La tv visionaria e l'amore per Jane Fonda. Addio a Ted Turner, l'inventore della CNN
L'imprenditore aveva 87 anni, gli ultimi passati in un ranch.
Trump: "Il più grande di tutti"
SIMONA SIRI
La Stampa - Giovedì 7 maggio 2026
Pagina 27
New York - È il primo giugno 1980 quando Ted Turner, miliardario che aveva fatto fortuna con le affissioni pubblicitarie, sale sui gradini del Techwood di Atlanta, il campus che aveva fondato, e tra lo scetticismo generale annuncia la nascita di Cable News Network, un canale tv via-cavo che avrebbe trasmesso notizie 24 ore il giorno, sette giorni su sette.
All'epoca, Turner ha solo 41 anni e non è un giornalista, ma la sua intuizione cambierà per sempre il mondo dell'informazione, della tv e anche le nostre vite. Pioniere, visionario, filantropo, ambientalista, sciupafemmine, ex marito di Jane Fonda: sono tante le definizioni usate per ricordarlo oggi che è scomparso, morto nella sua casa di Tallahassee in Florida. Aveva 87 anni e dal 2018 soffriva di una forma di demenza che lo aveva allontanato dalla vita pubblica. «È stato un amico e uno dei più grandi di tutti i tempi», lo ha ricordato Donald Trump senza perdere l'occasione di attaccare la svolta a suo parere «woke» presa dalla CNN dopo la vendita alla Time Warner.
Nata in un momento in cui le notizie erano noiose e ingessate, la CNN è figlia di una scommessa ma anche di una necessità: «L'idea rivoluzionaria di Turner è quella di tenere la tv accesa 24 ore su 24, cosa in quel momento possibile grazie al cavo e al satellite», scrive Lisa Napoli in Up All Night. Solo che i film andavano già su altri canali, lo sport era complicato per questioni di diritti. Rimanevano le news. Ed è su quelle che Turner scommette. Non c'è un evento unico che rende CNN rilevante all'istante, ma una sequenza di fatti: l'attentato a Ronald Reagan nel 1981; l'esplosione della navicella Challenger nell'86; le proteste di Piazza Tiananmen nell'89; la Guerra del Golfo del '91 è il vero spartiacque, che catapulta la rete per la prima volta nel gruppo delle «tre grandi»– ABC, CBC e NBC - in gran parte grazie al fatto che è l'unica in grado di comunicare dall'interno dell'Iraq durante le prime ore di bombardamenti, con notizie dal vivo da Baghdad.
Nel 1996, Turner vende la CNN e il resto della sua azienda, la Turner Broadcasting System, alla Time Warner per 7,34 miliardi di dollari: una mossa di cui si pentirà profondamente. Pochi anni più tardi – nel 2000 – la Time Warner viene venduta ad AOL, contro il volere di Turner che definisce il passaggio «uno dei più grandi disastri mai accaduti al nostro Paese». In quel periodo c'è anche il divorzio dalla terza moglie, l'attrice Jane Fonda, sposata nel 1991 e con cui forma una delle coppie più mediaticamente rilevanti del periodo. Si parla di infedeltà, di alcool, di abusi. Certo è che Turner attraversa un momento difficile. Si parla addirittura di un tentato suicidio (Ted era figlio di un suicida: il padre si era tolto la vita nel 1963 a 53 anni). «Ho perso Jane. Ho perso il mio lavoro - dice nel 2012 al programma Piers Morgan Tonight - Ho perso la mia fortuna, o gran parte; mi sono rimasti un paio di miliardi. Con quella cifra si riesce a tirare avanti, se si fa economia. E ho trovato altre cose da fare».
Di altre cose da fare Turner in realtà ne ha sempre avute: velista affermato, nel '77 aveva vinto l'America's Cup; era proprietario della squadra di baseball Atlanta Braves; aveva fondato nell'86 i Goodwill Games, una competizione internazionale volta a superare le dispute della Guerra Fredda scoppiate in occasione delle Olimpiadi durata fino al 2001. Nel '97, insignito di un riconoscimento dall'ONU, aveva donato all'istituzione un miliardo di dollari e si occupava di filantropia ispirando il "Giving Pledge" di Warren Buffett, Bill Gates e altri miliardari. L'ultima svolta, quella ambientalista: negli ultimi anni aveva comprato due milioni di ettari di montagne, fiumi e praterie in Montana, Nebraska, Colorado, Kansas e New Mexico per proteggere il territorio. Aveva anche fondato Ted's Montana Grill, una catena di ristoranti che voleva rendere il bisonte un'alternativa popolare alla carne bovina.
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