Sawe di corsa nella storia una maratona mai vista. Crolla il muro delle due ore


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Sabastian Sawe, 31 anni, ha vinto la maratona di Londra.

Il kenyano trionfa a Londra: record del mondo con le scarpe superleggere 
Lo sponsor lo ha sottoposto a 25 controlli antidoping

EMANUELA AUDISIO
La Repubblica - Lunedì 27 aprile 2026
Pagina 31

Con la scarpa più leggera del mondo (appena 97,27 grammi) ha fatto il record più brutalista del mondo.

Un'ora 59 minuti 30 secondi per 42,195 km. Come accendere i razzi e andare sulla Luna. Nessun maratoneta in 130 anni di storia on the road si era mai presentato così in fretta davanti a Buckingham Palace: sotto le due ore, le colonne d'Ercole dell'atletica. Il keniano Sabastian Sawe ce l'ha fatta, primo nella storia. Ha rivinto Londra e ha abbassato di 25 secondi il precedente primato (2h00'35" di Kelvin Kiptum a Chicago nel 2023) e di 11 quello non ufficiale di Eliud Kipchoge (1h59'42' nel 2019).

Sawe ha volato, ha ucciso ogni resistenza attaccando al 35° km, per dire alla fine che era stata «una bella giornata non solo per me ma per tutto il pubblico di Londra che mi ha incoraggiato». E aggiungere: «Mi sento bene, sono felicissimo, tutto il lavoro degli ultimi quattro mesi si è concretizzato questa domenica». Più efficace il commento dell'inglese Paula Radcliffe, primatista mondiale di maratona nel 2003: «Da oggi il mondo non è più lo stesso». Non lo è, Sawe l'ha strapazzato, gli ha dato un altro ritmo, l'ha spinto verso il progresso.

Sabastian ha 31 anni, è un Nandi, è cresciuto nella Rift Valley con sua nonna Koko (morta nel 2002), sua madre Emily è un ex sprinter, è sposato con Lydia, ha un figlio Tyrese. È chiamato The Silent Assassin perché lui vi ammazza correndo veloce. Senza la paura di sfiatarsi. È allenato da uno zio, Abraham Chepkirwok, ex mezzofondista ugandese che partecipò ai Giochi del 2008 e a Kapsabet da Claudio Berardelli, il coach italiano (bresciano) più vincente in Africa dove lavora dal 2004. Sabastian sembrava un buon atleta, ma nulla di più tanto che stava per lasciare la strada e arruolarsi nella polizia. In due anni è sbocciato: quattro maratone, tutte vinte. Non è di quelli che fanno vita sociale: «Sono cresciuto in un piccolo villaggio e in una casa con pareti di fango, pavimenti sporchi, senza elettricità. Mi alleno in altura e quasi in clausura, dormo in un letto a castello, vado da mia moglie due volte al mese».

Le sue scarpe, l'ultima evoluzione adidas, costano 500 dollari e da oggi si possono acquistare (edizione limitata), hanno una tomaia ultraleggera e minimal, progettata ispirandosi alle tecnologie delle vele da kitesurf e una nuova schiuma più leggera. Più che aggiungere qualcosa, si è sottratto. Sono scarpe usa e getta, per performare, non da allenamento.

È stata una supermaratona che ha aperto i cancelli del futuro. E ha confermato che è sempre la loro Africa. L'etiope Yomif Kejelcha, 29 anni, è arrivato secondo in 1h 59' 41", il debutto più veloce della storia, seconda miglior prestazione di sempre, terzo l'ugandese Jacob Kiplimo in 2h 00' 28", terzo tempo all-time. Anche il presidente del Kenya sui social ha voluto complimentarsi con Sawe.

Brave anche le donne che non sono state a guardare e per il terzo anno consecutivo è caduto il primato del mondo in gara women only. Nel 2024 ci aveva pensato la keniana Peres Jepchirchir a fare il record, un anno fa l'etiope Tigist Assefa che si è riconfermata e migliorata in 2h15'41"

Per evitare ombre e sospetti e per rafforzare l'affidabilità del profilo di Sawe, visto che il doping negli ultimi anni ha contaminato il Kenya e ha portato alla squalifica di molti suoi campioni (uomini e donne), lo sponsor (tecnico, ndr) adidas prima della maratona di Berlino di settembre ha versato 50mila sterline all'Athletics Integrity Unit per sottoporre l'atleta al maggior numero possibile di controlli. Così il keniano non solo è stato testato 25 volte in poche settimane, ma i suoi campioni sono stati analizzati anche con tecniche all'avanguardia, tra cui la spettrometria di massa a rapporto isotopico, molto più efficace nel rilevare tracce minime di sostanze dopanti. Ora non resta che aspettare lo sbarco nel futuro di altri maratoneti. Dove è passato Sawe anche Kejelcha ha fatto lo stesso. Adesso sono due gli uomini sotto le 2 ore. E nulla è più fantascienza.

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