Freccia Vallone - Seixas al debutto può fare la storia «Corsa mitica»
Il finale sul Muro di Huy ispira il 19enne: sarebbe il più giovane vincitore di sempre
Avevo voglia di esserci. Non è una corsa Monumento, ma quasi...
22 Apr 2026 - La Gazzetta dello Sport
di CIRO SCOGNAMIGLIO @CIROGAZZETTA
Basta andarsi a rileggere un paio di sue frasi per capire chi sia Paul Seixas: «Aspettare che Tadej Pogacar cali il livello? No, il mio obiettivo è batterlo quando è ancora al top». Ancora: «Il rischio più grosso è avere paura di essere offensivi. Si sa, la miglior difesa è l’attacco. È ciò che amo». Nessuno tra chi è nato nel 2006 va forte quanto lui in bicicletta: 19 anni, di Lione, maglia Decathlon, nel 2026 ha ottenuto il primo successo tra i grandi sull’Alto de Foia, alla Volta Algarve, cioè proprio come Pogacar nel 2019 ma...più giovane di un anno rispetto all’attuale numero uno al mondo.
Palcoscenico
Oggi davanti al francese c’è la 90a edizione della Freccia Vallone con i suoi tre passaggi sul Muro di Huy, compreso l’ultimo che porta al traguardo: 1.400 metri al 9,7% medio di pendenza, ma la massima va oltre il 20%. E siccome non ci sono né Pogacar (vincitore nel 2023 e nel 2025) né Remco Evenepoel, ai box in attesa della supersfida alla Liegi-Bastogne-Liegi di domenica, in molti pensano che sia proprio Paul Seixas – in attesa della Doyenne, pure lui - il favorito. Ma il diretto interessato che cosa ne pensa? «Avevo proprio voglia di essere al via, questa è una corsa mitica e spettacolare. Non un Monumento, ma qualcosa che gli si avvicina parecchio. Non mi considero come il grande favorito, non è il mio punto di vista. Semmai, voglio testarmi in questo tipo di sforzo. Non mi sento obbligato a vincere, però con la squadra vogliamo fare di tutto per ottenere il miglior piazzamento possibile». I risultati finora ottenuti sono un vento che soffia fortissimo: alla Volta Algarve lo ha battuto solo Juan Ayuso, alle Strade Bianche solo Pogacar. Ha vinto la Faun-Ardeche, classica francese di un giorno di fine febbraio, e ha dominato l’Itzulia (ex Giro dei Paesi Baschi) a inizio aprile, conquistando tre tappe e tutte (!) le maglie in palio. La notizia secondo la quale si sarebbe mosso addirittura il presidente della Repubblica Macron per farlo restare a correre in un team francese non ha trovato per ora conferme, così come la voce di un accordo già raggiunto con la Uae dal 2028: ma rende bene l’idea del livello di attenzione che c’è sul ragazzo, capace di riportare una corsa a tappe World Tour in Francia dopo 19 anni. Non è stato ancora detto ufficialmente, ma tutto lascia pensare che debutterà al Tour. D’altro canto, nel finale della scorsa stagione era già stato medaglia di bronzo all’Europeo e settimo al Lombardia. E come ultimo allenamento prima delle vacanze, si era concesso una uscita di 12 ore da 323 chilometri con più di 800 metri di dislivello...
Panorama
Curiosamente, oggi gli altri nomi più attesi sono dei suoi connazionali, anche se il riferimento non è a Julian Alaphilippe, tre volte vincitore ma non al top della forma. Semmai lo è Kevin Vauquelin, due volte secondo nelle ultime due edizioni, Lenny Martinez o Romain Grégoire, senza dimenticare il danese Mattias Skjelmose, che domenica ha conteso l’Amstel a Evenepoel fino alla volata decisiva. Nessuno però attira più attenzioni di Seixas, nonostante sia al debutto: può diventare il più giovane vincitore. di sempre nella storia della corsa. Il Muro di Huy lo ha scoperto ieri, in ricognizione, per la prima volta: «La sola cosa che mi ha sorpreso davvero è lo stato dell’asfalto, peggiore delle attese. Scalarlo dal vivo è parecchio diverso dal guardarlo in tv – ha sorriso -. Sarà importante affrontarlo nella posizione giusta. Ho lavorato tanto su questo». Occhio: il ragazzo impara in fretta...
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21 - Anni e 150 giorni: è l’età del vincitore della Freccia Vallone più giovane della storia finora, il belga Philémon De Meersman (1936)
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Italiani: 19 al via
Il veterano è Ulissi
Nel 2019 arrivò 3°
Dopo il Belgio (39 successi) l’Italia è la seconda Nazione più vincente alla Freccia Vallone (18), anche se l’ultimo successo risale al 2009, il terzo di Davide Rebellin. Oggi al via sono attesi 19 azzurri, 8 in più dello scorso anno. Tra di loro c’è anche Diego Ulissi, ultimo a chiudere sul podio la classica belga (terzo nel 2019). Assente Giulio Ciccone, che dopo aver conquistato la maglia della montagna al Giro di Catalogna è atteso al rientro domenica alla Liegi, ci sono pure Marco Frigo, autore di una ottima prova all’Amstel Gold Race di domenica (10°), Andrea Vendrame (6° alla Milano-Sanremo), Christian Scaroni, Filippo Zana e Simone Velasco.

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