SANREMO '26. UN'ORA DI CICLISMO TOTALE. POGI COL FAUSTO E L'EDDY



di SIMONE BASSO
I Godoari nella Casse Déserte
Sabato 21 marzo 2026

L'ennesima Milano-Sanremo fuori categoria, e grandi firme, prosegue un '26 a due ruote cominciato col botto.

Pallini a volontà.

1.
Pavia-Sanremo folle, più del solito.
Abbiamo visto un errore di percorso, la solita fuga mattutina, tante cadute (una decisiva), l'ultima ora di O.K. Corral con azioni da supereroi di Stan Lee.
Una festa del ciclismo totale.
Quello che oggi domina questo Sport.

2.
La Classicissima dei Fiori della UAE Emirates era iniziata e proseguita sotto cattivi auspici.
Jan Christen si era rotto la clavicola, cadendo sul ponte di Gerola.
Tadej Pogačar scivolava a Porto San Maurizio, a 32.3 km dal traguardo, nel budello imperiese.
Prima e dopo il Capo Berta, tensione a mille: nella codata, coinvolti pure Wout Van Aert, Giulio Pellizzari e - nell'altra macchia di corridori stesi - Mathieu van der Poel.
Siccome la Sanremo è la Sanremo, questo è il momentum dell'edizione 117.

3.
Perché Pogačar, sbucciato sul lato sinistro, il body sporco e rotto, reagiva di rabbia e adrenalina.
Van der Poel, come avrebbe dimostrato tra Cipressa e Poggio, è stato quello che aveva toccato peggio l'asfalto. Sintomatico che correggesse le curve in discesa, lui che è un surfista, e non si sia mai alzato sui pedali.
Paperino Van Aert perdeva un minuto e mezzo, nel cambio-bici e rincorreva tra un'ammiraglia e l'altra.

4.
Col trenino di Brandon McNulty, Pogi a Costarainera saltava il gruppo di testa e partiva a -24.1 dall'arrivo.
Un cazzotto a 39 all'ora, solo Tom Pidcock e MvdP rimanevano a ruota.
8'50" (8,48", ndr) il tempo dello sloveno.
Un motorino.

5.
L'attimo fuggente della Sanremo '26?
La picchiata dalla Cipressa, Tadej e Tom a manetta, e soprattutto il rientro sull'Aurelia.
Pogastar faceva il lavoro (combinato) dei due rivali.
95 pedalate il minuto, quei 20 watt in più calcolati alle Strade Bianche erano tutti da vedere nelle facce di van der Poel e Pidcock.
E' il settore dove l'iridato si guadagna via Roma.
Perché dietro, la Lidl-Trek e la Visma organizzavano la rincorsa.

6.
I 3700 metri del Poggio venivano volati dal duo Tadej-Tom, con MvdP che perdeva terreno ai -8,6 km: 620 watt del freak sloveno per 1'10".
5'43" il suo Tempo sul Poggio, 15" sull'olandese volante e 20" su un plotone folto e tosto.
Spuntava un bel sole.

7.
Il campione mondiale e quello olimpico (di MTB) gestivano (si fa per dire...) il vantaggio.
Una Sanremo storica si decideva per mezza ruota: intelligente lo sloveno a mostrare le transenne al Brit e poi a chiudere il corridoio.
Al di là dei numeri, mai visto così lucido e "cattivo" il buon Taddeo.
Non ce ne fotte molto di Wikipedia, anche se non dovesse imporsi nella Parigi-Roubaix (nel '25 l'esordio - nel correrla da pro', ndr - fu bombastico...), Pogi è già là con Fausto e l'Eddy.
Campionissimo.

8.
Per la seconda volta Pidcock arriva a una spanna dalla Sanremo.
Nelle Ardenne potrebbe rompere la monotonia (...) dei mostri.
Terzo Van Aert, scattato ai -2km, che torna sul podio di una grande classica. La sua Cipressa (fenomenale), il finalone, avvisano che il fiammingo sulle pietre sarà là a giocarsi il grande scalpo. Basterebbe un po' di fortuna..
La quarta posizione di Mads Pedersen ha quasi del soprannaturale. Il danese si era spaccato polso e clavicola in Spagna (a febbraio). Il suo allenamento è stata una pazzia sui rulli indoor, una marea di km virtuali.
Sesto un ottimo Andrea Vendrame.
Un'altra Sanremo della Madonna.
Adesso, valigie e biglietti verso il Nord. Porfido e muri aspettano.

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