Addio BB - Bardot morta a 91 anni nella sua Saint-Tropez una vita da diva ribelle
Davanti alla Madrague gendarmi, transenne e i fiori degli ammiratori
Il suo ultimo messaggio dopo i ricoveri recenti "Sto recuperando" Fiori e omaggi davanti a La Madrague la storica residenza dell'attrice a Saint-Tropez.
dalla nostra inviata Brunella Giovara
La Repubblica - Lunedì 29 dicembre 2025
Pagina 12
Saint-Tropez - Un profumo amaro — di mare, cipresso, oleandri — avvolge questa villa dove una ex ragazza bellissima e piuttosto selvatica se ne è andata ieri, salutando un mondo che non le piaceva più da almeno 50 anni. BB, la sigla famosa che nei 60 tutti capivano al volo. Brigitte Bardot, donna difficile e regina di cuori, per dirla come dicevano i rotocalchi. Poi regina dei cani, i molti randagi che ha raccolto per le strade della Costa Azzurra e non solo, amandoli come figli e più dell'unico figlio, trovando nella missione della loro salvezza una causa di vita vera.
L'altra è stata il cinema, ma per poco, abbandonandolo per sempre e addio, si è chiusa in questa Madrague, posto incredibile, la villa dà sulla spiaggia, c'è il pontile da cui si tuffava in micro bikini da brivido. Intorno la macchia, i pini, i corbezzoli, nient'altro. E in questo buio, nonostante transenne e gendarmi, si intravvedono i ritratti di allora, le foto della bionda che tutti avrebbero voluto come moglie o amante, almeno nei sogni. La "femme" che a un certo punto è nata da magica alchimia — nel 1934 a Parigi, in una famiglia molto benestante — e poi sbocciata, e diventata famosa rimanendo bella persino da stravecchia, con i capelli bianchi pettinati sempre come allora, gonfi sulla testa e i bandeaux a sfiorarle le guance, sempre rifiutando la chirurgia estetica che ha sfigurato altre colleghe. E si sente il crepitio del cellofàn, attorno a mazzetti di fiori portati da amici, e ammiratori anziani, anche da donne che ne hanno invidiato con rispetto il fisico e la grinta, il parlare sempre chiaro, e talvolta gli urlacci.
Malata da un po', di malattia sconosciuta ma grave, a inizio dicembre si era sparsa velocemente la voce della sua morte imminente, ma invece no, eccola diffondere un comunicato piccato: "Voglio chiarire i fatti in seguito alle accuse e alle insinuazioni", accusando i giornalisti di Var-Matin di "false informazioni". E "sono attualmente in fase di recupero". Era il primo dicembre, a ottobre era stata ricoverata a Tolone, operata, ora sappiamo che non c'era granché da fare anche data l'età, ma insomma, aveva pure mandato un messaggio di una qualche affettuosità ai suoi fan, "vi mando tutto il mio amore!".
Di carattere difficile, anzi spinoso, a far dimenticare la ragazza deliziosa subito allieva di una scuola di danza, che le ha conferito passo elastico, portamento elegante, schiena diritta non solo in metafora. E c'era quel broncio infantile che piaceva tanto agli uomini, e la massa dei capelli di un biondo puberale, e misure (all'epoca le dive si misuravano, non proprio al garrese ma quasi) che erano 91 di seno, e però vitino di vespa, cioè 51, e fianchi di 89 centimetri. Insomma, non una maggiorata, ma era perfetta e quindi scelta da Elle per un primo servizio di moda giovanile, scoperta dal cinema per film di bassa qualità, poi salita agli onori del grande cinema. Ma da lì in avanti, anzi dal matrimonio con Roger Vadim, in cui lei apparve con abito bianco, castigato e borghese come era la sua origine, aveva diciott'anni da poco, da lì in poi arrivò la donna, quella che faceva girare la testa ai maschi, e faceva cassetta, furore, fece impazzire prima la Francia poi il resto del mondo.
Facile adesso dire che era unica (ma lo era), come lo sono state altre bellissime del suo tempo, Cardinale anche detta CC, Loren sua coetanea, ma di forme e carattere diversi, mediterranee e anche materne, soprattutto Sophia. Rivali?
Anche no, se la Cardinale le mandava biglietti amorosi, e tutto serviva a creare i rispettivi miti. Poi c'erano i bellissimi, il Delon da lei tanto rimpianto alla morte ("ora sono davvero sola") e altri grandi amori negli anni in cui c'erano il jet set, i playboy (tipo Gunter Sachs), i dancing, tutte parole scomparse. E in questa Costa Azzurra, scoperta dagli americani nei '30 soprattutto da Francis Scott Fitzgerald, e poi negletta negli anni della guerra, infine risorta come picco della mondanità mondiale, qui lei era la vera regina, ma capace di andare a fare la spesa a piedi nudi e con certi abitucci a quadretti Vichy che facevano scoppiare il cuore a molti uomini, soprattutto i paparazzi, locali e stranieri.
Era naturalmente sexy, perché lasciava dietro di sé un profumo di peccato imminente, e sarebbe stata conturbante anche vestita di tela di sacco, anche senza quegli occhi bistrati dall'eyeliner, o forse era kajal.
Ma tutto questo lo ha cancellato di colpo, un giorno in cui girava un film con una capretta diventata famosa. Destinata al macello, l'aveva salvata e portata in albergo. Adottata come una figlia, assieme ad altri animali, una vacca, un montone, e svariati cani abbandonati per strada. Con loro si faceva sì fotografare, per la causa animalista che aveva sposato, fregandosene di avere ormai un fisico da matrona, ma sempre con i fiori nei capelli. Per loro aveva costruito una Fondazione, e anche una tenuta non molto lontana da qui, nella foresta. Si chiama La Garrigue, canile e fattoria modello. Molti soldi finiranno qui, a continuare l'opera. Altri alla Madrague, dove ha chiesto di essere sepolta, in un qualche angolo. E che funerale sarà, che omaggi riceverà questa donna selvatica, non si sa ancora.
Per ora, quello di Marine Le Pen ("Era incredibilmente francese: libera, indomabile, integra"), perché BB era donna di destra, prima gaullista e poi lepeniana. E anche il presidente Macron sta piangendo "una leggenda del secolo. Esistenza francese, splendore universale", e anche scelta come Marianne, allegoria della Repubblica, il berretto frigio e lo sguardo fiero, il seno in bella vista, era proprio BB.
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Nel 1971 con Claudia Cardinale alla presentazione del western Le pistolere di Christian-Jaque
È l'unico film in cui hanno lavorato insieme
Girò Una donna come me con Jane Birkin alla quale la legava anche la storia di Je t'aime… moi non plus
Sunset Boulevard/Corbis via Getty Images.
L'attrice per caso che con un film conquistò il mondo
Ruoli minuscoli in titoli importanti la svolta con "E Dio creò... la donna"
Così nacque il mito di bella e perversa
ALBERTO CRESPI
La Repubblica - Lunedì 29 dicembre 2025
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ROMA - Da ragazza Brigitte Bardot non pensava al cinema. Nata a Parigi il 28 settembre 1934 in una famiglia alto-borghese, sognava di fare la ballerina classica. Ma era talmente bella che la rivista Elle ne fece la propria icona e una sua foto fu notata da Marc Allégret, allora un regista importante, che nel 1950 la convocò per un provino. Non la prese, ma la cosa ebbe un seguito: il destino volle che fosse presente il giovane assistente Roger Vadim, un franco-russo (vero cognome Plemjannikov) furbo come una volpe e bello come il sole. Esplose un amore, ma avrebbero lavorato insieme solo nel 1956 in Piace a troppi, in originale Et Dieu... créa la femme. È il film che creò il "fenomeno BB", e molti pensano sia il suo debutto: invece era il suo diciassettesimo film. Quando esplode come diva, a 22 anni, è già un'attrice rodata.
Fra quei sedici titoli che precedono Et Dieu... créa la femme ci sono ruoli minuscoli in film importanti, come Versailles di Sacha Guitry, Atto d'amore di Anatole Litvak, Ragazze folli di Marc Allégret (stavolta la prese!), Grandi manovre di René Clair e Elena di Troia di Robert Wise nel quale lei era Andraste, la giovane schiava della regina, interpretata, come tutti ricordano, dalla meravigliosa Rossana Podestà. Sempre in quegli anni di formazione lavorò anche in Italia: apparve in Tradita di Mario Bonnard e soprattutto in Mio figlio Nerone di Steno nel quale lei era Poppea. È un clamoroso esempio di kitsch d'epoca in cui compaiono anche Alberto Sordi, Vittorio De Sica e Gloria Swanson (Agrippina) che non appariva sugli schermi da sei anni, da Viale del tramonto.
È un apprendistato simile a quello di tante altre belle ragazze, nel cinema di quegli anni. E nessuno, almeno in Italia, pensava che quella biondina francese fosse destinata a chissà che. Mario Monicelli, addirittura, raccontava che dopo averla provinata per Proibito (film del '54) le consigliò di non fare l'attrice. Bardot, in fondo, gli diede retta perché divenne molto più che un'attrice. Et Dieu... créa la femme non è un gran film ma è, appunto, qualcosa di più che un film.
Il titolo originale è bello e impegnativo, "e Dio creò la donna", e in qualche misura dice il vero: Vadim e Bardot creano un'immagine di ragazza aggressiva e quasi involontariamente perversa, che con la sua bellezza sconvolge il mondo degli uomini. Il film anticipa gli anni 60 e crea un'icona, un modello di comportamento, un fenomeno divistico che tracima dallo schermo e invade il mondo dei media. Quando in Audace colpo dei soliti ignoti il pugile Vittorio Gassman scorre una copia di Paese Sera per vedere se si parla della rapina al Totocalcio, legge i seguenti titoli: «Niente, non se ne parla più. Krusciov tende la mano e strizza l'occhio, BB aspetta un bebè… che cavolo vorrà di', poi? Sono romani e non milanesi, discorso dell'onorevole Moro…». Siamo nel 1959, B.B. ha 25 anni, aspetta davvero un bebè e tutti gli spettatori sanno "che cavolo vorrà di'". Perché in quel momento Bardot si gioca con Sophia Loren il ruolo di diva più famosa d'Europa e forse del mondo.
Con Vadim — a matrimonio finito — girò altri film, compreso il suo ultimo, Una donna come me: bruttino, ma di culto per il "duetto" con Jane Birkin alla quale la legava anche la famosa storia di Je t'aime… moi non plus. Serge Gainsbourg aveva scritto e inciso la "scandalosa" canzone con lei, nel 1967: ma il playboy Gunter Sachs, allora marito di BB, minacciò uno scandalo e il disco sparì per poi ricomparire, nel 1969, con Birkin al posto di Bardot.
È arrivato il momento di porsi la grande domanda: era una brava attrice? No. Era un'altra cosa. Grandi dive del cinema, da Greta Garbo a Mary Pickford, dalla citata Sophia Loren a Marilyn Monroe erano anche brave attrici. A Brigitte Bardot nessuno chiedeva di "recitare". Un grande regista come Henri-Georges Clouzot arrivò quasi a torturarla per cavarne "un'interpretazione" ne La verità (1960), nel quale è una ragazza accusata di omicidio. Un altro grande come Jean-Luc Godard fu più astuto: ne Il disprezzo (1963) le chiese di fare se stessa nel ruolo della moglie promiscua di uno sceneggiatore.
Louis Malle le lasciò fare ciò che voleva in Vita privata (1961), dove ha come partner Mastroianni, e in Viva Maria! (1965), folle pseudo-western dove si forma una coppia al fulmicotone con Jeanne Moreau, che la guardava dall'alto in basso. Quando si ritirò, a nemmeno quarant'anni, il cinema sopravvisse: fu la cronaca ad alimentare la sua leggenda. Perché non era un'attrice, era come la statua del Falcone maltese con Bogart: era fatta della materia di cui sono fatti i sogni.
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Con il suo quarto marito, Bernard d'Ormale Sotto, nel 1960 con il suo unico figlio Nicolas nato dal matrimonio con Jaques Charrier
AGF epa/HERBERT P. OCZERET agf Bettmann Archive
Bardot in spiaggia, alla metà degli anni 50; a sinistra, durante le riprese
del film Io, l'amore (1967), con in braccio uno scimpanzé.
il commento
Reazionaria nelle idee rivoluzionò il desiderio
NATALIA ASPESI
La Repubblica - Lunedì 29 dicembre 2025
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La fanciulla che inventò l'adolescenza delle donne, la luminosa bellezza dai capelli biondi, arruffati e spettinati, la giovanissima e peccaminosa ragazza che faceva perdere la testa agli uomini, una troppo giovane minorenne che esibiva il suo fascino crudele ai maschi forti e prepotenti: anche lei è morta, povera BB, e aveva 91 anni, il tempo "quasi" giusto per morire. Non per lei, però, che continuava a scrivere a sindaci e ad altre personalità affinché obbligassero la gente a diventare vegetariana e proibissero di mangiare carne di cavallo. E le sue lettere non dimenticavano mai di segnalare, come massima vergogna, l'uccisione dei montoni secondo la procedura halal e la macellazione ebraica kosher. Lei che ha sempre pagato le multe senza lamentarsi: nel 2008, per esempio, 15 mila euro per istigazione all'odio verso la comunità musulmana, mentre l'accusa aveva chiesto due mesi di carcere con la condizionale. E 20 mila euro, nel 2021, per una lettera aperta del 2019 in cui aveva definito gli abitanti dell'isola di Réunion "una popolazione degenerata, di tradizioni barbare" sostenendo che macellassero le capre in modo disumano.
Brigitte Bardot, forse, è stata la donna più amata e maltrattata da maschi che sono stati con lei per poco, innamorati e poi disgustati; un unico figlio, Nicolas, avuto dal brutto matrimonio con Jacques Charrier, figlio cui ha rinunciato in tribunale dicendo, con cattiveria, "avrei preferito un cagnolino". Il figlio, 65 anni, oggi vive a Oslo, lontano da sua madre, con la moglie norvegese, la ex modella Anne-Line Bjerkan, e le figlie ultratrentenni Thea e Anna, che hanno avuto a loro volta due figli. Il solo marito che non ha lasciato, e che ha otto anni meno di lei, con il quale viveva tuttora, è Bernard d'Ormale, purtroppo esponente politico di Rassemblement national, l'ex Front national, quello di Marine Le Pen che del resto lei aveva chiesto ai suoi amici di votare.
C'è un vero abisso tra la bellissima di cui tutti si innamoravano, e l'epilogo delle sue relazioni, da quella con Roger Vadim a Gunter Sachs, a Jaques Charrier che lei immediatamente tradì con Jean-Louis Trintignant, poi Gilbert Bécaud, Raf Vallone, Serge Gainsbourg, Gigi Rizzi. Troppi uomini, per troppo poco. Una continua ricerca che finiva sempre male.
Quando girò il suo ultimo film, Colinot l'alzasottane, regia di Nina Companeez, nel 1973, a lei mancava un anno per averne 40, le donne erano molto cambiate e c'erano già quelle che si chiamavano femministe. Il film non andò bene, in Italia forse nemmeno arrivò. Lei si ritirò, andando a vivere a La Madrague, nella parte sud della Francia, in mezzo alle sole anime che amasse veramente, gli animali. La compagnia di d'Ormale è durata sino alla fine, alimentando l'impegno destrorso che BB non ha mai abbandonato. Lei che era fatta per la sinistra, ma non volle mai saperne.
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Con Roger Vadim nel 1972 sul set del film Una donna come me.
Si erano sposati nel ‘52 e dopo il divorzio rimasero in buoni rapporti
Con Gunter Sachs nel 1968. È stato il terzo matrimonio per l'attrice che sposò il playboy tedesco nel '66 Si separarono tre anni dopo - AFP ANSA / ROWAN.
il racconto
Da Vadim a Sachs gli amori tormentati di una ragazza fragile
Sposa ragazzina nel '52 ebbe relazioni forti e brevi
Dalle nozze con Charrier nacque il figlio Nicolas
D'Ormale l'ultimo marito
CHIARA UGOLINI
La Repubblica - Lunedì 29 dicembre 2025
Pagina 15
ROMA - Quando un uomo ha molte amanti, viene chiamato don Giovanni. Quando una donna ha molti amanti, viene chiamata sgualdrina». Brigitte Bardot ha attraversato il cinema e la società senza paura per le conseguenze dei suoi gesti, delle sue parole. Passionale, inquieta, audace ha avuto quattro mariti, molti amanti, un solo figlio, Nicolas-Jacques Charrier, con cui solo in anni recenti ha riallacciato i rapporti. Bardot ha incarnato l'amore sensuale, è stata il sogno segreto di più di una generazione, ma la sua vita amorosa è stata quanto mai tormentata.
Adolescente conosce Roger Vadim, assistente alla regia di Marc Allégret: è un colpo di fulmine. Si sposano nel '52 nella piena contrarietà della famiglia di lei due mesi dopo che Brigitte è diventata diciottenne, lui ha 22 anni. Rimarranno sposati quattro anni ma conserveranno buoni rapporti, l'ultimo dei suoi quarantacinque film sarà ancora firmato dall'ex marito. «L'amore non dura che quattro mesi» era solita dire. A quel primo matrimonio seguono relazioni fugaci: Jean-Louis Trintignant, conosciuto sul set del film che l'ha fatta conoscere al mondo, E dio… creò la donna. Una forte insofferenza che si trasforma presto in attrazione erotica, alla quale seguono la relazione segreta con lo chansonnier Gilbert Bécaud, sposatissimo, con Raf Vallone, col musicista Sacha Distel. Con l'attore italiano è una storia travolgente, sullo sfondo di notti parigine, ristoranti, corse in decappottabile. I paparazzi li fotografano insieme ma gli scatti arrivati sulle scrivanie dell'Europeo non verranno mai pubblicati, fermati da Oriana Fallaci. Vallone è sposato con l'attrice Elena Varzi, tre figli, il legame con Brigitte è intenso ma breve, lei nel ‘59 è pronta a nuove nozze con l'attore Jacques Charrier, pochi mesi dopo nasce il figlio Nicolas: la diva è tormentata dai paparazzi, il bambino affidato a una tata. La sua fragilità la porta a tentare diverse volte il suicidio, e anche questo secondo matrimonio ha vita breve: il tradimento con l'attore Sami Frey lo fa capitolare.
Inizia una battaglia legale per la custodia di Nicolas, vinta dal marito. Il terzo matrimonio, a Las Vegas, è con il ricchissimo playboy tedesco Gunter Sachs, abituato a gesti plateali come lanciare chili di petali di rose da un elicottero sopra la casa di Brigitte, ma anche incredibilmente geloso. La storia d'amore con Serge Gainsbourg è sulle note di Je t'aime … moi non plus, la canzone registrata con gemiti e sospiri troppo reali per passare da finzione, poi bloccata dalla stessa Bardot. Tra le relazioni, anche il giovane attore Patrick Gilles, poi il playboy italiano Gigi Rizzi. L'ultimo legame, il più longevo, con Bernard D'Ormale, esponente politico del Fronte Nazionale: si sposano nel '92, le resterà accanto fino alla fine.
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