INSPIRACIÓN DIVINA
TRIBUNA
ISPIRAZIONE DIVINA
Ricordo che alla fine delle partite io e i miei amici ci precipitavamo fuori dallo stadio per ascoltare le sue dichiarazioni. Ci divertivamo tanto quanto durante la partita.
di Joan Laporta
Illustrazione di Sebastià Martí
Tutto inizia nell'estate del '73, quando Armand Carabén arriva a Barcellona dai Paesi Bassi con Johan. Il Barça aveva ingaggiato il miglior giocatore al mondo, la stella dell'Ajax e della “Arancia Meccanica”. Cruijff arrivò accompagnato da Danny, sua moglie, una bionda bellissima, che teneva in braccio la loro piccola Chantal. Capelli alla Beatles, jeans a zampa di elefante, camicia con colletto largo... erano i moderni anni Settanta, anni di modernità e libertà che arrivarono anche in Catalogna con Johan, l'uomo che trasformò il calcio in arte. Cambio di ritmo, elegante nella corsa e nello stacco, nello stoppare il pallone, nel giocare con l'esterno... Un leader indiscusso. Era il migliore. Dalla sua prima partita, in casa contro il Granada, il Barça non perse più fino a quando non fummo aritmeticamente campioni di Spagna a Gijón, la partita del “Mamita, siamo campioni” come disse "Cholo" Sotil. Era la prima Liga dopo 14 anni di “pasar gana” cantata da La Trinca, gruppo musicale iconico con il compianto amico Toni Cruz. Fu la Liga dello 0-5 al Bernabéu.
Già come allenatore della prima squadra del Barça a partire dal 1988, tornò a essere il migliore, ancora una volta coraggioso come nessun altro, introducendo il sistema di gioco basato sull’attacco e sullo spettacolo. Ricordo che i miei amici e io alla fine delle partite ci precipitavamo fuori dallo stadio per ascoltare le sue dichiarazioni. Ci divertivamo tanto quanto durante la partita. Infatti, l’incontro non finiva finché Johan non parlava in sala stampa. Il maestro era un genio della comunicazione.
Era il nostro punto di riferimento perché era il migliore e perché era uno spirito libero, con una filosofia di vita che abbiamo cercato di applicare nelle nostre esistenze, professionali e personali, perché da Johan abbiamo imparato che si può vincere facendo le cose bene, basandosi sull'eccellenza, preferendo essere i migliori piuttosto che i primi.
Cruijff era amato e ammirato da tutte le persone di buona volontà. Era un genio universale, un innovatore, un rivoluzionario. Ci ha resi migliori. E gli saremo eternamente grati. L’ho conosciuto di persona nel 1998 quando Armand Carabén lo accompagnò all’hotel Majestic di Barcellona per sostenere l’Elefant Blau, un gruppo di tifosi del Barça che desiderava cambiare le cose nel club. Fino ad allora l'unica occasione che avevo avuto di stargli vicino era stata nel 1974, quando gli avevo chiesto un autografo dopo un allenamento. Qualche anno dopo, nel 2001, al funerale di Armand, Johan mi disse che gli avrebbe fatto piacere incontrarmi. Ammetto che per un attimo provai un po’ di apprensione per quelle parole di Alfred Julbe, secondo il quale a volte è meglio non conoscere troppo i propri idoli per timore di perderne il mito… ma nulla di più lontano dalla realtà. Non solo la figura mitica di Johan è diventata ancora più grande, ma ho potuto conoscere la persona. Johan era quasi migliore del mito. Coraggioso, determinato, nobile, divertente, schietto. Sempre interessato a tutti, sempre pronto ad aiutare in modo disinteressato. Sempre ottimista. Diceva che la fortuna sta nel curare i dettagli.
Johan è l'unico socio del Barça a essere stato giocatore, allenatore, Pallone d'oro e ispiratore del miglior Barça della storia e la sua influenza arriva felicemente fino ai nostri giorni, ora con (Hansi) Flick in panchina, un ammiratore della filosofia calcistica di Cruijff.
Durante il mio primo mandato come presidente del Barça lo abbiamo convinto a diventare Presidente Onorario del Club. Diceva che non era necessario, ma ha accettato con gratitudine. Credo ne fosse entusiasta.
Johan era sempre presente. Quando avevi un problema, lui era al tuo fianco. Apprezzava molto il senso dell'amicizia. E la famiglia, soprattutto la famiglia, era la cosa più importante per lui.
Johan, t'estimarem sempre e lo faremo nel modo migliore, amando la tua famiglia. Tutti noi ti porteremo sempre nel cuore, nei nostri pensieri. Grazie per averci reso un po' migliori.

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