L'AMBURGO NON POTEVA PIÙ STARE IN ZWEITE



Dopo sette anni di attesa, l'Amburgo è finalmente tornato in Bundesliga, conquistando la promozione con una vittoria travolgente per 6-1 contro l'Ulm.

di COSIMO GIORDANO

L'HSV, nato nel 1887, è uno dei più importanti club della Germania e ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo del calcio tedesco (primo club a avere uno sponsor di maglia), considerato che è stato uno dei membri fondatori della Bundesliga nel 1963. Vincitori di 6 campionati tedeschi e 3 DFB Pokal - oltre alla Coppa dei Campioni 1983, battendo la Juventus in finale ad Atene grazie al gol di Felix Magath -, fino al 2018 i "Dinasaurier" potevano vantarsi di essere l’unico club a non essere mai retrocesso in seconda divisione. Un simbolo distintivo dell'Amburgo era proprio l'orologio del Volksparkstadion, che segnava il tempo trascorso in massima serie, con la scritta "In Bundesliga da...", nel caso qualcuno avesse osato dimenticare il loro record esclusivo. Ma la retrocessione del 2018, dopo anonime e rischiose stagioni in Bundes, ha cambiato tutto e ha segnato la fine di un'era.

Il ciclo in Zweite Bundesliga sembrava destinato a durare poco, ma i tentativi falliti e le delusioni all’ultimo minuto lo hanno prolungato ben oltre le aspettative. Emblematico il finale della stagione 2022/23, quando l’Amburgo stava già festeggiando la promozione in campo con i propri tifosi, prima che arrivasse la notizia-beffa del gol-promozione al 99' dell’Heidenheim: un colpo al cuore che ha trasformato la gioia in incredulità.

La città e il club hanno dovuto attendere 2555 giorni dopo l'amara retrocessione del 2018. La stagione 2024/25 non era partita bene, con l'esonero di Steffen Baumgart a fine novembre che sembrava preludere all’ennesima annataccia. Invece, l'arrivo in panchina del 34enne (!) Merlin Polzin ha cambiato radicalmente il volto della squadra: gioco più diretto, maggiore compattezza e una serie di dieci risultati utili consecutivi che hanno riacceso l’entusiasmo e, soprattutto, rimesso l’Amburgo in corsa per la promozione diretta.

Curiosa la risposta di Polzin alla domanda su dove fosse andato subito dopo la partita contro l'Ulm: "Dovevo andare in bagno, non ce la facevo più".

Una pausa più che meritata per un allenatore che nella città anseatica è adesso visto come un messia.

I protagonisti di questa stagione sono stati molti: Davie Selke ha segnato 22 gol, diventando capocannoniere e punto di riferimento della squadra; il portiere Daniel Heuer Fernandes ha fornito prestazioni decisive, incluso un rigore parato nella partita contro l'Ulm; Jean-Luc Dompé ha fornito 15 assist; Ransford Königsdörffer sarà la prossima grande cessione e giocatori come Miro Muheim, Jonas Meffert e Adam Karabec sono stati solidi e affidabili.

Il ritorno dell'Amburgo in Bundesliga arricchisce il campionato, riportando rivalità storiche e una base di tifosi super appassionati. Il "Dino" del calcio tedesco è tornato, pronto a scrivere nuovi capitoli nella sua gloriosa storia.
Cosimo Giordano

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