Paul Seixas - Giovane FRECCIA
LA STELLA DI SEIXAS SUL MURO DI HUY CHE NUMERO A 19 ANNI
Il francese è il vincitore più giovane della Freccia Vallone
«Nel 2025 la vidi in tv... Questo è un successo enorme,
trionfare al debutto è incredibile. Grazie al team»
23 Apr 2026 - La Gazzetta dello Sport
Di CIRO SCOGNAMIGLIO @CIROGAZZETTA
BETTINI AFP L’Equipe
L’esperienza è tutto sul Muro di Huy. Devi iniziarlo davanti ma non troppo, accelerare al momento giusto, non strafare se non vuoi rimbalzare indietro quando le pendenze salgono oltre il 20 per cento. Una regola generale sempre valida per l’iconico arrivo in salita della Freccia Vallone - 1400 metri al 9,7% medio - se non fosse che un giovane fenomeno può permettersi di infischiarsene. Come Paul Seixas, che non aveva mai partecipato alla classica belga: esperienza zero, dunque. Eppure ha vinto nettamente, da predestinato quale è. È andato in progressione e quando ha visto che gli altri non resistevano, ha piazzato l’ultima botta ai 300 metri. Al traguardo ha messo “luce” nei confronti di ogni rivale – Schmid, Tulett e Cosnefroy, nell’ordine finitigli alle spalle, sono stati cronometrati a 3” - e poi ha detto: «Una vittoria incredibile. Solo l’anno scorso questa corsa la guardavo in televisione, adesso l’ho conquistata. Enorme, come successo. Ma è stato un lavoro di squadra».Sul podio Da sinistra, lo svizzero Mauro Schmid, 26 anni, secondo; il francese Paul Seixas, 19, primo; il britannico Ben Tulett, 24, terzo. Nel 2025 Seixas, primo al Tour de l’Avenir, aveva chiuso all’ottavo posto il Delfinato e colto la medaglia di bronzo all’Europeo alle spalle di Pogacar ed Evenepoel Talento
Presente
L’età, in questa storia, non è un fattore secondario. Prima di ieri, il vincitore più giovane della storia della Freccia Vallone era il belga Philémon De Meersman che conquistò la prima delle 90 edizioni, nel 1936, a 21 anni e 150 giorni. Paul Seixas ce l’ha fatta a 19 anni e 210 giorni. «Direi che non mi interessa, ma non nel senso negativo del termine. Piuttosto, sono concentrato sul fare ciò che devo. Sono il leader della squadra e a prescindere dalla mia età, se partecipo a una gara, è per cercare di vincerla». Ed è interessante prendere nota del tempo di scalata del terzo e ultimo passaggio sul Muro di Huy, quello decisivo dopo 200 chilometri di corsa scattati da Herstal: il talento della Decathlon ha impiegato 2’43”, meglio dunque del Tadej Pogacar 2023 e 2025 (2’46” e 2’55”), appena 2” peggio del Valverde 2014 e dell’Alaphilippe 2021 (2’41”). Si tratta di valori ufficiosi, influenzati anche dal meteo e dallo svolgimento della corsa, però impressionano comunque: Pogi, al debutto alla Freccia nel 2019, chiuse 53°... Così come aveva colpito vedere il francese - destinato al debutto al Tour de France già in questa stagione - con un gomito e una gamba insanguinati a una trentina di chilometri dalla conclusione: «Ma non sono caduto – ha chiarito lui stesso, in conferenza stampa -. Erano vecchie ferite. È solo che ho “limato” parecchio nel gruppo, ho avuto un piccolo contatto e si sono riaperte. Ma non è niente di grave». Se è per questo, martedì Paul aveva pure una crosta di sangue sulla gamba sinistra, cicatrice di una caduta di alcune settimane fa che però non ha mai destato alcuna preoccupazione all’interno
Contesto
Non c’era al via Tadej Pogacar, è vero. L’hanno fatto notare a Seixas, che ha risposto così: «Resta sempre difficile. Non c’è solo lui. Non ce ne rendiamo conto, ma il livello del World Tour è molto alto, bisogna risparmiare tutte le energie per conquistare una vittoria come questa. Dal divano di casa o davanti alla TV, si può pensare che sia facile quando non c’è Pogi. Invece no, bisogna sempre attingere alle proprie riserve più profonde per vincere». Era comunque la prima volta che si cimentava su un arrivo così speciale, ad altezza World Tour: «Sono contento di essermi messo alla prova con uno sforzo intenso di questo
di fila) al settimo posto. Domenica il francese sarà attesissimo alla LiegiBastogne-Liegi, edizione 112 (la prima nel 1892), dove ritroverà Tadej Pogacar e Remco Evenepoel. Lo sloveno e il belga hanno conquistato le ultime cinque edizioni della Doyenne: 3-2 per Pogi, primo nel 2021, 2024 e 2025, mentre Remco aveva vinto nel 2022 e nel 2023. «Sarà una corsa completamente differente ha detto Seixas - ma la considero un obiettivo». tipo, e aver dimostrato di saperci fare». In Francia, era “bastato” un successo ad inizio aprile nei Paesi Baschi per spedirlo in prima pagina su sfrattando la Champions League, nonostante quella stessa sera andasse in campo il Paris Saint Germain: d’altro canto l’ultimo transalpino ad avere vinto il Tour è sempre Bernard Hinault, che completò la cinquina personale nel 1985. Per restare alla storia recente, Alaphilippe, Bardet e Pinot hanno fatto sognare i francesi in tempi e modi diversi, ma nessuno di loro aveva l’aura di Paul Seixas, il predestinato che ha detto di voler battere Tadej Pogacar al massimo della forma, non aspettare che cali. E no, proprio non sembra essere stata una spacconata.
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7 SUCCESSI DA PRO' - Paul Seixas è il plurivittorioso della stagione, ex aequo con Remco Evenepoel. Per lui già sette affermazioni oltre a un prestigioso 2° posto alle Strade Bianche, staccato solo da Tadej Pogacar
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Paul Seixas, 19 anni, nato a Lione, esulta sul Muro di Huy: non è stato ancora annunciato ma è molto probabile il suo debutto al Tour de France già quest’anno del suo staff. Ed è bastato il gran finale a togliere ogni dubbio sul suo stato di forma.
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Giganti - Tadej Pogacar, 27 anni, e Remco Evenepoel, 26,
in azione all’ultimo Fiandre: primo e terzo
Domenica alla Liegi troverà Pogacar ed Evenepoel
Paul Seixas aveva ben figurato già nel debutto in una classica Monumento: l’anno scorso infatti chiuse il Lombardia (vinto da Tadej Pogacar per la quinta volta
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