Il sogno rosa del piccolo grande Cicco


Il suo sogno rosa di bambino.

"L'Altro Giulio" del Giro #109, Ciccone, l'ha realizzato quando e come meno se l'aspettava. Da terzo in volata alla quarta tappa, la prima in territorio italiano dopo la Grande Partenza bulgara e il primo riposo: 138 km da Catanzaro, la "Città dei due Mari", a Cosenza, "l'Atene d'Italia" per la sua antica cultura.

Sulla carta, una frazione per velocisti ma con anche la prima salita lunga (e vera): Cozzo Tunno, 14,5 km al 5,9% di pendenza media e 11% di massima.

Ma percorsi a tutta, con la Movistar a fare selezione per Orluis Aular, poi "solo" piazzato dietro il favorito di giornata Jhonatan Narváez, che su questi arrivi ci sguazza. Terzo successo in carriera al Giro dopo Cesenatico 2020 e Torino 2024, allora con tanto di prima rosa sfilata a Tadej Pogačar, che non poté emulare Girardengo, Binda, Merckx e Bugno tutti leader della generale dall'inizio alla fine.

Perfetta quanto ardita la tattica dei soli cinque UAE rimasti in gara dopo l'ecatombe bulgara: la maglia bianca Jan Christen, cavallo pazzo, parte ai -1700 metri, specchietto per le allodole veloci.


Narváez in rimonta vince comodo, e il nostro Cicco, terzo pure a Veliko Tarnovo alla seconda, con i 2" di abbuono allo sprint di San Lucido e i 4" al traguardo corona, con 4" su Christen, Florian Stork e Egan Bernal - a 31 anni, e a dieci dal suo debutto da pro' al primo Giro e a sette dai due giorni in giallo al Tour 2019 - l'altro suo sogno di bambino.

La favola rosa #109 è appena iniziata e ha già il suo lieto fine.

PER SKY SPORT 24 ©, CHRISTIAN GIORDANO ©
martedì 12 maggio 2026

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