I buuu per Tadej non sono inediti Merckx venne trattato peggio
AFP
Leggenda - Eddy Merckx in azione in maglia gialla al Tour de France '70
Martedì i tifosi contro lo sloveno
La Francia non ama chi ne monopolizza la corsa
Il precedente
Anche il Cannibale dominava troppo: «I regali si fanno a Natale, non nelle gare».
Così nel 1973...
16 Jul 2026 - La Gazzetta dello Sport
Di ALESSANDRA GIARDINI RIPRODUZIONE RISERVATA
È al Tour de France del 1972, il quarto che vince in fila, che il rapporto tra Eddy Merckx e la Francia cambia. A un giornalista che osa chiedergli del bisogno apparentemente compulsivo di impilare successi uno sull’altro, Eddy risponde che «i regali si fanno a Natale, non nelle gare di ciclismo». Vincendo, Merckx completa la seconda doppietta Giro-Tour (la prima, nel 1970), appaiando Fausto Coppi (1949 e 1952). Arriva un punto, quando non fai che vincere, che smetti di misurarti con i tuoi contemporanei e l’unico vero confronto che hai è con la storia del tuo sport. Tadej Pogačar è arrivato a questo punto.
Parole
Nell’insolito Dictionnaire amoureux de la Belgique, una delle 250 voci dalla A del cantautore Salvatore Adamo alla Z dell’astronomo e orologiaio Louis Zimmer - è dedicata a Merckx. Jean-Baptiste Baronian lo definisce «instancabile, bulimico, ossessivo, rabbioso». Ma chiunque lo abbia conosciuto, descriverebbe piuttosto Eddy come un uomo divorato da una passione. Quello che lo ha sempre mosso non era la necessità di fare collezione: era qualcosa che lo bruciava dentro, e lui non poteva che seguire la propria natura.
C’è un momento, al Tour del '72, che racconta bene questa natura. Merckx non ha mai amato traditori e cospirazioni: gli sono sempre piaciuti quelli che lo sfidavano apertamente. Quella Grande Boucle è la riedizione del duello con Luis Ocaña, che l’anno prima era caduto sul Col de Menté quando sembrava destinato ad arrivare in maglia gialla a Parigi. Ocaña, però, quell’anno cade ancora, sull’Aubisque, e lascia Merckx a contendersi la corsa con il francese Cyrille Guimard. Eddy è in giallo dall’ottava tappa, ma si incaponisce a togliere a Guimard anche quella verde della classifica a punti. L’anno prima, nella tappa tra Orcières-Merlette e Marsiglia, il francese si era schierato apertamente per Ocaña, e a Eddy quelli che scelgono la parte sbagliata non sono mai piaciuti. Alla 18ª tappa, Guimard abbandona con un ginocchio a pezzi: la maglia verde va a Merckx. Quando lui è sul podio di Parigi con Gimondi e Poulidor, il direttore del Tour, Félix Lévitan, gli chiede una gentilezza. «Eddy, regaleresti la maglia verde a Guimard?». Merckx rimane così sbalordito che si presta. Nelle foto c’è Eddy che consegna la maglia verde al corridore francese. La definirà «una commedia». Ancora non ha digerito che Guimard abbia poi corso tutti i criterium post-Tour con la maglia verde. Un po’ per Guimard, un po’ perché ai francesi vengono a noia i campioni che monopolizzano la loro corsa, cominciano sospetti, voci, insinuazioni. Che diventano fischi, insulti, minacce di morte. Stanco di tanto astio, Merckx l’anno dopo non va al Tour. Vinto il quarto dei suoi cinque Giri d’Italia, nel 1973 debutta alla Vuelta: e trionfa. Senza Merckx, quel Tour lo vince Ocaña. Vince alla Merckx, rifilando più di un quarto d’ora a (Bernard) Thévenet. Ma senza Merckx c’è meno gusto.
Coraggio
Quando torna alla Boucle, nel '74, Eddy trionfa ancora, ma sono i suoi ultimi fuochi. Il movimento “anti-Merckx” raggiunge l’apice al Tour del '75, sul Puy-de-Dôme: Eddy ha la maglia gialla, ma la folla ha occhi solo per Thévenet. Sulla salita uno spettatore colpisce il belga con un pugno al fegato. «In Italia ero adorato, in Francia rifiutato», dirà Merckx; che però tiene la maglia gialla. Due giorni dopo crollerà sulla salita di Pra-Loup, con addosso la sua ultima maglia gialla. Il pugno lo ha indebolito e costretto ad assumere dosi elevate di Glifanan, un analgesico. Thévenet sfilerà sugli Champs-Élysées da vincitore di quel Tour, e Merckx salirà sul podio come secondo, a 2’47” dalla maglia gialla. Finalmente sconfitto, sentirà di nuovo gli applausi dei francesi. «Ora che ho perso, mi incoraggiano come se improvvisamente avessi tutte le qualità per essere uno di loro». Era pieno di cannibali là fuori, caro Eddy.
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