Morto Carmine Castellano, addio allo storico direttore del Giro d’ Italia originario della penisola sorrentina
di Gian Paolo Porreca
Il Mattino - martedì 24 marzo 2026, 12:26
Va via di mattina presto, altro che buon mattino, va via, la telefonata del nipote più caro, Tonino, va via Carmine Castellano, lo storico direttore del Giro d’ Italia che meglio si rispetti.
Va via, Carmine Castellano, l’ avvocato di Sorrento - ‘precisa sempre, Sant’ Agnello ‘-, classe ‘37, di marzo, innamorato giovanissimo del ciclismo e di Fornara in Costiera, lui e Alfonso Iaccarino, quel ‘don Alfonso’ da grande, che avevano fondato il Velo Club Sant’Agnello…
Va via, tu che non hai mai tradito ne’ noi né il Giro, senza aspettare neanche il maggio venturo che ci riporterà il Giro d’ Italia, a Napoli. Va via, Carmine Castellano, l’avvocato sempre in bici pure con il Diritto Civile a memoria, che nel ‘74 fatidico aiuto’ Vincenzo Torriani, il patron epico, ad organizzare l’ arrivo di tappa a Sorrento, primo Fuente. E che da allora sarebbe diventato prima il suo prezioso luogotenente, e poi dai primi anni ‘90 il successore degnissimo.
Va via, Carmine Castellano, e non vi parleremo qui dei Giri radiosi o di quelli tenebrosi, no, vi parliamo dei suoi miracoli perché e purche’ il ciclismo in Campania trionfasse, da sport primo. Carmine Castellano, ed è la partenza del Giro nel ‘77 da Monte di Procida, commovente e lancinante, Maertens vs Moser.
Carmine Castellano, ed è l’ arrivo a Piazza Plebiscito del ‘79, primo Moser contro un tempo che era il tempo migliore. Carmine Castellano, amico mio, e l’ apoteosi di via Caracciolo.
1996, primo Cipollini, la straordinarietà di un giorno, inventare via Caracciolo come il traguardo empireo della corsa rosa.
Carmine Castellano, un campano emigrato per lavoro e vittoria a Busto Arsizio, il mondo RCS per trenta anni, e quel ritorno a casa da padrone, con le ‘Tirreno-Adriatico’ per quattro anni consecutivi illuminate dalla partenza da Sorrento. A Piazza Tasso e Corso Italia, a cavallo del 2000, la primavera nasceva con le maglie variopinte, in mente nostra quella ‘orange’ della Rabobank, il mondo intero era in trasferta solare.
Va via, sempre più alto di noi Carmine, anche con quel maledetto mal di schiena che turbava il fisico di passista fiammingo, in bici fino alla maggiore età. E ci lascia, non riusciamo ad essere brevi, il suo sorriso e il suo sogno condiviso. ‘Sai, Giampi, come mi sarebbe piaciuto organizzare una partenza del Giro da Napoli, in notturna’. Già, Carmine, la luna ci aspetta ancora qui.
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