Keine Linie und irritierende Worte


Keller-Kracher gegen Raubein Kohr: Wieso ein St. Pauli-Sieg gegen Mainz so wichtig wäre

19 Dec 2025
Hamburger Morgenpost
STEFAN KRAUSE stefan.krause@mopo.de

Keine Linie und irritierende Worte

Er hätte jubilieren können, direkt nach dem immens wichtigen 2:1 des FC St. Pauli gegen den 1. FC Heidenheim, doch Andreas Bornemann war die Niedergeschlagenheit anzusehen, der er schließlich auch mit Worten Ausdruck verlieh. Der Glaube an dauerhaft signifikante Verbesserung und mehr Gerechtigkeit ist auch dem Sportchef abhanden gekommen. Und jeder weitere Spieltag liefert mehr Fragezeichen über den Sinn des VAR, wie er aktuell interpretiert wird. Es gibt keine klare, für alle Welt nachvollziehbare Linie, stattdessen fragt man sich immer wieder aufs Neue, wofür er überhaupt ins Leben gerufen wurde. Wie am vergangenen Samstag am Millerntor. Vorweg: Eric Smith hatte ein gerüttelt Maß Anteil daran, dass er in Mainz fehlen wird. Mit der nötigen Körperspannung und Aufmerksamkeit hätte der Schwede die Situation, die zu seinem Platzverweis führte, verhindern können. Doch das macht es nicht leichter, die Rote Karte hinzunehmen. Ex-Schiri Manuel Gräfe nannte es gar „eine klare Fehlentscheidung“und machte das an der viel zu spektakulären und unpassenden Art des Fallens von Marvin Pieringer fest. Aber selbst wenn man es milder angeht und zugeben muss, im ersten Moment als Zuschauer im Stadion geglaubt zu haben, Referee Sören Storks habe richtig gelegen: Warum hat er selbst sich nicht die TV-Bilder angeschaut, um zu überprüfen, ob ein Kontakt Pieringers an Smiths Fuß vorlag, ob der Ball eher nach außen als zentral gen Tor rollte, ob Hauke Wahl noch hätte eingreifen können? Auf diese Fragen bekam auch Bornemann keine Antwort. Stattdessen äußerte sich Schiri-Lehrwart Lutz Wagner im Nachklapp zu dieser Szene wie folgt: „Manchmal muss man einfach akzeptieren, was der Schiedsrichter pfeift.“Das wäre so wohl zu 100 Prozent zu akzeptieren, wenn es den VAR nicht gäbe. Der ist aber nun einmal da. Und als Fachmann so über eine Situation zu urteilen in einer solch bedeutsamen Partie und in einem Business, in dem es um Millionen von Euro geht, ist bemerkenswert bis irritierend und lässt nicht zwingend darauf schließen, dass allen Beteiligten gewahr ist, was in Sachen VAR eigentlich gerade Phase ist.

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Nessuna linea e parole irritanti

Keller-Kracher contro Raubein Kohr: perché una vittoria del St. Pauli contro il Mainz sarebbe così importante

19 dicembre 2025
Hamburger Morgenpost
STEFAN KRAUSE stefan.krause@mopo.de

Avrebbe potuto esultare subito dopo l'importantissima vittoria per 2-1 del St. Pauli contro l'Heidenheim, ma Andreas Bornemann era visibilmente abbattuto, come ha poi espresso anche a parole. Anche il direttore sportivo ha perso la fiducia in un miglioramento significativo e duraturo e in una maggiore giustizia. E ogni giornata di campionato che passa solleva ulteriori interrogativi sul senso del VAR, così come viene attualmente interpretato. Non esiste una linea chiara e comprensibile a tutti, ma ci si chiede invece in continuazione perché sia stato creato. Come sabato scorso al Millerntor. 

Premessa: Eric Smith ha avuto una parte importante nella sua prossima assenza (per squalifica, ndr) a Mainz. Con le necessarie postura del corpo e attenzione, lo svedese avrebbe potuto evitare la situazione che ha portato alla sua espulsione. Ma questo non rende più facile accettare quel cartellino rosso. L'ex arbitro Manuel Gräfe l'ha definita addirittura «una chiara decisione errata» e ha sottolineato il modo troppo spettacolare e inappropriato con cui Marvin Pieringer è caduto. Ma anche a voler essere più indulgenti e ammettere di aver creduto, in un primo momento, come spettatori allo stadio, che l'arbitro Sören Storks avesse ragione: perché lui stesso non è andato a guardare le immagini al monitor per verificare se ci fosse stato un contatto tra Pieringer e il piede di Smith, se la palla fosse rotolata più verso l'esterno che verso il centro della porta, se Hauke Wahl avrebbe potuto ancora intervenire? Neanche Bornemann ha ottenuto una risposta a queste domande. Invece, il commissario arbitrale Lutz Wagner ha commentato questa scena come segue: “A volte bisogna semplicemente accettare ciò che l'arbitro fischia”.

Sarebbe accettabile al 100% se non esistesse il VAR. Ma il VAR esiste. E giudicare una situazione in questo modo da parte di un esperto in una partita così importante e in un settore in cui sono in gioco milioni di euro è sorprendente, se non addirittura irritante, e non permette di concludere con certezza che tutte le parti coinvolte siano consapevoli di quale sia attualmente la fase in cui il VAR si trovi.

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