Svelata l'identità di Banksy: è Gunningham, anzi Jones
il caso
Il re della street art è nudo. L'anonimo ma famosissimo Banksy è Robin Gunningham, misterioso 53enne di Bristol. La conferma definitiva arriva da un'inchiesta della Reuters.
Robin Gunningham che ora si fa chiamare David Jones. Sarebbe lui Banksy. Sopra una sua opera Oleksandra Butova / Ukrinform/Future Publishing via Getty Images.
Svelata l'identità segreta ora sappiamo chi è Banksy
Una maxi-inchiesta della Reuters sull'artista misterioso conferma i sospetti: è Robin Gunningham. E ha cambiato nome in David Jones
ANTONELLO GUERRERA
La Repubblica - Sabato 14 marzo 2026
Pagina 33 - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il re della street art è nudo. Come Repubblica aveva riportato due anni fa, l'anonimo ma famosissimo Banksy è Robin Gunningham, misterioso 53enne di Bristol. Ma la conferma definitiva, anzi forensica, arriva da una monumentale inchiesta della Reuters, che gli avvocati di Banksy e la sua società "Pest Control Office" hanno fatto di tutto per bloccare in nome della "privacy". E che parte da un murale in Ucraina, sotto le bombe russe.
Novembre 2022. A Horenka, villaggio poco fuori la capitale Kiev e vicino a Bucha, dove i russi hanno massacrato e torturato 300 civili, arriva un'ambulanza. Si ferma davanti a un palazzo bombardato da Putin.
Scendono un uomo incappucciato di grigio, un altro con un cappellino da baseball e un terzo con un braccio amputato e due protesi alle gambe. Con sé hanno maschere e stampini stencil e bombolette spray. Poco dopo, tra le rovine, sul muro del condominio compare un uomo barbuto in vasca da bagno. Il suo account ufficiale Instagram lo conferma, con un successivo video che mostra l'artista incappucciato di grigio all'opera: è un Banksy.
Allora tre giornalisti della Reuters si mettono a caccia. Qualcuno del palazzo dovrà averli visti. Poi, in un hotel di Kiev, si imbattono in un fan della band di trip-hop inglese Massive Attack: «Ho visto qui il cantante Robert Del Naja, lo giuro». Da anni, Del Naja è sospettato di essere Banksy: perché è di Bristol, dove sono spuntate le prime opere dello street artist negli anni Novanta, perché in passato altri Banksy sono emersi in varie città poco prima (o dopo) i concerti dei Massive Attack, e perché una volta il produttore musicale Goldie, amico di Del Naja, in un'intervista si riferì a Bansky ciamandolo "Rob". Una donna del palazzo di Horenka, Tatiana Reznychenko, racconta alla Reuters di aver portato del caffè caldo ai tre enigmatici artisti. Alla vista della foto di Del Naja, i suoi occhi confermano: uno dei tre era lui. L'uomo con le protesi invece è Giles Duley, fotografo e documentarista, gravemente ferito in Afghanistan nel 2011, e che Banksy poi ringrazierà sui social per aver fornito l'ambulanza. I reporter scoprono che Del Naja e Duley, per arrivare in Ucraina, hanno attraversato il confine in Polonia il 28 ottobre 2022, per poi lasciare Kiev il 2 novembre. Resta da scoprire chi sia il terzo, impenetrabile uomo col cappuccio grigio: è proprio lui Banksy?
O Del Naja? Banksy e Del Naja hanno in comune molte cose: dalla lotta al fascismo all'ambientalismo, fino a una ispirazione comune, la punk band Crass. Poi però, i tre giornalisti si imbattono in un'intervista della Cbs del 2023 a Steve Lazarides, ex manager di Banksy, nella quale mostra un album di foto mascherate di Banksy. Non solo. Lazarides rivela anche che il misterioso artista era stato arrestato a New York, 25 anni prima.
Proprio in quel periodo, Banksy sta passando dalla pittura allo stencil, ispirato da un manifesto vandalizzato nel film Lo squalo di Spielberg. Su un grattacielo di Manhattan, decide di "modificare" una maxi pubblicità di Marc Jacobs in un inno transessuale. Ma la polizia lo becca e arresta alle 4.20 dell'alba del 18 settembre 2000. Banksy viene condannato a cinque giorni di servizi sociali. Fino a ieri, non ne sapevamo nulla.
Ma incastrando gli indizi disseminati da Lazarides e altre testimonianze, Reuters ha scoperto il giorno esatto e i relativi documenti della polizia. Nei quali si legge che l'uomo arrestato, e reo confesso, è Robin Gunningham. Alias Bansky.
Figlio di gestori di una società di consulenza, anonimo artista istruito nelle scuole private, Gunningham ha da sempre avuto la passione per murales e graffiti. Il Daily Mail sostiene dal 2008 che Banksy è lui. Sin da quando un fotografo giamaicano, Peter Dean Rickards morto nel 2014, litigò con l'artista a Kingston, gli scattò delle foto a volto scoperto e le vendette al tabloid. Proprio quelle immagini hanno fornito altri dettagli preziosi: oltre al volto, i capelli ricci castani e gli occhiali da vista, si vedono anche l'orologio e un braccialetto al polso sinistro. Che Banksy porta anche nelle foto ufficiali, a volto coperto, di Lazarides. Da quello scoop nel 2008, però, Robin Gunningham svanisce. Il nome non compare più online, né in nessun documento ufficiale o atto amministrativo. E di lui non c'è traccia nemmeno nei file della frontiera polacca per entrare in Ucraina. Lazarides ammette: «Prima che ci separassimo nel 2008, gli ho cambiato nome». Ma quale? Dopo aver incrociato, per molti mesi, centinaia di documenti legali e altri pubblici indizi, la Reuters lo scopre. Diciotto anni fa, Gunningham ha cambiato nome in "David Jones": che non solo è uno dei nomi più comuni in Inghilterra, ma è anche quello vero di David Bowie. E visto che we can be heroes, just for one day, i giornalisti scoprono che un "David Jones" è entrato il 28 ottobre in Ucraina e ha lasciato il Paese il 2 novembre. Gli stessi giorni, e allo stesso casello di frontiera, di Del Naja e Duley. Eureka. Ora ti conosco, mascherina.
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I giornalisti sono partiti da un murale in Ucraina
Con lui c'era anche il leader dei Massive Attack Gleb Garanich/REUTERS Robert Del Naja, cantante dei Massive Attack, da anni sospettato di essere Banksy
Un murale nello stile di Banksy nel villaggio di Horenka, in Ucraina Sotto, Robin Gunningham David Bowie (Londra, 1947-2016) all'anagrafe si chiamava David Jones.

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