Che forza del Toro
BETTINI - Esultanza L’arrivo di Isaac Del Toro,
22 anni, a Camerino: quarta vittoria stagionale
ISAAC CHIUDE I CONTI LE MANI SUL TRIDENTE: «SONO STATO FURBO»
Il messicano lascia sfogare Pellizzari poi lo stacca, vince e ipoteca il successo finale. Oggi ultima tappa
"Giulio è un amico,
sarebbe stato fantastico vederlo vincere a casa sua,
ma bisogna fare il proprio dovere"
- Isaac Del Toro 22 anni, terza stagione tra i pro’
15 Mar 2026 - La Gazzetta dello Sport
di CIRO SCOGNAMIGLIO INVIATO A CAMERINO
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Si chiama Muro della Madonna delle Carceri, porta al cuore di Camerino ed è tostissimo già a vederlo dal basso: 3150 metri che impennano subito al 22% di pendenza, poi si addolciscono prima di ridiventare verticali in prossimità del traguardo. È lì, al terzo e ultimo passaggio, che si compiono i destini: restano al vento Wout Van Aert e Ben Healy, chiama il boato della folla il doppio affondo di Giulio Pellizzari, il padrone di casa, poi però ci pensa Isaac Del Toro a mettere d’accordo tutti. «Non sono mai andato in panico, non mi sono affidato all’istinto. Ho sempre tenuto la testa concentrata su ciò che dovevo fare», spiegherà il messicano della Uae-XRG, 22 anni e la capacità di gestirsi come un veterano consumato: in maglia azzurra di leader, si è preso la vittoria della sesta tappa della Tirreno-Adriatico e oggi, salvo cataclismi, sarà incoronato re a San Benedetto del Tronto dopo la probabile volata di chiusura.
Ferite
«Ho cercato di mantenere la calma e di fare il mio tentativo, senza però favorire gli altri. Non volevo superare i miei limiti e perdere tempo. Quindi ho corso con intelligenza, anche se è stata durissima». Alle sue spalle, a 3”, il norvegese Tobias Johannessen e l’americano Jorgenson, poi Pellizzari a 9” e Ciccone a 11”: sono arrivati quasi tutti uno alla volta nel centro storico di Camerino che purtroppo mostra ancora, evidenti, le ferite del terremoto di quasi dieci anni fa. Il margine in classifica è di tutta sicurezza: 42” su Pellizzari e 43” su Jorgenson. Semmai sono queste due posizioni a non essere cristallizzate: l’anno scorso Filippo Ganna strappò il secondo posto ad Antonio Tiberi grazie agli abbuoni di un traguardo volante. L’americano non è tipo da buttarsi nella volate, ma chissà.
Morale
Del Toro sta per vincere la seconda corsa a tappe consecutiva di questo abbrivio di 2026, dopo l’Uae Tour a febbraio (e il terzo posto alle Strade Bianche): lo status di certezza è ormai consolidato, cosa che si era iniziata a capire al Giro d’Italia dello scorso anno quando solo il clamoroso ribaltone di Simon Yates al penultimo giorno gli tolse la maglia rosa. In questi giorni, come capita spesso, gli ha scritto per sostenerlo e complimentarsi pure il capitano Tadej Pogacar, rispetto al quale, alla stessa età – 22 anni, 3 mesi e 15 giorni quella del messicano – conta più successi da pro’, 25 (di cui 10 arrivati in Italia) contro 17. Ovvio che le vittorie vadano anche e soprattutto pesate, la 17a di Pogacar fu il Tour de France 2020... però il senso è chiaro: Isaac sta bruciando le tappe. Con l’amico e vicino di casa Giulio Pellizzari si sono salutati appena dopo il traguardo: «Sarebbe stato fantastico se avesse vinto, sta correndo in casa e aveva un tifo incredibile, ma io lo faccio per la mia squadra. È un amico, certo, ma bisogna compiere il proprio dovere». Dopo le premiazioni, tanti compagni si sono fermati vicino alla zona del podio per festeggiarlo: Isaac ha interrotto le interviste in zona mista per andare ad abbracciarli uno a uno, con un gesto di sincera gratitudine.
Atmosfera
L’americano Kevin Vermaerke era caduto a tutta velocità contro un muro e ha avuto bisogno delle cure del medico in corsa, ma è tornato in sella per dare il massimo per il capitano. Jan Christen, bendato e dolorante, è riuscito a riportarsi sul gruppo dei migliori in un momento cruciale, mentre Benoit Cosnefroy si è mostrato generoso e instancabile per tutta la settimana. Non c’è comunque riposo in vista per Del Toro, perché dovrebbe essere alla Milano-Torino del 18 marzo e, tre giorni dopo, lo attende la Sanremo al fianco di Tadej Pogacar. E neppure è questo il momento di festeggiare, visto che alla domanda «questo si avvia a diventare il successo più importante, finora, della carriera?», ha risposto: «Non lo so, parliamone dopo l’ultima tappa». È impressionante come non smetta mai di essere concentrato, forse è anche per questo che Pogi una volta si era sbilanciato nel dire: «Un giorno sarò io a tirare per lui...».
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IDENTIKIT
Isaac Del Toro è nato a Ensenada, in Messico, il 27 novembre 2003. Alto 1.80 per 64 chili, da dilettante ha vinto il Tour de l’Avenir Under 23 davanti a Giulio Pellizzari e Davide Piganzoli. Corre con Tadej Pogacar alla Uae-XRG, con cui ha un contratto fino al 2029: 25 successi finora tra cui la MilanoTorino e il Giro dell’Emilia 2025, l’UAE Tour 2026. Secondo al Giro d’Italia 2025, con una tappa vinta e 11 giorni in maglia rosa.
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Pellizzari è 2° «Per il dolore ho pensato di ritirarmi»
15 Mar 2026 - La Gazzetta dello Sport
INVIATO A CAMERINO ci. sco.
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«Ora posso dirlo». Che cosa, Giulio? «Sono tre giorni che combatto con un dolore a un tendine che non mi lascia stare (la gamba sinistra è fasciata da un taping azzurro; ndr). Al mattino, avevo avuto paura di non riuscire a finire la gara», rivela Pellizzari, già un po’ sofferente per i crampi il giorno prima verso Mombaroccio, mentre si avvia ai bus tra vicoli che conosce alla perfezione e potrebbe fare ad occhi chiusi. Alla luce di queste parole, acquistano valore i due affondi provati con coraggio nel finale, prima di doversi arrendere a Isaac del Toro e chiudere quarto a 9”, superato anche da Johannessen e Jorgenson. «A dirla tutta: se il finale non fosse stato a Camerino, penso proprio che mi sarei ritirato. Non mi aspettavo di arrivare quarto». Il 22enne marchigiano della Red Bull, che è proprio di Camerino, ha salvato il secondo posto in classifica per 1” sullo stesso Jorgenson: «Sinceramente, restare sul podio è un qualcosa a cui tengo, ma tra secondo e terzo non cambia niente. Il pubblico? Che dire, non ho parole e vorrei ringraziare tutti. Sono stati fantastici».
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Arrivo
1. Isaac del Toro (Mes, Uae-XRG) 188 km in 4.46’50”, media 39,326
2. Johannessen (Nor) a 3”
3. Jorgenson (Usa)
4. Pellizzari a 9”
5. Ciccone a 11”
6. Buitrago (Col)
9. Roglic (Slo) a 27”
Classifica:
1. Isaac Del Toro (Mes, Uae-Xrg)
2. Pellizzari (Red Bull-Bora) a 42”
3. Jorgenson (Visma-Lease a Bike) a 43”
4. Johannessen (Nor) a 1’15” 5. Roglic (Slo) a 1’21”
Oggi
7a e ultima tappa, Civitanova Marche-San Benedetto del Tronto, 142 km
Tv RaiPlay e Eurosport dalle 13, Rai 2 dalle 15
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