Top di Ganna una crono senza rivali: "Soffro solo in salita"
Giro d'Italia - Filippo domina in Versilia il secondo è a 2 minuti settimo successo, eguagliato Merckx, meglio solo Moser: "Ma può dormire tranquillo"
“Ero sveglio dalle 5, è l'adrenalina, ma è andata più che bene. Ora vorrei vincere a Verbania, casa mia: sarebbe meraviglioso Non è stato facile a livello di testa gestire 45 minuti in bici La miglior gara a cronometro della mia vita? È la prossima"
COSIMO CITO
La Repubblica - Mercoledì 20 maggio 2026
Pagina 46
La notte di Filippo Ganna era durata pochissime ore, alle 5 aveva già gli occhi fissi al soffitto: «L'adrenalina, ne avevo tanta, alla fine è andata più che bene». La crono in Versilia aveva la lunghezza esatta di una maratona e Pippo l'ha percorsa a una velocità mai vista in prove contro il tempo così lunghe nelle grandi corse a tappe. Ha impiegato 45 minuti e 53 secondi alla media di 54,905 km/h. Un altro primato che si piega a Ganna come il favoloso, ancora imbattuto record dell'ora, 56,792. È la sua 7ª cronometro vinta al Giro su 9, solo Evenepoel e Pogacar l'hanno battuto. Se il ciclismo di oggi è ricco di fenomeni, Ganna lo è a suo modo: fenomeno epocale nello sforzo di filare nell'aria e di spingere su un rapporto (64x11 massimo) che un tempo, fino a 10 anni fa, nessuno avrebbe immaginato nemmeno possibile. Osservatelo quando è in posizione, osservatene la schiena: si muove ritmicamente, come un pesce che cerca la massima efficienza. «A fine stagione mi piacerebbe provare la nuova posizione che stiamo studiando».
Sta meditando anche di tornare alle gare in pista dopo due anni di pausa. Ha in testa le Olimpiadi di Los Angeles, la voglia di riprovare l'assalto al doppio oro, quello della crono su strada e quello del quartetto. In California avrà 32 anni.
Patrimonio nazionale, a partire dalla maglia tricolore. Patrimonio storico, ormai, con le sue 7 cronometro vinte al Giro, le stesse di Merckx. Solo Moser (12) è davanti: «Ma io credo che Francesco possa stare tranquillo. Ora voglio provare a vincere una tappa in linea, quella che arriva a casa mia, a Verbania, sarebbe meravigliosa». È a quota 40 vittorie in carriera, 31 contro il tempo. Sono numeri che non contengono l'uomo, la sua vita complicata in gioventù dalla dislessia, che sommata al mancato sostegno degli insegnanti e agli impegni in bici lo portò ad abbandonare gli studi a 17 anni. Una timidezza che diventa forza, come succede sempre, nella solitudine. «Parlavo con Vingegaard, lui scherzava sulla lunghezza della crono. Ha sofferto tanto, mi diceva. E io gli ho risposto: "Pensa che io soffro così ogni volta che c'è una salita". Mi sa che vinco io per numero di giorni di sofferenza». E poi: «Se è stata la migliore cronometro della mia vita? No, la migliore deve ancora arrivare». Ha superato sette corridori partiti prima di lui.
Ogni sorpasso un nuovo impulso, una scarica di adrenalina, nuova fiducia.
Ganna ha corso in una dimensione solo sua. Il 2° di tappa, il compagno di squadra Arensman, gli è arrivato a 1'53". La Netcompany-Ineos, non più dominante come ai tempi di Wiggins, Froome, Thomas e del giovane Bernal, mantiene un primato però sullo studio dei dettagli minimali. Le Pinarello utilizzate da Ganna e compagni sono dotate sotto la sella dei tubercoli nati da uno studio australiano sulle pinne delle megattere.
A fine tappa ha buttato giù di un fiato una bottiglietta di succo di ciliegia per il recupero muscolare.
Aveva nella borraccia acqua e sali minerali, «ma non ho nemmeno avuto il tempo di prenderla». Si è caricato come sempre il ciclismo italiano sulla schiena e l'ha portato a vincere la seconda tappa dopo quella di Ballerini a Napoli, ed è già una in più rispetto al Giro 2025. In tempi di digiuno come questi, Ganna è un generoso pranzo di nozze.
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Tim de Waele/Getty Images.
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la tappa
Eulalio scopre l'arte di arrangiarsi "Non mi aspettavo di restare in rosa"
Il portoghese difende la leadership dall'attacco spuntato di Vingegaard
"Un momento incredibile voglio godermelo ancora"
DAL NOSTRO INVIATO A MASSA
Eulalio ha ammesso di non essere un grande lettore, ma forse dovrebbe iniziare a sfogliare Pessoa: "L'amore, quando si rivela, non si sa rivelare". È destinato a bruciare presto, ma il legame con la maglia rosa continua contro tutti i pronostici, anche i suoi: «Non mi aspettavo di essere ancora qui. È una bella sorpresa riuscire a conservare la maglia. Mi ha dato una forza in più, come nelle ultime tappe. Quest'anno abbiamo lavorato molto sulle crono e il lavoro ha dato i suoi frutti. I direttori sportivi mi hanno chiesto se volessi puntare alla classifica generale o alle tappe. Io preferisco continuare a insistere sulla generale. Se avrò una giornata no, rivaluterò la situazione, ma voglio godermi ancora questo momento. È incredibile». Nonostante una crono che è stata un capolavoro nell'arte di arrangiarsi, per 27" Eulalio ha difeso il primato dall'assalto un po' spuntato di Vingegaard, arrivato floscio e piegato sulla bici, appena 13° di tappa, meno di due minuti guadagnati all'imprevedibile avversario lusitano. Il danese («è stata una crono terribilmente lunga e piatta, non sono abituato») ha perso tanto da Arensman, che ora è terzo e sembra in crescita come i pericolosi Gee e O'Connor. Non è ancora tempo per Jonas di pensare al Tour, la rosa ha qualche spina non messa in preventivo. Niente di irrimediabile, ma tranne fatti particolari, per il primato Vingegaard dovrà aspettare almeno fino a sabato, alla dura tappa valdostana.
Non è andato male Giulio Pellizzari, in condizioni ancora precarie a causa del virus intestinale che ha colpito la sua squadra. «Sapevamo che ci sarebbe stato da soffrire. È stata dura, ma ho avuto sensazioni migliori rispetto a Corno alle Scale. Certo, quando pedali per 50 minuti è diverso dal farlo per 4 ore. Speriamo di stare bene anche nelle prossime tappe e di continuare così». Pellizzari, sempre nono in classifica, ora è a 3'09" da Vingegaard. Nel confronto a distanza con il compagno di team Hindley ieri ha guadagnato, c'è mezzo minuto tra i due adesso. È stata tragicomica la cronometro di Gall, con casco e occhiali da tintarella, distacco ferroviario da tutti gli altri della generale. Tre australiani tra i primi sette. Piganzoli ha fatto una crono da gregario, tutta al risparmio, ma è comunque 12°. Si riparte verso Chiavari per una tappa nervosa, con quattro salite nel finale, adatta agli agguati. La storia rosa è lontana dall'essere finita. — c.c.
©RIPRODUZIONE RISERVATA Marco Alpozzi/LaPresse/LAPRESSE Afonso Eulálio, 24 anni, è il leader del Giro d'Italia: dopo la crono ha tenuto per 27 secondi la maglia Rosa.

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