PIDCOCK Colpo da maestro
Che gioia - Tom Pidcock, 26 anni, esulta dopo
la vittoria della terza tappa del Tour of the Alps
(BETTINI)
Soffre, recupera poi vince ad Arco
Comanda Pellizzari
A fine marzo in Catalogna l’inglese era finito in un burrone: «Come un film dell’orrore». Giulio sempre leader, ma perde Finn: polso fratturato
Sergio Arcobelli
23 Apr 2026 - La Gazzetta dello Sport -
Giulio Pellizzari, 22 anni, in azione ieri al Tour of the Alps con la maglia di leader: il marchigiano della Red Bull è atteso a un Giro d’Italia da capitano, dopo il sesto posto dello scorso anno cio fatica. Ed è proprio per questo che vincere qui mi rende felice». Il ritorno in tempi record. «Quando stai così male – spiega – non hai pressione. Non hai aspettative. Puoi quasi goderti tutto». Parole che spiegano meglio di qualsiasi analisi la portata della vittoria.
Botto
La tappa, del resto, non ha fatto sconti a nessuno. Dopo appena due chilometri, una maxi caduta coinvolge una trentina di corridori. Corsa neutralizzata per 21 minuti. Tra i più sfortunati Lorenzo Finn, l’iridato Under 23 in carica finito all’ospedale per una frattura al polso destro: cercherà di recuperare per il Giro Next Gen, al via il 14 giugno. Davanti, intanto, la classifica resta cortissima. Giulio Pellizzari difende la maglia verde di leader, ma Bernal si avvicina grazie ai 4 secondi di abbuono. Alle spalle del marchigiano incombe Thymen Arensman. I due “granatieri” potrebbero unire le forze per provare a spodestare un Pellizzari che ieri ha vissuto la prima giornata al comando di una corsa a tappe World Tour. Equilibri fragili, tensione costante. «Essere leader è stressante – ammette il marchigiano – ogni momento può succedere qualcosa». Come la caduta di Finn, compagno di squadra per l’occasione alla Red Bull (quest’anno è ancora nella divisione giovanile). «L’incidente è avvenuto davanti al gruppo ed è stato pure brutto. Mi dispiace per Lorenzo, gli auguro una pronta guarigione». Dopo la caduta iniziale, la corsa riprende e affronta il Castrin, il valico più giovane d’Italia, aperto solo nel 1998 per collegare l’Alta Val di Non con l’Alto Adige. Davanti provano a sorprendere l’olandese Sam Oomen e l’irlandese Darren Rafferty, i fuggitivi di giornata, ma il gruppo li riassorbe a quattro chilometri dal traguardo di Arco, perla del Garda Trentino. Poche centinaia di metri dopo, ecco l’attacco dell’australiano O’Connor a spezzare l’equilibrio, trovando la pronta risposta di Pidcock. Poi la volata, il sigillo di Tom, la storia che cambia direzione. E non è finita.
Clou
All’orizzonte c’è la tappa regina: 3.900 metri di dislivello da Arco a Trento, passando per il Passo Bordala (14,8 km al 6,9%) e il Passo del Redebus (12,9 km al 6,8%), altro GPM di prima categoria. Un banco di prova durissimo, prima del finale tecnico verso la città. Poi la corsa raggiungerà Trento per un finale nervoso e tecnico, caratterizzato dall’ascesa di Povo, già snodo decisivo dei Campionati Europei del 2021 vinti da Sonny Colbrelli davanti a Remco Evenepoel. «È una tappa piuttosto dura, forse la più complicata di questi giorni e con molti corridori racchiusi in pochi secondi» conferma Pellizzari. Pidcock, già fuori classifica, può puntare al bis. L’inglese guarda avanti, ma senza illusioni. Anche la Liegi-Bastogne-Liegi, domenica, resta un’incognita. «Sarà difficile competere davvero, ma voglio provarci». Non è ancora il corridore dominante di qualche settimana fa. Ma è tornato. E a volte, basta questo per fare la differenza.
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