Missione Roubaix
Sul pavé Filippo Ganna, 29 anni, in azione sulle pietre della Roubaix 2025:
da pro’ l’ha corsa cinque volte, chiuse 6° nel 2023
La Parigi-Roubaix è in calendario domenica 12 aprile:
è la 123a edizione (il Monumento che si è disputato più volte).
La prima fu nel 1896: stesso anno di nascita dell'Olimpiade moderna e della Gazzetta
GANNA ORA SOGNA L’INFERNO DEL NORD TEST DI 160 KM
In questo secolo la sola gioia italiana firmata Colbrelli
Ieri la ricognizione (dietro moto) sulle mitiche pietre Pippo è in crescita, il successo a Waregem la svolta
3 Apr 2026 - La Gazzetta dello Sport
Di CIRO SCOGNAMIGLIO
@CIROGAZZETTA
Ieri, alle cinque della sera, Filippo Ganna era ancora lì a pedalare sul pavé della Parigi-Roubaix e come fa notare l’ex compagno Elia Viviani, che lo ha seguito in ammiraglia, «non lo fai se non hai il morale sulle nuvole». Nessun compagno al fianco, davanti solo la moto del ds Ian Stannard, che da corridore chiuse 3° dieci anni fa nell’Inferno del Nord. Il nostro gigante, all’indomani del colpaccio nella Attraverso le Fiandre, si è concesso questa fatica supplementare prima del rientro a casa, previsto per oggi: confermato che non sarà al Fiandre di dopodomani, il focus resta sulla regina delle classiche di domenica 12 aprile. Il Ganna visto mercoledì sul pavé verso Waregem, quello che ha rimontato e costretto il padrone di casa Wout Van Aert all’ennesima beffa, può legittimamente sperare di giocarsi la Roubaix fin dentro al Velodromo Petrieux.
Non ci saranno altre ricognizioni: Pippo ieri ha pedalato per circa 160 km (all’inizio sul bagnato) fino al traguardo ripassando tutti e trenta i settori di pavé in chiave materiali e pressione delle gomme da usare. Tornerà in Francia venerdì, quando mancheranno 48 ore dall’appuntamento: ha scelto tubeless da 32 mm, rapporto 55, doppio nastro sul manubrio. L’operazione Roubaix era cominciata in tempi non sospetti: re tra gli Under 23 nel 2016, il miglior risultato tra i grandi resta il sesto posto di tre anni fa. Dunque, Ganna non è ancora riuscito a essere competitivo come avrebbe voluto: ne era rimasto deluso soprattutto l’anno scorso, quando era reduce dai secondi posti alla Tirreno-Adriatico e alla Sanremo, dal terzo di Harelbeke, dall’ottavo al Fiandre. Ma alla Roubaix – 13° – era arrivato in calando di condizione. Questa è stata la prima correzione, concordata con l’allenatore Dajo Sanders (per le crono c’è Dario Cioni): “ritardare” il picco di forma primaverile rispetto al 2025, per calarsi al cento per cento nell’Inferno del Nord. «La Sanremo, per come è andata, gli aveva lasciato addosso un po’ di insicurezza – racconta Viviani -. Noi però l’abbiamo tranquillizzato perché in fondo, rispetto a lui, solo Pogacar, Pidcock e Van der Poel hanno fatto la differenza, oltre a quell’azione di Van Aert nel finale. Non è stata una giornata al top (ha chiuso 33°; ndr) ma neppure così negativa. Alla Gand-Wevelgem di domenica, quando ha lavorato per Watson, ha subito mostrato
La Roubaix è il Monumento che l’Italia ha vinto di meno in questo secolo: un solo successo, firmato il 3 ottobre 2021 da Sonny Colbrelli. Nell’edizione autunnale per il Covid e resa mitica da pioggia e fango, il bresciano al debutto trionfò allo sprint su Florian Vermeersch e Mathieu Van der Poel. un altro passo, ed era la sua prima gara in Belgio».
L’aspetto mentale ha una parte rilevante nell’operazione Roubaix. Ganna non aveva mai firmato da pro’ una corsa tra Muri e pavé, e in generale mai aveva conquistato una gara di un giorno. «Mercoledì poteva cadere il mondo, e avrebbe comunque vinto lui – fa notare Viviani -. Vero, non c’erano Van der Poel e Pogacar, ma Pippo si è comunque tolto di ruota uno come Pedersen, più tanti altri specialisti, e rimontato un Van Aert che piano non sta andando... Si può dire che quell’insicurezza di cui parlavamo nel post Sanremo, adesso, sia stata recuperata con gli interessi. Ha senza dubbio il “motore” per essere un protagonista della Roubaix». Sì, crederci si può. Si deve.
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IDENTIKIT
Nato a Verbania il 25 luglio 1996, ha 39 successi con 2 Mondiali a crono (20202021), 7 tappe al Giro d’Italia (5 giorni in rosa), 2 alla Vuelta. In pista 7 Mondiali (6 inseguimento individuale, 1 a squadre) e detiene il record dell’Ora (56,792 km). All’Olimpiade, 3 medaglie tra pista e strada: oro (2021) e bronzo (2024) con il quartetto; argento (2024) nella crono
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Dieci anni fa il suo trionfo tra gli Under 23
Domenica 29 maggio 2016: il giorno in cui, a Torino, Nibali conquistava il suo 2° Giro d’Italia.
E più o meno in quelle stesse ore un giovane Filippo Ganna, 19 anni e già iridato dell’inseguimento, vinceva la Parigi-Roubaix per Under 23 (nella foto sotto).
Un successo dedicato da Pippo a Franco Ballerini, primo tra i grandi nel 1995 e nel 1998.
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Domenica il Fiandre: sulle moto è polemica
"Appena entri sul primo tratto di pavé,
speri che sia l’ultimo...
Ma bisogna affrontarli"
- Filippo Ganna 1° mercoledì
nella Attraverso Le Fiandre
Si corre domenica il Giro delle Fiandre n° 110, 278 km da Anversa a Oudenaarde con 16 Muri e il circuito finale decisivo con il doppio passaggio su Oude Kwaremont e Paterberg. Sarà il primo Monumento che vedrà al via insieme Tadej Pogacar, Mathieu Van der Poel, Remco Evenepoel e Wout Van Aert. Van der Poel può essere il primo ad arrivare a 4 Fiandre vinti, mentre Pogacar va a caccia del tris che terrebbe vivo l'obiettivo di centrare tutti i Monumenti nella stessa stagione. Senza Ganna, tra gli italiani Alberto Bettiol (1° nel 2019), Luca Mozzato (2° nel 2024) e il veterano Matteo Trentin, alla 14a partecipazione. Intanto, monta la polemica sul ruolo delle moto nelle corse in Belgio dopo le dichiarazioni dell'ex corridore danese Jakob Fuglsang, vincitore di una Liegi e di un Lombardia. «Contribuiscono a decidere se chi sta attaccando riuscirà a mantenere il vantaggio, a seconda di quanto sono vicine. L'importante è attaccare per primi. Van der Poel probabilmente non avrebbe vinto l'E3 se non avesse avuto una moto davanti...».
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