Giulio e Mathieu FESTA DOPPIA
PELLIZZARI NUOVO RE «NON MI SEMBRA VERO» VAN DER POEL FA IL BIS
Con Del Toro quante sfide: ho pensato a quando da junior l’ho staccato per l’ultima volta.
La motivazione è chiudere il gap
Questa Tirreno è già un successo per me, sforzi del genere non si possono simulare: mi sento pronto per la Sanremo
Il marchigiano balza in vetta con il secondo posto: «Ora mi godo la maglia e cercherò di difenderla»
13 Mar 2026 - La Gazzetta dello Sport
di CIRO SCOGNAMIGLIO INVIATO A MARTINSICURO
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Chi si è distratto a guardare il mare a due passi dal traguardo ha avuto una cattiva idea: i grandi della Tirreno-Adriatico sono arrivati lanciatissimi, dando vita a un finale appassionante. Anzitutto il tentativo di Filippo Ganna di sorprendere tutti, da finisseur consumato, che non è andato a buon fine: «Le gambe non sono al top, vediamo nei prossimi giorni». Poi, ai 300 metri, la progressione devastante di Mathieu Van der Poel, che si è andato a prendere la quarta tappa a Martinsicuro accoppiandola alla seconda di San Gimignano, stavolta con grande margine. «Per la Sanremo mi sento pronto», fa Vdp e sì, ce n’eravamo accorti. Mentre alle sue spalle ancora non si capisce da dove sia sbucato Giulio Pellizzari, che ai 200 metri non era tra i primi dieci ma è stato capace di andarsi a prendere la seconda piazza e 6” d’abbuono che gli sono valsi la maglia di leader per 2” sull’amico-rivale Isaac Del Toro. La porterà oggi, per la prima volta, nelle sue Marche: «Sono incredulo, non so neanche io come ho fatto, che cosa sia successo. Gli altri si sono piantati e io risalivo veloce. Me la voglio godere e chiaro, cercherò di difenderla».
Forza
«Stavo già bene sull’ultima salita - ha spiegato van der Poel -. Non ho attaccato perché ho valutato che non sarebbe stato troppo utile». Il riferimento è allo strappo di Tortoreto, quello che aveva esaltato Peter Sagan al Giro d’Italia 2020: 1700 metri al 9,2% piazzati a 12 chilometri dalla fine che ha setacciato il gruppo dei migliori. Sono rimasti indietro Buitrago, Tiberi e Sheffield, Jorgenson ha lavorato per Van Aert, del Toro ci ha provato ma Vdp ha chiuso e pure Pellizzari è sembrato davvero pimpante. A Martinsicuro sono in 14 a giocarsi il successo di giornata: e mentre Tadej Pogacar si allena a casa per la Sanremo di sabato 21 ma ha trovato il tempo per concedersi un’altra ricognizione della Roubaix, Van der Poel ha chiarito ancora una volta che la Classicissima occupa una parte rilevante dei suoi pensieri. E se l’altro giorno a San Gimignano non era sembrato dominante pur vincendo, ieri è stata tutt’altra musica... «Sforzi del genere non si possono simulare in allenamento. In volata ho preso del bel vento in faccia, ma ce l’ho fatta ad andare fino in fondo. Questa Tirreno-Adriatico è già un successo per me. Quanto alla Sanremo, non ci penso tutti i giorni però è evidente che sia un mio grande obiettivo».
Pensieri
L’ultimo marchigiano leader di una Tirreno-Adriatico era stato il compianto Michele Scarponi, nel 2010. Farlo notare a Giulio Pellizzari significa vederlo emozionarsi: «Un qualcosa che ci metterò un po’ a realizzare». Ha 22 anni: per trovare un azzurro più giovane leader della Corsa dei Due Mari bisogna scivolare indietro fino al 2003, a Filippo Pozzato che poi la vinse. E ieri Pellizzari, tra gli altri, con quel grande spunto finale si è messo alle spalle Isaac del Toro: «Eh, ammetto che duarrivati rante la giornata avevo pensato a quando era stata l’ultima volta che l’avevo staccato. Da junior, credo. Ci siamo sfidati spesso, lui è cresciuto molto velocemente e l’anno scorso si è visto che differenza ci fosse con me. Dunque, ho una grande motivazione, quella di cercare di chiudere il gap. In questa edizione non ci sono salite lunghe, che sono le mie preferite, però sto crescendo tanto su quelle corte. Chissà». I giochi per la maglia azzurra si decideranno tra oggi e domani, due tappe molto toste nelle Marche, prima del gran finale San Benedetto. Domani, in particolare, il traguardo è a Camerino, casa per Giulio che quest’anno, alla Red Bull, sta avendo responsabilità maggiori: affronterà il Giro d’Italia da capitano, e una volta chiusa la Tirreno-Adriatico lo vedremo non solo alla Milano-Torino di mercoledì 18 ma pure alla Sanremo. Gliel’hanno detto prima delle Strade Bianche e lui ha accettato con entusiasmo. Vuole godersela, imparare e divertirsi. «Sono contento di avere tanti campioni in squadra, a volte ci rifletto e ancora mi sembra incredibile. Ho appreso tantissimo, e parlo pure inglese un po’ meglio. Siamo compagni, e amici. Vero, nel 2025 avevo un ruolo diverso. Se andavo forte bene, altrimenti pazienza. Ora, ho più la pressione del “dover andare forte” ma mi piace. Sto imparando a gestirla, fin da subito ho avuto sensazioni in bici migliori dell’anno scorso e sono migliorato parecchio nel posizionamento in gruppo, nel limare. Ho preso lo strappo, per dire, a ruota di Del Toro. Ed è ciò che più mi rende orgoglioso».
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Arrivo
1. Mathieu VAN DER POEL (Ola, Alpecin) 213 km in 4.51’, media 43,817, abb. 10”
2. Pellizzari (Red Bull), abb. 6”
3. Johannessen (Nor), abb. 4”
7. Vendrame 8. Pinarello 9. Ganna 10. Del Toro (Mex) 11. Ciccone
Classifica
1. Giulio PELLIZZARI (Red Bull-Bora) 15.27’
2. Del Toro (Mex, Uae) a 2”
3. Roglic (Slo, Red Bull) a 21”
6. Vendrame a 42” 8. Ciccone a 44” 10. Tiberi a 49”
Oggi 5a tappa, Marotta MondolfoMombaroccio, 184 km e 3900 m di dislivello. Nel finale la salita del Santuario Beato Sante, ultimi 2 km al 9% Poi 1500 metri per il traguardo Tv RaiPlay e Eurosport dalle 13, Rai2 dalle 15
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Vingegaard colpisce ancora Domina in salita, sempre più leader
13 Mar 2026 - La Gazzetta dello Sport
AFP
Della Parigi-Nizza si sono disputate 5 tappe su 8, eppure la classifica in termini di distacchi assomiglia a quella finale di un grande giro, dove le tappe sono 21… Il merito è di Jonas Vingegaard, che al debutto stagionale sta dominando. È rimasta in sospeso la sfida con Juan Ayuso, che mercoledì si è ritirato dopo una caduta, ma intanto il 29enne danese della Visma ieri ha ottenuto il secondo successo consecutivo: affondo ai meno 20 km dal traguardo di Colombier-leVieux e la concorrenza l’ha rivisto al traguardo. I distacchi, per l’appunto: ora il re di due Tour e dell’ultima Vuelta ha 3’22” sul colombiano Martinez e 5’50” sul tedesco Steinhauser. Il decimo, Oscar Onley, 4° all’ultimo Tour, è a 11’23”... Nell’anno in cui debutterà al Giro, Vingegaard sta lanciando segnali importanti. In bici e non solo, vedi le sue parole sulla sicurezza nei primi giorni: «Le strade della giornata inaugurale non erano degne del World Tour. Noi corridori siamo responsabili, ci vuole più rispetto in gruppo, ma lo sono pure gli organizzatori». Un Jonas sempre più leader, insomma. E con una Parigi-Nizza in più quasi già in tasca.
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