Storia di Mario Cipollini


Mario Cipollini è stato il più grande velocista del ciclismo moderno. Dominatore delle tappe al Giro d'Italia e al Tour de France, ha anche vestito sia la maglia rosa sia la maglia gialla. Personaggio eccentrico e noto anche fuori del ciclismo, è un corridore amato dal pubblico italiano e internazionale.

Mario inizia a correre quasi per gioco, seguendo le orme del padre ex dilettante e del fratello Cesare, professionista dal 1978 e idolo sportivo della Versilia. Sin dalle prime gare nelle categorie Allievi e Juniores dimostra grande determinazione e una smisurata voglia di affermarsi. Al secondo anno da Juniores vince 13 corse in volata; diventa quindi l'uomo-mercato del panorama dilettantistico. Approda alla Bottegone e ai Mondiali di Stoccarda nel 1985 vince l'oro nella Settanta chilometri, oltre a piazzarsi quarto nella prova su strada.

Nel 1989 passa professionista alla Del Tongo e vince una tappa al Giro d'Italia e tre frazioni del Giro di Puglia.

Al Giro d'Italia raggiunge i vertici della popolarità: velocista corretto e potente, vince in maniera plateale levandosi di ruota gli avversari. Non corrisponde al tipico sprinter che esce dalla ruota dell'avversario negli ultimi metri; per potersi lanciare nella sua progressione ha invece bisogno di una squadra forte e compatta, capace di tenere chiusa la corsa nelle fasi conclusive e di pilotarlo fino ai duecento metri finali.

Famoso è "il treno rosso della Saeco": la lunga fila dei suoi compagni che negli ultimi chilometri si pongono in testa al gruppo imponendo un'alta velocità per impedire scatti. Un compito importante è svolto anche dal suo apripista, l'ultimo uomo che lo guida verso il traguardo, ruolo svolto egregiamente in passato da atleti come Silvio Martinello (Olimpionico su pista) e Gianmatteo Fagnini. 

Già nel 2001 il suo bottino nella corsa rosa è di 34 tappe, un risultato migliore di quelli di Coppi e Merckx . Nel Giro 2002 colleziona 6 vittorie in altrettanti sprint, fino a raggiungere il successo di tappa numero 40, a solo un successo dal record di 41 detenuto da Alfredo Binda, primato che "Cipo" migliorerà al Giro del 2003. Ha conquistato per tre volte la maglia allora ciclamino della classifica a punti, simbolo del leader nella classifica a punti e indossato per cinque giorni la maglia rosa.

Anche al Tour de France domina sui traguardi parziali, conquistando 14 tappe e indossando la maglia gialla nel 1995 nel 1997. Nel 2002, a Zolder, in Belgio, si aggiudica il Mondiale su strada, portando a termine una strepitosa volata iniziata durante l'ultimo giro.

A rendere inimitabile il corridore di Lucca è la sua capacità di conquistare anche più tappe in una stessa edizione: famosi sono i suoi poker sia al Giro sia al Tour. Nel 1997 si aggiudica cinque successi alla corsa rosa.

Numerose le vittorie in altre gare a tappe minori che si aggiungono a varie affermazioni in corse  pianeggianti, come la Gand-Wevelgem, classica del Nord che conquista tre volte, nel 1992, nel 1993 e nel 2002. In quell'anno si aggiudica in volata anche la Milano-Sanremo. Il suo palmarès è impreziosito dal Campionato Italiano, vinto nel 1996 grazie anche all'ottimo lavoro della squadra. La sua carriera subisce nel 1994 uno stop di cinque mesi a causa di una caduta nella seconda tappa della Vuelta di Spagna, durante la quale sbatté contro le transenne nello sprint finale.

Cipollini è un atleta molto spettacolare, sia nelle sue vittorie che fuori corsa. Particolarmente attento alla sua immagine, si è spesso presentato con divise particolari: pantaloncini rosa o gialli, in tinta con la maglia che indossa, a stelle e strisce, una maglia con le insegne del Vaticano in occasione della partenza da Roma per il Giubileo del 2000, un body integrale con disegnate tutte le fasce muscolari durante la cronometro del Giro d'Italia 2001.

Diventato uomo-immagine di diverse aziende, è protagonista di numerose campagne pubblicitarie. Il pubblico, soprattutto francese, ne apprezza la spettacolarità, unita a una grande correttezza in gara. Spesso accusato di condurre una vita troppo "libertina" per un corridore e di non portare a termine le grandi gare a tappe perché insofferente alle montagne, nel Giro d'Italia del 1997 ha smentito i suoi critici vincendo sul traguardo finale di Milano, dopo aver aiutato come uomo-squadra il suo compagno Ivan Gotti a conquistare la classifica generale.

Il 7 maggio 2005, a dieci giorni dall'inizio del Giro d'Italia, sì è ritirato. Nella sua lunga carriera ha collezionato 189 successi ed è suo il record di tappe vinte al Giro d'Italia:  42, tutte in volata, tra il 1989 e il 2003.

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