Provate a prendermi


Van der Poel: «Pogacar, ti avviso Sanremo è unica e la sento mia»

Domani la Classicissima, già sua nel 2023 e 2025: «La desiderano tutti, via Roma è iconica come il velodromo di Roubaix. Mi sento fortissimo anche in salita, sono pronto per il tris»

Il percorso mi ispira, ma l’attacco Uae di un anno fa sulla Cipressa non si può ripetere sempre
Mathieu van der Poel 31 anni, Alpecin-Premier Tech

20 Mar 2026 - La Gazzetta dello Sport
di CIRO SCOGNAMIGLIO @CIROGAZZETTA
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Sono tre edizioni in fila che Mathieu van der Poel pedala da padrone alla Milano-Sanremo e... no, non è un errore. Il fatto che nel 2024 non abbia vinto conta fino a un certo punto, visto che il fuoriclasse neerlandese era stato decisivo per favorire il successo in volata del compagno Jasper Philipsen. Tre anni fa l’azione da maestro sul Poggio, nella passata stagione la volata mozzafiato in Via Roma vinta su Ganna e Pogacar, Mathieu stavolta va a caccia di un tris che non riesce a nessuno da Oscar Freire, primo nel 2004, 2007 e 2010. L’avvicinamento è stato il migliore possibile: senza dimenticare la stagione del cross, che ha dominato fino a stabilire il record di 8 Mondiali vinti, su strada ha sbancato l’Omloop al debutto e si è preso due tappe su 7 della Tirreno-Adriatico, utilizzata per rifinire al meglio la forma. È opinione comune che se c’è uno capace di impedire a Tadej Pogacar di vincere la prima Classicissima della carriera, quello è proprio il nipote di Raymond Poulidor (re della Sanremo nel 1961) e il figlio di Adrie, interprete magnifico della primavera fino alla Roubaix. 

Oggi, a Pavia, la presentazione delle squadre, domani la resa dei conti: Mathieu si sente più che pronto. «La mia forma è buona al punto che serve per provare a vincere ancora, sì», ammette.

Van der Poel, in termini di emozioni è possibile mettere a confronto gli arrivi di Sanremo, Fiandre e Roubaix? Via Roma, il vialone di Oudenaarde, il velodromo Andrè Petrieux?

«Uh. Domanda difficile, questa. finali di Sanremo e Roubaix... sono iconici. Nessuno si offenda se dico che quello del Fiandre non è allo stesso livello, visto il contesto. Ma è particolarmente sfidante lo stesso, gli ultimi 10 chilometri sono larghi e dritti e, se non sei al top, possono diventare infiniti».

Però si può dire che gli ultimi trenta chilometri della Sanremo, diciamo dall’imbocco della Cipressa al gran finale, se la giocano per essere i più esaltanti dell’intera stagione?

«Questo è possibile, sì. Fare dei paragoni non sempre è semplice, di certo l’ultima Sanremo è stata straordinaria. In sintesi, la Classicissima è una corsa che desiderano tutti, che chiunque non vede l’ora che arrivi. Unica, in un solo aggettivo».

Facciamo per un attimo un passo indietro: il primo dei suoi 8 Monumenti vinti è stato il Fiandre 2020, quello corso ad ottobre per il Covid. Una volata sul filo con Wout Van Aert. La si può considerare una svolta nella sua carriera, oppure proprio “la” svolta?

«Non lo so. Forse, quando per i problemi alla schiena nel corso di un inverno ho dovuto fermarmi con il cross, lo è stato ancora di più. Riuscire a tornare al mio livello non era scontato. Quel 2020 non era stato granché fino al Giro delle Fiandre, ricordo che dopo la Tirreno-Adriatico ero andato a prepararlo a Livigno... In definitiva, se avessi perso sarebbe poi cambiato qualcosa? Non so dirlo».

Sanremo, Fiandre, Roubaix: sullo stesso piano? O no?

«Più o meno sullo stesso piano. Scegliere non è semplice».

Diceva che è soddisfatto della sua condizione ?

«Sì. Ovviamente, non so se vincerò, ma credo di esseI re pronto a farlo. Sono felice della preparazione che ho svolto e contento di come sono andato alla Tirreno-Adriatico. Mi sono sentito bene pure sulle salite».

Come mai ha scelto ancora una volta la Corsa dei Due Mari per avvicinarsi alla Sanremo?

«Quello che abbiamo fatto durante le tappe sono stati gli allenamenti a intervalli, e le simulazioni di gara di cui ho bisogno per arrivare al massimo della forma. Cercavo quella dose in più di intensità che si trova solo nelle corse e quando si dà il massimo per vincere. Per me è molto difficile riprodurla in allenamento e la Tirreno mi è sempre stata utile come preparazione finale. Spero che anche quest’anno. alla resa dei conti, sarà uguale».

Pensa di essere nella forma migliore di sempre?

«Non è semplice rispondere. Non lo so. Ma ripeto che sono a un livello buonissimo, e ne sono soddisfatto».

Si aspetta un Tadej Pogacar ancora scatenato sulla Cipressa?

«Beh, sì. Lo scenario sarà abbastanza simile a quello che tutti si aspettano. Però...».

Dica pure.

«Ciò che è stato fatto nel 2025 non è un qualcosa che si può ripetere ogni anno. Avevamo avuto il vento perfetto sulla Cipressa, e pure per arrivare al Poggio. Se fosse stato contrario, sarebbe stata tutta un’altra storia. Lo stesso vale per il 2026».

Di Filippo Ganna che cosa ne pensa?

«L’ho visto alla Tirreno-Adriatico, e salvo sorprese potrà essere un contendente per il successo finale. La Sanremo è perfetta per lui».

Se Tadej staccasse tutti sulla Cipressa… la corsa sarebbe decisa in suo favore?

«Devo dire che nel 2025 era stato davvero vicino ad andare in fuga solitaria. Se io mi trovassi solo dell’un per cento sotto la condizione ottimale... Mi staccherebbe. Perché riesca a vincere la Sanremo, è soltanto una questione di tempo».

In ogni caso, nella strategia degli ultimi anni c’è stato un cambio netto...

«Vero, prima non si sarebbe nemmeno pensato di attaccare sulla Cipressa, Ma Tadej e la Uae hanno cambiato le cose, rendendo la Sanremo una corsa molto più dura e spettacolare».

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L’olandese per distacco e in volata

Mathieu van der Poel ha partecipato sei volte alla Sanremo: a destra, i suoi successi del 2023 (per distacco) e nel 2025 (in volata su Ganna e Pogacar); poi è stato 13° nel 2020, 5° nel 2021, 3° nel 2022, 10° nel 2024.

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Tadej per sfatare il tabù: il Poggio dietro la moto e Del Toro come alleato

Aiuterò Pogacar a vincere per la prima volta, sarò al 120% a sua disposizione. 
Non ho ambizioni personali
Isaac Del Toro vincitore della Tirreno-Adriatico

20 Mar 2026 - La Gazzetta dello Sport
di CIRO SCOGNAMIGLIO
RIPRODUZIONE RISERVATA

Un uomo chiave del valore di Isaac Del Toro. Allenamenti ripetuti sui punti più importanti del percorso, anche dietro moto, con una guida d’eccezione, l’ex pro’ Niccolò Bonifazio. E una potenziale nuova tattica, a sorpresa. Per Tadej Pogacar la Sanremo è stato finora il rebus più complicato da risolvere: tra i grandi appuntamenti non ha vinto soltanto Vuelta, Roubaix e la Classicissima. Ma al grande giro a tappe spagnolo ha partecipato solo una volta, nel 2019 da neopro’, chiudendo terzo, e all’Inferno del Nord ha debuttato l’anno scorso, battuto solo da Mathieu Van der Poel. Alla Sanremo, invece, ci ha provato ben cinque volte dal debutto del 2020 (l’ha saltata nel 2021): 12°, 5°, 4°, 3°, 3°. «Preferisco vincere per la prima volta Sanremo e Roubaix rispetto ad avere sei Tour de France», aveva detto alla Gazzetta a novembre. Così, non è sorprendente che abbia intensificato gli sforzi per non lasciare niente al caso e alzare le braccia per la prima volta in Via Roma.Il test con Bonifazio Niccolò Bonifazio, con lo scooter, davanti a Tadej Pogacar sul percorso della Sanremo: l’ex professionista ligure, 32 anni, conosce il finale alla perfezione

L’amico

La guida speciale di Pogacar sulle strade del mito si chiama Niccolò Bonifazio: 32 anni, ligure di Diano Marina, è stato pro’ dal 2014 al 2024 ottenendo 21 successi e partecipando nove volte alla Sanremo, stupendo con un quinto posto al debutto (2015) poi però non più replicato. La conosce a memoria. Nel 2019, fu autore in gara di una spettacolare e velocissima discesa della Cipressa, video diventato virale, e già in passato aveva accompagnato Pogacar nelle varie prove del percorso, in particolare dalla Cipressa in poi. Negli ultimi mesi però queste “incursioni” si sono intensificate, e con lo scooter Bonifazio ha spesso aiutato Tadej a provare velocità più elevate, il famoso “dietromoto”. Da segnalare che il due volte iridato in allenamento ha battuto il record ufficioso di scalata della Cipressa, 8’51” rispetto agli 8’57” dello scorso anno in competizione: una sua fuga solitaria ormai non si può considerare impossibile.

La squadra

Nell’abbrivio di stagione, la Uae-XRG ha dovuto fare i conti con tante cadute e infortuni, decisamente più della media (al punto, per esempio, di aver rinunciato a correre la Coppi e Bartali della prossima settimana). E ciò ha condizionato le scelte per la Classicissima, alla quale non parteciperanno due pedine importanti come Tim Wellens e Jonathan Narvaez: quest’ultimo l’anno scorso aveva preparato il terreno prima che Pogi scatenasse l’inferno sulla Cipressa. Domani ci saranno McNulty, Grossschartner, Christen, Florian Veermersch, Novac e Del Toro. Sì, quell’Isaac Del Toro che sarebbe capitano in quasi tutte le altre squadre e che ha vinto le due corse a tappe a cui ha partecipato nel 2026 - Uae Tour e Tirreno-Adriatico - più il terzo posto alle Strade Bianche in appoggio al campione di (quasi) tutto. È destinato dunque a giocare un ruolo importante, se non fondamentale, specie sulla Cipressa: lui lo sa. «Aiuterò Tadej a vincere per la prima volta, sarò al centoventi per cento a sua disposizione. Non ho ambizioni personali», ha affermato il messicano. E Veermersch ha detto: «Sulla Cipressa dovremo volare. Mi sono allenato con Tadej ultimamente ed è davvero... infuocato».

La tattica

Si può ancora inventare qualcosa alla Sanremo, a prescindere dalle condizioni meteo? Forse sì, e in casa Uae stanno facendo dei ragionamenti in tal senso. Una idea potrebbe essere quella di cercare di rendere molto dura la corsa già sul Turchino, cercando di selezionare il gruppo facendo restare davanti non più di 80 corridori, utilizzando due uomini abituati a lavorare in salita come Novak e Grossschartner. In questo modo, potrebbe essere più semplice tenere davanti sulla Cipressa pure Del Toro, che non ama troppo “limare” quando il plotone è affollato. Il posizionamento significa parecchio nella Classicissima, perché ogni energia spesa prima del dovuto manca al momento decisivo. Quando è troppo tardi per rimediare...

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Vinse nel 2009 Cavendish torna... in ammiraglia

Il britannico sarà ospite dell’amico Max Sciandri sull’auto della Movistar

Ci. sco.
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Domani saranno 17 anni: il 21 marzo 2009 andò in scena la Sanremo numero 100 e la vinse un debuttante, Mark Cavendish. Venuto dall’Isola di Man, Gran Bretagna, 23 anni, Cannonball aveva già vinto tanto (quello fu il 34° successo), ma nessuno immaginava ancora che sarebbe diventato uno dei più grandi velocisti di sempre, con le perle del Mondiale 2011 e dei 35 successi di tappa al Tour de France, uno in più di Eddy Merckx. Semmai si poteva pensare che sarebbe stato protagonista della Sanremo tante altre volte, invece quella vittoria è rimasta una gemma unica, in 11 partecipazioni. Al massimo, poi, quinto nel 2014 nello sprint vinto dal norvegese Alexander Kristoff. Ma tant’è: la Classicissima sa essere imprevedibile...

Passione 

Cavendish si è ritirato a fine 2024 e domani, salvo cambi di programma, tornerà alla Sanremo da “invitato speciale”. Sarà infatti in corsa sull’ammiraglia della Movistar con l’amico di sempre Max Sciandri, ds della squadra spagnola che punterà, domani, sul venezuelano Aular (nella selezione pure gli italiani Lorenzo Milesi e Manlio Moro). Da diversi giorni Cavendish è in Italia: martedì sera ha partecipato alle celebrazioni per i 150 anni della Milano-Torino (sua nel 2022), mercoledì era presente al traguardo di Superga e ha premiato il vincitore, il connazionale Tom Pidcock. Cav da sempre è legatissimo all’Italia: ha vissuto in Toscana, a Quarrata, dove si è cementata l’amicizia con Sciandri ed è nata la passione per la Lambretta. Ora vivrà la Sanremo da un’altra prospettiva: quella Sanremo che continua a farlo sognare pure da spettatore.

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LA GUIDA

Pedersen ci sarà Appuntamento domani con la 117a Milano-Sanremo, 298 km da Pavia (il via alle 10) a Sanremo (attorno alle 16.50). Percorso classico con il Turchino, i Capi (Mele, Cervo, Berta), la Cipressa e il Poggio prima del gran finale in via Roma. Oggi, a partire dalle 17, presentazione delle squadre in Piazza della Vittoria a Pavia. Da segnalare che nella LidlTrek, senza Milan, rientra Mads Pedersen dopo la caduta di febbraio.

Sanremo Women 

Domani c’è la seconda Sanremo Women: 156 km da Genova (ore 10.30) a Sanremo (attorno alle 14.20), con il finale che ricalca quello degli uomini

Tv diretta integrale RaiSport e Eurosport dalle 9.45, Rai2 dalle 14

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