VUSKOVIC ha scoperto l’AMERICA
A 19 anni il difensore croato dell’Amburgo ha conquistato tutti. Matthäus: «Gioca come un veterano». Il ct Olic lo porta ai Mondiali e Tudor lo richiama al Tottenham
Lo cerca anche il Bayern, ma Luka resterebbe nell’Amburgo per giocare con il fratello Mario (ora squalificato)
di Gianluca Spessot ©
Guerin Sportivo © - aprile 2026
A diciannove anni c’è chi promette e chi convince. Luka Vušković è già oltre, perché ha già convinto tutti. In particolare Lothar Matthäus, che vede in lui un fuoriclasse del futuro.
A fine gennaio, l’Amburgo è riuscito a fermare la corsa del Bayern con un 2-2 tanto sorprendente quanto meritato e l’ex campione del mondo era in tribuna, nel ruolo di esperto per il canale che trasmetteva la gara in diretta. Il difensore croato ha firmato di testa il gol che ha fissato il risultato poco dopo l’intervallo e Matthäus non riusciva a contenere aggettivi e iperboli. In realtà le lodi erano iniziate già alla fine del primo tempo: «Guardatelo questo ragazzo. Scafato come uno che ha alle spalle tre campionati del mondo e che ha vinto tre Champions League».
Matthäus era rimasto colpito da un’azione di grande lucidità di Vušković. Il croato, che contro il Bayern ha vinto un solido 67% dei duelli, ha messo Harry Kane in fuorigioco facendo un passo in avanti al momento giusto, impedendo così al centravanti inglese di segnare una doppietta. Ma anche dopo il triplice fischio Matthäus ha continuato a elogiare Vušković: «Per me è il man of the match. Pazzesco quello che ha fatto oggi. Certo, il gol è importante ma lo è ancora di più il modo in cui gioca. L’intelligenza che lo porta a fare due passi in avanti per mandare Kane in fuorigioco. Vušković intuisce le cose in anticipo e io, a 30 anni, non vedevo quello che lui vede alla sua età. È uno che sa organizzare e dirigere una difesa, qualità che si trovano raramente».
Matthäus non è l’unico a stravedere per Vušković. Anche Didi Hamann, l’altro volto di punta di Sky, si era espresso in termini altrettanto entusiastici qualche giorno prima: «È ancora un ragazzo, ma sembra un uomo e gioca come un uomo. È impressionante e ha qualità straordinarie. Essere così solido lì dietro e guidare una difesa formata da giocatori più esperti… faccio fatica persino a trovare un paragone. Davvero non saprei dire se negli ultimi dieci o dodici anni ci sia stato un giocatore così forte alla sua età».
Dall’estate del 2024 Ivica Olić è il Ct della Croazia U21, segue quindi Vušković da almeno due anni e anche la sua voce non esce dal coro: «Nella mia squadra di allora c’erano diversi giocatori di tre o quattro anni più grandi e fisicamente più maturi. All’inizio Vuskovic non era titolare. Ma già in allenamento mostrava qualità fuori dal comune. Ed era chiaro ed evidente che fosse un leader nato», ha raccontato l’ex attaccante. «Quello che oggi vediamo in Bundesliga, lui lo mostrava già a 16 anni a livello Under 21».
Vuskovic è arrivato a questo livello solo grazie al talento naturale o a una personalità fuori dal comune? L’attuale tecnico dell’Amburgo, Merlin Polzin, in una recente intervista ha confessato: «Sappiamo tutti che Luka è un talento straordinario. Ma ciò che mi impressiona ancora di più è l’atteggiamento che ha ogni giorno in allenamento. Io arrivo sempre molto, molto presto al mattino e lui viene poco dopo di me o addirittura poco prima per allenarsi in palestra. Sono proprio questi i dettagli che alla fine spiegano, perché uno riesca a offrire prestazioni così costanti».
Consensi unanimi, dunque, per un ragazzo che fino a qualche mese fa, era un illustre sconosciuto. Almeno in Germania. Luka Vuskovic è nato a Spalato il 24 febbraio 2007 ed è cresciuto in una dinastia calcistica perché il suo cognome è storicamente legato all’Hajduk. Il bisnonno Marko vestì la maglia del club della città famosa per il palazzo di Diocleziano già negli anni Quaranta del secolo scorso, mentre il nonno Mario iniziò la carriera a Spalato, prima di trasferirsi in Olanda (Go Ahead Eagles ed Heerenveen). Anche il padre Daniel ha giocato nell’Hajduk e in altri club croati. Per Luka era quindi inevitabile vestire la maglia delle giovanili del club della città natale e seguire le orme del fratello maggiore Mario. Ma quella di Mario è un’altra storia, legata al passato e, forse, al futuro.
Nel settembre del 2022 è diventato, a soli 15 anni, sei mesi e 19 giorni, il più giovane croato ad esordire in Youth League. Un debutto che non è passato inosservato e il tecnico Mislav Karoglan ha deciso di farlo allenare regolarmente con la prima squadra. Il giorno del suo sedicesimo compleanno (il 24 febbraio 2023) ha firmato il suo primo contratto da professionista e solo due giorni più tardi ha fatto il suo esordio nel massimo campionato croato, chiudendo la stagione con 8 presenze e una finale di Youth League persa contro l’AZ Alkmar. A settembre dello stesso anno ha firmato con il Tottenham, che lo ha però lasciato in prestito all’Hajduk. Nel campionato 2023/24 non ha mai giocato con la prima squadra ed è passato al Radomiak Radom, in Polonia, collezionando 14 presenze e segnando tre reti. Nella stagione 2024/25 è approdato, sempre in prestito, in Belgio al KVC Westerlo, dove ha realizzato ben sette gol in 36 partite di campionato.
La scorsa estate è stato richiamato a Londra, ma l’allora tecnico Thomas Frank gli ha preferito i vari Romero, van de Ven o Danso. Così Vušković ha deciso di rifare le valigie con destinazione Amburgo, la città dove vive il fratello Mario. E siamo già arrivati al futuro.
Tornerà a Londra a fine giugno? L’arrivo in panchina di Igor Tudor potrebbe rappresentare un indizio importante, ma resta da capire se l’ex tecnico juventino sarà ancora in carica. Di certo, il nome di Vuskovic è già finito sul taccuino dei manager dei principali club europei e potrebbe diventare uno dei pezzi più pregiati del prossimo mercato, soprattutto se dovesse mettersi in luce ai Mondiali. Il grave infortunio patito da Josko Gvardiol ha, di fatto, rimescolato le carte in casa Croazia e Ivica Olic ha recentemente dichiarato: «Devo ancora parlare con Zlatko Dalić, ma posso assicurare fin d’ora che Vuskovic questa estate partirà per l’America con la prima squadra. La nazionale U21 per lui è un capitolo ormai chiuso perché non stiamo più parlando di un talento, bensì di uno dei migliori difensori della Bundesliga». Ma rivedremo Luka Vuskovic in Germania anche nella prossima stagione?
Qualche settimana fa, un grande ex si era spinto oltre, indicandolo come possibile opzione per il Bayern. Prima del rinnovo del contratto di Upamecano, Stefan Effenberg non aveva avuto timori di sbilanciarsi: «Se il francese non firma, il Bayern dovrebbe seriamente valutare l’acquisto di Vušković. Hai un ragazzo che ha dimostrato di saper reggere la pressione della Bundesliga e un tecnico che è stato un grandissimo difensore. In Baviera, Vušković potrebbe fare il definitivo salto di qualità». Upamecano ha poi firmato il prolungamento del contratto, ma il talento del croato non è certo apparso inosservato ai piani alti della Säbenerstrasse, dove, peraltro, non sono affatto convinti delle qualità di Kim (la brutta copia di quello ammirato a Napoli).
Quello dell’Amburgo è un prestito secco e la valutazione del cartellino del difensore croato sembra ormai aver toccato quota 40 milioni: una cifra fuori portata per il club anseatico. Ma c’é un però. L’Amburgo è riuscito a convincere Luka Vušković anche perché ha sempre creduto nell’innocenza del fratello Mario, squalificato per doping fino al 14 novembre 2026. Prima dello stop, Mario Vušković era una delle colonne della difesa della squadra che giocava in Zweite Liga. In teoria Luka potrebbe giocare al fianco di Mario a partire dalla metà della prossima stagione? Luka lascia una porta aperta: «Non avrei alcun problema a restare. Qui avrei l’opportunità di poter giocare con Mario e questo, al momento, è il mio desiderio più grande». A 19 anni è inevitabile vivere nel futuro e saper aspettare può essere una forma di maturità.
GIANLUCA SPESSOT

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