Operazione Roubaix


POGACAR SENZA LIMITI IL PIANO PER VINCERE SULLE PIETRE DEL MITO

Dopo l’exploit a Sanremo, solo il Fiandre e poi... Ora su Van der Poel ha un vantaggio psicologico

La mia forma è molto buona e posso contare su un grande team
L’obiettivo, al Fiandre e alla Roubaix, sarà uno: vincere
Sabato mi sono sentito sulle montagne russe: quante emozioni

23 Mar 2026 - La Gazzetta dello Sport 
di CIRO SCOGNAMIGLIO @CIROGAZZETTA
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Il migliore di sempre, GOAT (Greatest Of All Time). Così Mathieu van der Poel, il rivale per eccellenza di Tadej Pogacar tra Sanremo, Fiandre e Roubaix, ha definito il numero uno al mondo ieri in uno scambio social. Qualcosa di più di una semplice galanteria, perché sabato per la prima volta Pogi ha sbancato la Sanremo - facendo commuovere pure Ernesto Colnago, il maestro di Cambiago che dà il nome alla sua bici – dopo la caduta poco prima della Cipressa: vero che è stato Tom Pidcock l’ultimo ad arrendersi, nella volata storica di via Roma, ma altrettanto decisivo è stato il fatto che sul Poggio lo sloveno avesse staccato van der Poel come non gli era mai riuscito in passato. Potrebbe essere un vantaggio psicologico per Pogi in vista del Fiandre, prossimo e attesissimo confronto diretto tra i due in programma a Pasqua, il 5 aprile (2 successi a testa dal 2022 al 2025). E soprattutto della Roubaix della domenica successiva: la vera prossima frontiera del due volte iridato, l’unico Monumento che gli manca. E non c’è, come alla Classicissima, una storia di cinque assalti falliti prima dell’exploit: Pogacar ha debuttato l’anno scorso nell’Inferno del Nord con un gran secondo posto finale, staccato solo da VdP. E se non fosse caduto sul pavé a 38 km dal traguardo, chissà...


Strategie 

L’operazione Roubaix è cominciata da tempo, idealmente dalla sconfitta del 2025. Pogi ha selezionato, per questa primavera, solo grandissimi obiettivi: Strade Bianche, Sanremo, Fiandre, Roubaix e Liegi. L’eccellenza in cinque appuntamenti, la modalità grandi classiche la cui adrenalina lo esalta di più rispetto al lungo ed estenuante viaggio (21 tappe) di un grande giro. Pogacar ha fatto un paio di ricognizioni sul pavé del mito, fondamentali per provare i materiali e le nuove soluzioni tecniche. 

Nel 21° secolo, i vincitori della Roubaix pesano in media 77 chili, lui almeno 10 di meno: ma il modo in cui ha danzato sulle pietre l’anno scorso ha spazzato i dubbi sulla competitività. La UAE Emirates-XRG, nel trionfo di sabato, ha giocato un ruolo non banale, vedi le “trenate” di McNulty e di del Toro sulla Cipressa

E nonostante qualche infortunio di troppo, la selezione per la 123a edizione dell’Inferno del Nord sarà di alto livello: Nils Politt (2° nel 2019, 4° nel 2024), Julius Johansen (iridato jr 2017), Rui Oliveira, Mikkel Bjerg, Florian Vermeersch e Antonio Morgado sono i più gettonati per un posto a fianco dal capitano, che potrebbe dare alla sua Slovenia la prima Roubaix di sempre. Alla Sanremo, in tal senso, era stato preceduto da Matej Mohoric nel 2022.

Sensazioni 

Intanto, con un post su Instagram, Tadej è tornato sulle emozioni della Sanremo: ha dedicato alla compagna Urska Zigart “Hvala ker si”, “grazie di esserci”, la canzone di una pop star slovena, Alya, e le ha promesso: «Per un po’ starò lontano da queste strade». Poi, una riflessione: «È così difficile scrivere qualcosa dopo le montagne russe di sabato. Non riesco a esprimere quanto sono grato di essere circondato da persone straordinarie, che mi sostengono nel bene e nel male. Senza di loro avrei fatto fatica a raggiungere il traguardo», con riferimento ai compagni. Poi, i rivali: «Menzione speciale per Pidcock, van der Poel e Van Aert. Un onore lottare con voi». E i tifosi: «Scusate se non posso dedicarvi tutto il tempo del mondo, ma sapete quanto apprezzo le vostre urla lungo la strada».

Gruppo 

In ammiraglia, alla Roubaix, troverà Marco Marcato e Fabio Baldato: quest’ultimo è un grande esperto di Nord (da corridore, 2° nel 1995 e 1996 alla Ronde e 2° nel 1994 sul pavé) ed è stato tra i primi a capire le immense potenzialità di Tadej su quelle pietre infernali, quando non tutti ci avrebbero scommesso. «Possiede una capacità incredibile di tenere “dritta” la bicicletta - afferma il ds veneto -. Ci vogliono forza, stabilità, abilità tecnica. Poi, ha una pedalata agile e rotonda, quasi a “trazione integrale”. E una voglia fuori del comune di soffrire, di sopportare il dolore. Di voler stare davanti, di primeggiare. Sempre».

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Giri, Monumenti e Mondiale in linea: solo Merckx meglio

Ormai anche i numeri certificano che è solo Eddy Merckx il vero “rivale” per Tadej Pogacar
È chiaro quali siano gli appuntamenti più prestigiosi del calendario: i grandi giri (Giro d’Italia, Tour e Vuelta), le classiche monumento e il Mondiale in linea. 
Nessuno, in tal senso, meglio del Cannibale in termini di successi: 33, con 19 Monumenti, 11 grandi giri e 3 Mondiali. Ma da sabato Tadej Pogacar è secondo da solo a quota 18, con 11 Monumenti, 5 grandi giri e 2 Mondiali: il fuoriclasse sloveno ha superato il mito Fausto Coppi che - in una carriera condizionata dallo stop per la Seconda Guerra Mondiale che gli fece perdere 5 stagioni chiuse a 17 con 9 Monumenti, 7 grandi giri e una maglia arcobaleno. Chiudono i primi cinque Bernard Hinault, l’ultimo grandissimo prima di Tadej Pogacar, a 16 (5-10-1), e Alfredo Binda, a 14 (6-5-3).


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Ecco le date degli altri 4 Monumenti

Giro delle Fiandre
domenica 5 aprile
Anversa-Oudenaarde, 271 km. I Muri: sono 16, ultimo il Paterberg ai meno 13,2 km.

Parigi-Roubaix
domenica 12 aprile
Compiègne-Roubaix, 258 km di cui 58,4 km in pavé (30 settori, con la Foresta di Arenberg)

Liegi-Bastogne-Liegi
domenica 26 aprile
Liegi-Liegi, 259 km con 13 côte: l’ultima, la Roche aux Faucons (-13 km dalla fine)

Giro di Lombardia
sabato 10 ottobre 
(percorso non ufficializzato)

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