Il controsorpasso


Isaac Del Toro per la 3a volta alla Tirreno-Adriatico
Isaac Del Toro, 22 anni, ieri nel finale della tappa. 
Conta già 24 successi da pro’ e nel 2025 è arrivato secondo al Giro d’Italia 
dopo aver vestito per 11 giorni la maglia rosa

DEL TORO SCATENATO 
SPODESTA PELLIZZARI E SI RIPRENDE IL PRIMATO

Il messicano chiude secondo alle spalle del danese Valgren 
Ora, guida la classifica con 23” di vantaggio sul marchigiano

«Spero di portare questa maglia azzurra fino alla fine. 
Dobbiamo completare l’opera»
   - Isaac del Toro

14 Mar 2026 - La Gazzetta dello Sport 
di CIRO SCOGNAMIGLIO INVIATO A MOMBAROCCIO 

Alla partenza Isaac Del Toro aveva un piano, quello di «riprendere la maglia azzurra di leader». Cinque ore dopo, il messicano si è presentato ai microfoni con la faccia soddisfatta di chi ha compiuto la missione, aggiungendo: «Spero di portarla fino alla fine. Ma non è ancora detto...». Ha appena 22 anni, conviene ricordarlo, ma è già in grado di fare le veci del compagno e capitano Tadej Pogacar, quando il numero uno al mondo non c’è. All’Uae Tour a febbraio, al debutto stagionale e nella gara di casa per la sua squadra, ha vinto. Alle Strade Bianche ha fatto compagnia sul podio allo sloveno: terzo. E ora, alla Tirreno-Adriatico che si concluderà domani come da tradizione a San Benedetto del Tronto, è ben avviato per portarsi a casa quello che sarebbe il suo successo – fino ad ora più importante. Nota (non troppo) a margine: tra sette giorni c’è la Milano-Sanremo e con questa condizione potrà essere una pedina importante per Pogi...

Nelle 60 edizioni disputate della Tirreno-Adriatico tra il 1966 e il 2025, hanno vinto 14 Nazioni differenti: guida l’Italia con 24 successi, segue il Belgio con 8. Se trionfasse Del Toro, per il Messico sarebbe la prima volta.

Sensazioni

«La tappa è stata parecchio dura – ammette Isaac, che al traguardo ha trovato diverse bandiere messicane ad accoglierlo -. E tutti abbiamo fatto fatica, dunque c’è chi domani (oggi; ndr) potrebbe pagare lo sforzo». Discorso che non fa una grinza: da Marotta Mondolfo a Mombaroccio, non c’è stato un attimo di respiro tra le colline marchigiane anche per merito dei fuggitivi di giornata che hanno pedalato a un gran ritmo. Il successo di giornata è andato proprio a uno di loro, il danese Michael Valgren, allo scoperto per 144 km e capace di sbarazzarsi sull’ultima salita di Julian Alaphilippe. Non vinceva dalla Coppa Sabatini del settembre 2021, è ritornato dopo diversi infortuni: quando si ruppe il bacino, gli dissero che non sarebbe più tornato a correre. Alle loro spalle, le intenzioni della UaeXRG di Del Toro sono apparse chiarissime visto il forcing fatto a più riprese, con soprattutto il francese Benoit Cosnefroy in evidenza nel circuito finale di 21,6 km da ripetere due volte. E verso Mombaroccio, comune medaglia d’oro al merito civile perché seppe aiutare persone in difficoltà ed ebrei in fuga dalla Shoah, sulla salita del Santuario del Beato Sante Del Toro ha operato la selezione decisiva. Gli è stato dietro solo Jorgenson, mentre l’amico rivale Giulio Pellizzari ha dovuto cedere il primato conquistato il giorno prima e gli altri sono arrivati alla spicciolata.

Analisi

«Tutti i primi sette hanno ancora possibilità di vincere», ammonisce del Toro, che pare proprio aver superato qualche problemino fisico di inizio settimana, di cui comunque ha preferito sempre non parlare. «Per questo sono contento del vantaggio che ho accumulato e dell’abbuono preso, alla fine potrebbe risultare decisivo. Con Jorgenson abbiamo trovato un buon accordo nel finale, tiravamo entrambi perché lui ha visto la possibilità di guadagnare posizioni in classifica (per l’americano, secondo i dati Velon, 590 watt di potenza media per 1’52” nell’affondo decisivo; ndr). Certo, un successo di tappa mi manca e cercherò di conquistarlo anche se non conosco così bene le salite di questa zona». Oggi il messicano – che ha 23” di vantaggio su Pellizzari e 34” su Jorgenson - troverà ancora pane per i suoi denti: a metà percorso la salita di Sassotetto, poi il circuito di Camerino (29,1 km da ripetere due volte) che è a dir poco severo. In particolare il Muro della Madonna delle Carceri, da affrontare tre volte in tutto, tira fino al 20 per cento di pendenza con un tratto in lastricato finale prima dell’arrivo. «Siamo venuti qui per il trofeo del tridente, e dobbiamo completare l’opera», fa Del Toro prima dei saluti. La faccia è la solita: quella dell’uomo in missione, e di chi è perfettamente in tabella per diventare un vincitore seriale.

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L'EX LEADER

Giulio ammette: «Non ero al top» Ma oggi corre in casa a Camerino

14 Mar 2026 - La Gazzetta dello Sport 
ci. sco.

«Non ero proprio al top», ammette Giulio Pellizzari. L’emozione di aver portato la maglia azzurra (di leader) della Tirreno-Adriatico nelle sue Marche resta, anche al traguardo si è dovuto accontentare del sesto posto a 19” da del Toro (oltre ai 6” d’abbuono per il messicano). Le telecamere lo avevano inquadrato quando, a 12 km dalla fine, aveva aiutato l’amico-rivale che si era fermato per un bisogno. Poi il 22enne della Red Bull, ora 2° a 23”, chiarisce anche cosa è successo quando si è voltato all’indietro, nel momento del forcing decisivo, ed è sembrato che si rivolgesse al compagno Primoz Roglic. «Avevo un po’ di crampi, ho visto che lui era lì, mi sono un attimo fermato e tirato su per cercare di far andare via i crampi. Tutto qui. Guardiamo fiduciosi a domani (oggi; ndr) quando spero di sentirmi meglio». Pedalerà in casa: la sua famiglia abita a un km dal traguardo. Altre note azzurre: Tiberi ha pagato 9’21”, mentre è in crescita Ciccone, al debutto stagionale e ora quinto in classifica. E sta andando bene Alessandro Pinarello, 22enne che ha fatto il salto nel World Tour con la NSN: adesso è settimo.

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ORDINE D'ARRIVO 5a TAPPA:

1. Michael VALGREN (Dan, Ef-EasyPost) 184 km in 4.43’, media 38,935, abb. 11”
2. Del Toro (Mex, Uae-XRG) a 11”, abb. 6”
3. Jorgenson (Usa, Visma), abb. 4”
4. Johannessen (Nor) a 24”
5. Ciccone a 28”
6. Pellizzari a 30”
7. Roglic (Slo)
8. Pinarello a 40”
9. Storer (Aus) a 41”
10. Buitrago (Col)

CLASSIFICA GENERALE 5a TAPPA:

Isaac DEL TORO (Mex, Uae-XRG) 20.10’40”
2. Pellizzari (Red Bull) a 23”
3. Jorgenson (Usa) a 34”
4. Roglic (Slo) a 44”
5. Ciccone a 1’05”
6. Johannessen (Nor) a 1’08”
7. Pinarello a 1’24”
8. Healy (Irl)
9. Sheffield (Usa) a 1’27”
10. Buitrago (Col) a 1’28”

6a tappa, San Severino MarcheCamerino, 188 km e 3900 metri di dislivello. Finale molto duro: pendenze del 20% negli ultimi 3 km.

RaiPlay e Eurosport dalle 13.05, Rai2 dalle 15.

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