallecano e praticamente tutti i presenti avevano lo smalto sulle proprie unghie. Bambini e bambine, ragazzi e ragazze, adulti, anziani, uomini e donne, giornalisti e calciatori del Celta: tutti hanno risposto con entusiasmo all’iniziativa promossa dai tifosi e rilanciata anche dallo stesso club. 

Nei giorni precedenti la partita il Celta Vigo ha infatti rilanciato l’invito di Carcamäns Celestes sui propri social e in poco tempo l’iniziativa è finita su giornali e media di tutta la Spagna. «Il rispetto non si negozia. L'odio non ha posto nel calcio. Siamo orgogliosi di te, in campo e fuori» ha postato su X il Celta, che nei giorni successivi ha invitato i propri tifosi a pubblicare foto e video delle loro unghie con lo smalto. La prima a farlo è stata la presidente del club, Marián Mouriño, che sulle proprie unghie ha anche fatto disegnare un panda, il soprannome di Iglesias. E così nel giro di poche ore i panda sulle unghie si sono moltiplicati: tutti hanno seguito l’esempio di Mouriño.

«Ci è sembrata una buona idea per sensibilizzare la società. Non capiamo perché insultino un giocatore per essersi dipinto le unghie. Dobbiamo vivere in una società libera e rispettarci a vicenda» ha spiegato a El Pais Belermo Dios, presidente del gruppo di tifosi che ha proposto l’idea. Non è la prima volta che Borja Iglesias riceve insulti per le sue posizioni politiche e sociali o per come si veste e comporta. L’attaccante spagnolo, che vanta anche 5 presenze con la nazionale, non si è però mai preoccupato di questo: «L'odio nei miei confronti non mi interessa, ma se qualcuno soffre perché non ha uno spazio, perché si sente giudicato o trattato male... Cavolo, allora abbiamo un problema serio. La cosa normale sarebbe che, qualunque sia il tuo modo di essere, tutti ti rispettino, ma a volte non è così» ha dichiarato due anni fa a El Pais.

Negli anni Iglesias non si è mai nascosto e ha spesso preso posizione su temi delicati. In estate, interrogato sulle proteste pro-Pal alla Vuelta, si è espresso così: «Mi sorprende che diamo più importanza alla sospensione di un evento sportivo che a un genocidio. È un qualcosa che non riesco a capire bene». Nel 2020, invece, si era messo lo smalto nero sulle unghie in sostegno al movimento Black Lives Matter nato negli Stati Uniti. A chi su Twitter si chiedeva il perché, ha risposto lo stesso Iglesias: «Te lo spiego io, non c'è problema. È un modo per sensibilizzare e combattere il razzismo dalla mia posizione, ma credo che sia utile anche contro l'omofobia. Inoltre, devo ammettere che mi piacciono». E così negli anni successivi ha continuato a mettere lo smalto per combattere l’omofobia nel calcio e renderlo un ambiente più inclusivo. Nel 2023 ha preso parte a una campagna contro l’omofobia con un video ironico, in cui fingeva di essere discriminato per la sua eterosessualità e che spiegava in modo semplice ma efficace perché non ha senso discriminare qualcuno per il proprio orientamento sessuale.

L’impegno sociale di Iglesias è continuo: l’attaccante spagnolo non si limita a giocare a calcio, vuole fare qualcosa di utile per la società in cui vive e sfrutta la propria visibilità per veicolare messaggi di amore, inclusione e rispetto. In un calcio che fa sempre più fatica a fare altrettanto, le persone come Borja Iglesias sono sempre più rare e preziose. I tifosi del Celta Vigo lo sanno e per questo si sono schierati al suo fianco. E a chi fa fatica ad accettarlo, la risposta arriva – ancora una volta – dallo stesso Borja Iglesias: «A quelli che sono ancora nella preistoria, mando un grande incoraggiamento: deve essere molto difficile non evolversi e continuare a condizionarsi invece di godersi quanto sia preziosa la vita».

Commenti

Post popolari in questo blog

I 100 cattivi del calcio

Dalla periferia del continente al Grand Continent

Chi sono Augusto e Giorgio Perfetti, i fratelli nella Top 10 dei più ricchi d’Italia?