L'urlo di Evenepoel


Arrivo Stella Remco Evenepoel, 26 anni, festeggia sul traguardo dell’Amstel: 
alle sue spalle Mattias Skjelmose, 25

AMSTEL GOLD RACE - REMCO NON SBAGLIA: «SÌ, ERO IL PIÙ FORTE»

Domenica a Liegi la supersfida con Pogacar

Terzo l’anno scorso, il belga si prende la rivincita su Skjelmose che cercava il bis: «Amo questa corsa»

20 Apr 2026 - La Gazzetta dello Sport 
di CIRO SCOGNAMIGLIO @CIROGAZZETTA 

A giudicare dalla forza che ci ha messo, dalla convinzione che ha mostrato, dalla superiorità che ha avuto, davvero Remco Evenepoel stava pensando al momento decisivo dell’Amstel Gold Race da un anno esatto. Cioè da quando – il 20 aprile 2025 – perse in volata la scorsa edizione dopo essere stato all’attacco tutto il giorno, preceduto da Mattias Skjelmose e Tadej Pogacar: terzo, e deluso. Stavolta Pogi non era al via, il danese invece sì e piuttosto deciso a servire il bis consecutivo, ma Evenepoel ha cambiato il finale: lo sprint a due di Valkenburg, dopo 257 chilometri e la consueta serie infinita di côte olandesi spaccagambe, non ha avuto storia, al punto che Remco lo ha vinto per distacco. E dando sempre l’impressione di essere in controllo della situazione: «Ho dimostrato che il mio sprint è decisamente migliorato, mi sentivo molto più sicuro rispetto al 2025 – le prime parole del 26enne belga della Red Bull-Bora-Hansgrohe -. Nelle salite ho avuto la sensazione di essere, probabilmente, il più forte, ho notato che Mattias era un po’ al limite. Questa vittoria rientra tra le prime otto (un termine di paragone curioso; ndr) della mia carriera».

Andamento

La 60a edizione della classica della birra – preceduta dalla 12a della prova femminile, vinta dalla spagnola della Uae Paula Blasi con Letizia Paternoster quarta - è stata vibrante. Si è messo parecchio in luce il nostro Marco Frigo, in fuga già dopo 10 chilometri e ancora capace nel finale di lottare per il terzo posto, prima di chiudere decimo: è stato giustamente premiato per la sua combattività. Remco Evenepoel, in assenza di Pogacar, Van der Poel, Van Aert e Pidcock, non poteva che essere il favorito, ma a questo livello i successi scontati sono merce rarissima. Anche per chi come il belga ha un palmares da 74 successi tra cui quattro ori mondiali (tre a crono), due titoli olimpici, una Vuelta, due Liegi... Ha corso comunque da padrone, ben assistito dalla squadra, muovendosi a 43 km dalla conclusione sul Kruisberg seguendo Gregoire e Skjelmose. Sul penultimo Cauberg il francese si è staccato per il forcing di Remco, che ha preferito giocarsi nel momento decisivo le proprie carte in volata: una scelta che ha pagato, per poi godersi l’abbraccio della moglie Oumi e del portavoce Gabriele Uboldi.

Attese

«Ho avuto un buon ultimo mese con il Giro di Catalogna, quinto in classifica, e il Giro delle Fiandre, terzo al debutto – l’analisi di Evenepoel -, ma vincere è sempre diverso. Adoro questa corsa, le salite brevi e impegnative che hanno deciso la gara più o meno nello stesso punto. È la vittoria più bella della stagione per me (7 centri, nessuno come lui; ndr). È uno dei miei appuntamenti preferiti del calendario, appena sotto i Monumenti. Viene molto in alto nella mia classifica».


Remco Evenepoel alza il trofeo dell’Amstel Gold Race: 
domenica, alla Liegi-Bastogne-Liegi, ritroverà Tadej Pogacar 

Intenzioni

I radar si spostano su mercoledì e sulla Freccia Vallone, alla quale però Evenepoel non è ancora sicuro di partecipare. E sulla Liegi-Bastogne-Liegi di domenica: tornerà Tadej Pogacar e sarà il favorito, senza dimenticare Paul Seixas, il 19enne francese ieri assente. Alla Doyenne (e prima, alla Freccia Vallone) ha tutta l’intenzione di ribadire di essere già il presente, oltre che il futuro. Evenepoel, però, a partire battuto nemmeno ci pensa...

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