GANNA RECORD


Vingegaard soffre, Eulalio resiste in rosa

"Il pubblico mi ha dato i brividi. 
Per il futuro, abbiamo un asso nella manica..."
   - Filippo Ganna Netcompany Ineos

20 mag 2026 - La Gazzetta dello Sport 
di CIRO SCOGNAMIGLIO INVIATO A MASSA
RIPRODUZIONE RISERVATA

Importa nulla che la cronometro sia finita da un’ora abbondante: sono centinaia le persone che aspettano il grande Filippo Ganna uscire dall’area delle premiazioni e a lui, che ha un cuore immenso, dispiace nel profondo di «non poter dedicare a ognuno il tempo che meriterebbe. I tempi sono risicati, dobbiamo arrivare in hotel in fretta per avere il giusto recupero». Li aveva però già esaltati con una delle prestazioni sulla strada migliori della carriera: la prova contro il tempo di 42 chilometri pianeggianti da Viareggio a Massa, tappa 10 del Giro d’Italia, era stata cucita su di lui dal migliore dei sarti ma lui l’ha “indossata” alla perfezione. Non l’ha vinta, l’ha dominata in 45 minuti, 53 secondi e 87 centesimi alla media stratosferica di 54,905, la più alta di sempre in un grande giro per una cronometro superiore ai 40 km. Ma più dei numeri conta l’emozione: «Lo avevo detto che questa corsa mi trasmette vibrazioni come nessun’altra, mi è venuta la pelle d’oca. Sono felicissimo». Alle sue spalle il migliore è stato il compagno Thymen Arensman, a 1’54”: il distacco più alto di questo secolo in una crono di un grande giro. Afonso Eulalio si è superato riuscendo a tenere la rosa per 27” (ne aveva 2’24” alla partenza) su un Jonas Vingegaard meno brillante del previsto, ma la vetrina non può che essere di Top Ganna, il nostro gigante che sulla soglia dei 30 anni – li compirà il 25 luglio – si ritrova ancora con una fame agonistica non comune: «La migliore crono che ho fatto? Deve ancora arrivare».GETTY-BETTINICampione Filippo Ganna, 29 anni, sul palco delle premiazioni a Massa: ieri il 40° successo da pro’, di cui 32 cronometro. A destra, nella foto grande, in azione: un esempio di perfezione e aerodinamicità

Dominio 

Filippo ha confessato di essersi svegliato «alle cinque di mattina. Un po’ di adrenalina, un po’ di tensione c’erano». Sì, lo sentiva questo appuntamento... È partito alle 14.20, si è seduto sulla poltrona del migliore per due ore abbondanti, ha superato 7 (!) corridori – mancando per un soffio l’ottavo - che erano partiti prima di lui: lo hanno paragonato a Pac-Man, mitico videogioco degli anni 80. «Sono andato forte, sono veramente soddisfatto. Ma non pensate che sia stato facile, il mal di gambe c’era eccome. La dedica è al team nel suo complesso, perché facciamo davvero tanti sacrifici. Abbiamo ancora qualche carta da giocarci, vedremo se nel finale di stagione riuscirò a guadagnare qualcosa sui rivali con una nuova posizione che stiamo studiando. Stavolta ho preferito non rischiare. Uno sforzo da tre quarti d’ora non è facile da gestire. Dalla macchina (c’erano Leonardo Basso e il coach Dario Cioni; ndr) mi hanno dato i consigli giusti», e pure il ds Elia Viviani sorrideva compiaciuto. Così come erano soddisfatissimi Roberto Amadio, ct italiano dei pro’, e Marco Villa, responsabile delle prove contro il tempo. Alla vigilia, l’esperienza del direttore di corsa Marco Velo – pluricampione d’Italia della specialità – aveva fatto ipotizzare una media di 55 ed è esattamente così che è andata: «Lo dicevo – afferma Ganna – che sarebbe iniziato un altro Giro per me. Ora voglio provare a vincere almeno un’altra tappa. Magari venerdì, nella frazione di casa che arriva a Verbania. Non mi pongo limiti, ho otto successi al Giro e mi piacerebbe arrivare a dieci».

Amore 

Non ha confini l’affetto per Ganna, giunto a 40 successi da pro’ di cui 32 a crono (nessuno come lui in attività) e a 8 tappe vinte al Giro, numero sempre evocativo, visto che sono le stesse anche di Marco Pantani. C’è una famiglia che viene sempre a vederlo, i Maraner (mamma, papà e due figli): macinano chilometri su chilometri perché arrivano da Mori, in provincia di Trento. Filippo ha sorriso in zona mista quando gli hanno chiesto se preferisse vincere una classica in Belgio o una crono al Giro: «Veramente il top sarebbe andare in vacanza...». E ha trovato il tempo di scambiare qualche battuta con Jonas Vingegaard, dietro al podio: «Ah, avete visto? Vi piacerebbe saperlo, siete curiosi. Abbiamo un po’ scherzato sulla lunghezza della crono: lui mi ha detto che ha sofferto tanto, io gli ho risposto che patisco così ogni volta che c’è una tappa di salita. Direi che alla fine dei conti mi fa soffrire più volte lui».

Prospettive 

Quanto al resto del Giro, dovrà conciliare le ambizioni personali con il mettersi a disposizione del compagno Arensman, che adesso è terzo in classifica e a Vingegaard rende 1’30”, non una eternità. Ma le idee sono chiare: «Lavorerò per lui quando ce ne sarà bisogno, ma è chiaro che nelle giornate di alta montagna io non servo molto, e in certe occasioni avrò carta bianca. Ricordo per esempio il 2020, vincemmo la classifica generale con Tao Geoghegan Hart ma la cosa non mi impedì di conquistare le tre crono e pure una tappa in linea…». A proposito di ambizione, di continua voglia di migliorarsi, di andare oltre i propri limiti: un Ganna così è uno spettacolo.

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Al Giro ha 7 crono come Merckx 
Meglio solo Moser (12)

Stare in compagnia di Eddy Merckx, beh, fa sempre un certo effetto: con il successo di ieri Ganna ha raggiunto il Cannibale a quota sette cronometro vinte al Giro d’Italia. In testa resta, da solo, Francesco Moser - uno dei miti di Ganna - a quota 12. Prologhi esclusi, Ganna aveva già firmato la crono più veloce della storia del Giro: 58,831 la media della Monreale-Palermo 2020.

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Ora al Mondiale c’è da sfatare il tabù Evenepoel

20 May 2026 - La Gazzetta dello Sport
di CIRO SCOGNAMIGLIO INVIATO A MASSA
RIPRODUZIONE RISERVATA

Tra i pensieri fissi di Filippo Ganna c’è il titolo mondiale a cronometro. Vuole riprenderselo, dopo la doppietta tra il 2020 e il 2021, e ha un piano per farlo. Nei grandi appuntamenti per Nazionali, dal 2023, Remco Evenepoel ha fatto meglio di lui togliendoli due maglie arcobaleno (2023, 2024), l’oro olimpico (2024) e anche l’oro europeo (2025). Filippo aveva saltato la prova contro il tempo iridata del Ruanda, dominata dal belga, perché troppo dura per lui: ma a Montreal, il 20 settembre, ci sarà. Per una sfida stellare.AFPArgento Filippo Ganna al mondiale crono 2024

Strategia 

Ganna ha già in testa una data di partenza per il Canada, lunedì 14 settembre. Lo accompagnerà Piero Baffi, il massofisioterapista di cui si fida di più. E si preparerà in maniera specifica, una volta scavallato il Tour dove aiuterà il team e cercherà di vincere almeno una tappa. La Boucle finisce il 26 luglio: da quel momento, pochissime gare per Ganna ma allenamenti mirati sulla specialità, un possibile passaggio in galleria del vento al Politecnico di Milano per rifinire i dettagli. E qualche sessione in pista perché, se “reggerà” di testa, lo attendono a ottobre pure i Mondiali di Shanghai. Ma prima, c’è Remco Evenepoel da battere: sfida molto complessa. Peraltro a lui quelle facili non sono mai piaciute.

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