New York in volata
Finale-spettacolo a Central Park: Kipruto la spunta per 16 centesimi
Dominio Kenya con Mutiso battuto per un soffio: è il distacco minimo tra i primi due. Kipchoge solo 17° Bekele si ritira
3 Nov 2025 - La Gazzetta dello Sport
di PAOLO MARABINI
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Che cosa sono mai 16 centesimi di secondo dopo una fatica lunga 42 chilometri e 195 metri? Un battito di ciglia, un respiro, un soffio di vento. Oppure, in soldoni, poco più di 25mila euro, la differenza tra gli 86mila finiti nelle tasche del keniano Benson Kipruto, nuovo re della New York City Marathon, e i 51mila incassati da Alexander Mutiso, secondo sul traguardo di Central Park, spalla a spalla con il connazionale. E pensare che ce la stava anche facendo a coronare la rimonta, dopo che Kipruto, bronzo olimpico a Parigi, s’era involato a 400 metri dall’arrivo e sembrava destinato a prendersi indisturbato la gara della Grande Mela, al cospetto di 55mila partenti. Ma, appunto, a Mutiso sono mancati quei 16 centesimi di secondo, che sono così diventati il divario minimo tra i primi due classificati nella storia della NYCM lunga 54 edizioni, vent’anni dopo la volata con cui un altro keniano, Paul Tergat, beffò - allora furono 30 centesimi - il sudafricano Hendrick Ramaala.
Avvio lento
Alla fine il cronometro, per entrambi, ha detto 2h08’09”: ordinaria amministrazione, verrebbe da dire di questi tempi in cui ormai si viaggia sul bordo delle 2 ore. Ma non è mai stata New York la location per andare a togliersi soddisfazioni cronometriche, col suo percorso tortuoso a fare da freno alle velleità personali e con il valore e il prestigio della vittoria così elevati da rendere secondario il risultato del cronografo. Peraltro, la prima parte di gara è filata via a ritmo blando, con un passaggio al giro di boa in 1h05’18” e un gruppo di battistrada quantificato in 22 atleti, tra cui sua maestà Eliud Kipchoge, debuttante a New York alle soglie dei 41 anni, l’altro campione indomabile Kenenisa Bekele, 43 anni e mezzo sul passaporto, e pure il nostro Daniele Meucci, fresco di 40° compleanno.
Ciao Bekele
Le prime fiamme si sono accese intorno al 25° chilometro, con Bekele al gancio sino al ritiro e Meucci a scalare di marcia ma senza andare alla deriva: chiuderà 11° in 2h10’40”, con la soddisfazione della leadership tra gli over 40. Poi al 30° km un’altra sgasata, gruppetto più defilato e Kipchoge a sua volta in difficoltà, ma orgoglioso nel prosieguo sino a tagliare il traguardo, con la lacrimuccia agli occhi, in 17esima posizione. Finché eccoci al redde rationem del 40° chilometro con una coppia al comando. E a quel punto se la sono giocata lor due, Kipruto e Mutiso, con vittoria del favorito, 34enne della scuderia di Gianni Demadonna, nato a Tolilet, nella Rift Valley, e di stanza a Kapsabet: uomo esperto, Benson, fratello minore del re di Chicago 2015 Dickson Chumba, 16 maratone nelle gambe in dieci stagioni, ma soprattutto già capace di vincere a Boston (nel 2021), a sua volta a Chicago (nel 2022) e un anno fa a Tokyo (domata due volte anche dal fratello), con tanto di personale ritoccato sino a 2h02’16”, che è pur sempre la sesta prestazione al mondo all-time. Alla quarta Major della carriera, ora ce lo immaginiamo già col pensiero a Londra e Berlino per l’anno a venire, così da completare lo Slam delle maratone.
Obiri show
Se Kipruto ha chiuso lontano dal 2h04’58” del primato della corsa stabilito due anni fa dall’etiope Tamirat Tola, la gara femminile ha invece visto cadere dopo 22 anni il record di Margaret Okayo, il cui crono di 2h22’31” è stato letteralmente sgretolato dalla solitaria vincitrice, la keniana Hellen Obiri, già vincitrice proprio nel 2023 e stavolta capace di volare in 2h19’50”, ben 3’20” sotto il personale, ma anche dalle due connazionali Sharon Lokedi (2h20’07”) e Sheila Chepkirui (2h20’24”), per una tripletta che ha fatto il paio con quella al maschile. Per la 35 vincitrice, capace di due argenti olimpici sui 5000 (a Rio e a Tokyo) e poi del bronzo proprio in maratona a Parigi, ma anche di tre titoli mondiali sempre in pista, è la firma su un’altra doppietta di prestigio dopo quella con cui ha marchiato a fuoco Boston nel 2023 e nel 2024. Se vi par poco...
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Eliud in lacrime Meucci 11° a 40 anni
Donne: Obiri record
UOMINI:
1. B. Kipruto (Ken) 2h08’09”;
2. Mutiso (Ken) 2h08’09”;
3. A. Korir (Ken) 2h08’57”;
4. Dever (Gb) 2h08’58”; 5. Kyburz (Svi) 2h09’55”; 6. Reichow (Usa) 2h09’56”; 7. Hicks (Gb) 2h09’59”; 8. Moen (Nor) 2h10’15”; 9. Weldlibanos (Eri) 2h10’36”; 10. Klecker (Usa) 2h10’37”;
11. MEUCCI 2h10’40”; 17. Kipchoge (Ken, nella foto commosso al traguardo) 2h14’36”; rit. Bekele (Eti)
DONNE:
1. Obiri (Ken) 2h19’51”;
2. Lokedi (Ken) 2h20’07”;
3. Chepkirui (Ken) 2h20’24”;
4. O’Keeffe (Usa) 2h22’49”; 5. Frisbie (Usa) 2h24’12”; 6. Hassan (Ola) 2h24’43”
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ANSA - Sotto la foto di gruppo allo stand di Acea Run Rome
The Marathon a New York con Onorato
NEW YORK CHIAMA ROMA
Tre atleti kenioti sul podio: 2600 i partecipanti italiani alla maratona americana Kipruto batte Mutiso Trionfo al fotofinish
L’oro a Tokyo ‘21 alza le braccia prima dell’arrivo e rischia la beffa
3 Nov 2025 - Corriere dello Sport
di Franco Fava
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Èl’anno delle maratone con finali thriller. Dopo il duello all’ultimo centesimo (3/100) ai recenti Mondiali di Tokyo tra il tanzaniano Simbu e il tedesco Petrus, ancora una manciata centesimi hanno diviso a New York la coppia keniota Kipruto-Mutiso. Da Staten Island a Central Park, lungo i cinque quartieri di New York, in 56.000 hanno corso i 42,195 km della maratona più popolare per la prima volta aggiudicata al fotofinish. Dopo 2h08:09, appena 11 centesimi hanno diviso sul traguardo i kenioti Benson Kipruto e Alexander Munyao Mutiso.
Kipruto, 34 anni già oro olimpico a Tokyo 2021 e bronzo a Parigi 2024, ha rischiato una clamorosa beffa quando a pochi metri dalla finish line ha alzato le braccia al cielo convinto di essersi lasciato alle spalle il connazionale. Invece con una rimonta rabbiosa nelle ultimissime falcate il 29enne Mutiso affiancava Kipruto intrecciando le sue braccia a quelle del rivale. Solo un batter di ciglia sanciva il trionfo di Kipruto, al debutto sulle strade della Grande Mela. C’è molta Italia dietro l’ennesimo dominio del Kenya: nello staff del nuovo re di New York l’allenatore toscano con base a Kepsabet, Claudio Berardelli e il manager trentino Gianni Demadonna.
Un altro keniota, Albert Korir, occupava il terzo gradino del podio. Mentre il pisano Daniele Meucci festeggiava i 40 anni con un altro piazzamento onorevole: 11ª piazza in 2h10:40. A 41 anni chiudeva solo 17° la leggenda della maratona, Eliud Kipchoge: in 2h14:36 ha dato l’addio alla lunga carriera che lo aveva visto oro iridato sui 5000 in pista ben 22 anni fa a Parigi.
En plein keniota anche nella gara femminile che ha visto volare la 35enne Hellen Obiri: già regina due anni fa a Central Park il bronzo olimpico a Parigi 2024, ha firmato il record del tracciato con 2h19:51 migliorando di oltre due minuti e mezzo dopo ben 22 anni il primato che la Okayo deteneva dal 2003 (2h22:31).
Sotto il precedente record anche le altre due maratonete della Rift Valley. Lokedi (2h20:07) e Chepkirui (2h20:24).
Al via dal ponte di Verrazano anche 2.600 italiani. La 56ª edizione della maratona di New York, seguita in mondovisione da mezzo miliardo di persone di 160 nazioni e che ha raccolto in charity oltre 520 milioni di dollari, ha sancito anche l’inizio della collaborazione con la Acea Run Rome The Marathon, la cui prossima edizione è il 22 marzo. Obiettivo: consolidare il titolo della corsa più partecipata in Italia superando i 30.000 iscritti. La classica romana è la più amata dai runner Usa (dei 28.000 partenti la primavera scorsa 985 erano statunitensi). L’accordo sulle sinergie tra Roma e il Road Runners Club di New York ha celebrato anche la ricorrenza dei 40 anni dalla partecipazione alla maratona di Roma del 1° maggio 1985 di Fred Lebow, illuminato fondatore del R.R.C.N.Y. e papà della classica più famosa al mondo.
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Eliud in lacrime Meucci 11° a 40 anni Donne: Obiri record
UOMINI:
1. B. Kipruto (Ken) 2h08’09”;
2. Mutiso (Ken) 2h08’09”;
3. A. Korir (Ken) 2h08’57”;
4. Dever (Gb) 2h08’58”; 5. Kyburz (Svi) 2h09’55”; 6. Reichow (Usa) 2h09’56”; 7. Hicks (Gb) 2h09’59”; 8. Moen (Nor) 2h10’15”; 9. Weldlibanos (Eri) 2h10’36”; 10. Klecker (Usa) 2h10’37”;
11. MEUCCI 2h10’40”; 17. Kipchoge (Ken, nella foto commosso al traguardo) 2h14’36”; rit. Bekele (Eti)
DONNE:
1. Obiri (Ken) 2h19’51”;
2. Lokedi (Ken) 2h20’07”;
3. Chepkirui (Ken) 2h20’24”;
4. O’Keeffe (Usa) 2h22’49”; 5. Frisbie (Usa) 2h24’12”;
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30 CENTESIMI - È il distacco che nel 2005 a New York separò il vincitore, il keniano Paul Tergat, dal sudafricano Hendrick Ramaala, secondo classificato.
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