Mannschaft in Not, Land im Ausnahmezustand


Die ecuadorianische Nationalmannschaft enttäuscht bei der WM. Der Alltag mit Drogenkriminalität und Gewalt holt die Fans schneller wieder ein als gedacht.

25 Jun 2026 - Der Tagesspiegel
Von Benedikt Paetzholdt

Der Stimmungsumschwung in Ecuador hätte heftiger kaum sein können. „Vor der Fußball-WM hatten viele Menschen das Gefühl, dass diese Mannschaft im Turnier weit kommen kann“, sagt Ana Lucía Salinas de Dosch. „Aber nach den ersten beiden Spielen ist die Enttäuschung groß.“

Die gebürtige Ecuadorianerin ist Dozentin am Lehrstuhl für Internationale Politik und Entwicklungszusammenarbeit der Universität Rostock. „Das 0:0 gegen Curaçao war ein Stimmungskiller.“Es gebe kaum Hoffnung, dass sich das Team mit einem Sieg gegen Deutschland (Donnerstag, 22 Uhr, MEZ, ARD) noch für die K.-o.Runde qualifizieren kann.

Nicht wenige Menschen in Ecuador hätten nach Aussage von Salinas de Dosch gehofft, sich etwas länger hinter „La Tri“, wie das Nationalteam genannt wird, zu vereinen. Stattdessen kehrt nun schneller als gedacht der Alltag zurück – und der ist aktuell sehr stark geprägt von Gewalt. „Der Drogenhandel und die organisierte Kriminalität sorgen dafür, dass Ecuador zurzeit vielleicht das gefährlichste Land in Südamerika ist.“

Schießereien und Attentate während der WM

Allein in den Tagen der WM kam es zu zwei Vorfällen. Bei einem Attentat am Flughafen Guayaquil waren genauso Minderjährige beteiligt wie bei einer Schießerei im Zentrum von Ibarra. „Kriminelle Organisationen rekrutieren ganz gezielt Minderjährige“, erklärt die Expertin. 2025 wurde nach offiziellen Statistiken als das gewalttätigste Jahr in der Geschichte des Landes registriert. Das Land verzeichnete 9216 Tötungsdelikte, was bei einer geschätzten Einwohnerzahl von rund 17,8 Millionen einer Quote von etwa 51,8 Todesopfern durch Gewalt pro 100.000 Einwohner entspricht. Damit steht Ecuador statistisch noch vor Mexiko und Kolumbien. Und eine Verbesserung der Lage ist nicht in Sicht.

Während der Weltmeisterschaft 1994, die ebenfalls in den USA ausgetragen wurde, wurde die Welt auf die Drogenkartelle in Kolumbien aufmerksam. Andrés Escobar, Verteidiger des Nationalteams, wurde wenige Tage nach einem Eigentor im Gruppenspiel gegen den Gastgeber erschossen.

In den folgenden Jahrzehnten gab es einen „Verlagerungseffekt“, wie Salinas de Dosch sagt. Durch den Friedensprozess in Kolumbien und die Schließung der USMilitärbasis im ecuadorianischen Manta sei ihr Heimatland über die Jahre zunehmend attraktiver geworden für Akteure des Drogengeschäfts. Und wie überall floriert das illegale Geschäft, wo es große sozioökonomische Ungleichheiten gibt.

Doch die Drogenkriminalität ist nicht das einzige Problem. Laut Salinas de Dosch habe sich der „illegale Bergbau zu einem wirtschaftlichen Faktor entwickelt, der laut einigen Experten den Drogenhandel inzwischen übersteigt“. Es gebe Machtkämpfe um Territorien und Ressourcen – und die würden extrem brutal geführt. Die Regierung unter Präsident Daniel Noboa hatte angesichts dieser Entwicklung mehrfach den Ausnahmezustand ausgerufen. „Aber die Sicherheitslage hat sich überhaupt nicht verbessert“, sagt die Expertin, „das Vertrauen in die Institutionen sinkt rapide.“

Journalisten, die auf die zunehmende Korruption und Unterwanderung der Institutionen durch die organisierte Kriminalität aufmerksam machen, müssten um ihr Leben fürchten. Und selbst die indigenen Gruppen, die politisch immer ein Gegengewicht dargestellt hätten, seien inzwischen politisch stark zersplittert.

Die schwachen Auftritte der Nationalmannschaft bei der WM sorgen nun zusätzlich für Frust. Zudem hat die Anwesenheit von Präsident Noboa auf der Tribüne des

Stadions in Philadelphia während des Spiels zwischen Ecuador und der Elfenbeinküste eine Debatte über die Transparenz seiner Agenda in den Vereinigten Staaten ausgelöst. Sein Besuch war zuvor nicht angekündigt worden. „Dies führte zu Spekulationen über den Zweck seines Besuchs, der in den sozialen Netzwerken als Missbrauch staatlicher Mittel für private Zwecke gedeutet wurde“, sagt Salinas de Dosch.

Die enttäuschenden Auftritte des Nationalteams spürt Salinas de Dosch sogar in Rostock. Für den Donnerstagabend war eigentlich ein Public Viewing vorgesehen. „Aber viele haben schon abgesagt, weil sie sich den Frust ersparen wollen. Ich hoffe, es kommt überhaupt jemand.“

***

Una squadra in difficoltà, un Paese in stato di emergenza

La nazionale ecuadoriana sta deludendo ai Mondiali. La quotidianità, segnata dalla criminalità legata alla droga e dalla violenza, torna a pesare sui tifosi prima del previsto.

25 giugno 2026 - Der Tagesspiegel
di Benedikt Paetzholdt

Il cambiamento di umore in Ecuador non avrebbe potuto essere più drastico. «Prima dei Mondiali di calcio, molte persone avevano la sensazione che questa squadra potesse arrivare lontano nel torneo», afferma Ana Lucía Salinas de Dosch. «Ma dopo le prime due partite, la delusione è grande».

Originaria dell’Ecuador, è docente presso la cattedra di Politica internazionale e cooperazione allo sviluppo dell’Università di Rostock. «Lo 0-0 contro Curaçao ha smorzato l’entusiasmoNon ci sono quasi speranze che la squadra possa ancora qualificarsi per la fase a eliminazione diretta con una vittoria contro la Germania (giovedì, ore 22:00 CET, ARD).

Secondo Salinas de Dosch, non poche persone in Ecuador speravano di poter rimanere unite ancora un po’ più a lungo dietro «La Tri», come viene chiamata la nazionale. Invece, la quotidianità ritorna più in fretta del previsto – e ora è fortemente segnata dalla violenza. «Il traffico di droga e la criminalità organizzata fanno sì che l’Ecuador sia al momento forse il più pericoloso Paese del Sudamerica

Sparatorie e attentati durante i Mondiali

Solo nei giorni dei Mondiali si sono verificati due episodi. In un attentato all’aeroporto di Guayaquil erano coinvolti dei minori, così come in una sparatoria nel centro di Ibarra. «Le organizzazioni criminali reclutano i minori in modo mirato», spiega l’esperta. Secondo le statistiche ufficiali, il 2025 è stato registrato come l’anno più violento nella storia del Paese. Il Paese ha registrato 9.216 omicidi, il che, con una popolazione stimata di circa 17,8 milioni di abitanti, corrisponde a un tasso di circa 51,8 vittime di violenza ogni 100.000 abitanti. Statisticamente, l’Ecuador si colloca quindi davanti al Messico e alla Colombia. E non si intravede alcun miglioramento della situazione.

Durante i Mondiali del 1994, disputati anch’essi negli Stati Uniti, l’attenzione mondiale si concentrò sui cartelli della droga in Colombia. Andrés Escobar, difensore della nazionale, fu ucciso a colpi di pistola pochi giorni dopo aver segnato un autogol nella partita del girone contro la squadra di casa.

Nei decenni successivi si è verificato un «effetto di spostamento», come afferma Salinas de Dosch. A causa del processo di pace in Colombia e della chiusura della base militare statunitense a Manta, in Ecuador, il suo Paese d’origine è diventato nel corso degli anni sempre più attraente per gli attori del traffico di droga. E, come ovunque, il commercio illegale prospera laddove esistono grandi disuguaglianze socioeconomiche.

Ma la criminalità legata alla droga non è l’unico problema. Secondo Salinas de Dosch, «l’estrazione mineraria illegale è diventata un fattore economico che, secondo alcuni esperti, ha ormai superato il traffico di droga». Ci sono lotte di potere per il controllo dei territori e delle risorse – e queste vengono condotte in modo estremamente brutale. Di fronte a questa evoluzione, il governo del presidente Daniel Noboa ha proclamato più volte lo stato di emergenza. «Ma la situazione della sicurezza non è affatto migliorata», afferma l’esperta, «la fiducia nelle istituzioni sta calando rapidamente».

I giornalisti che denunciano la crescente corruzione e l’infiltrazione delle istituzioni da parte della criminalità organizzata devono temere per la propria vita. E anche i gruppi indigeni, che politicamente hanno sempre rappresentato un contrappeso, sono ormai fortemente frammentati sul piano politico.

Le deludenti prestazioni della nazionale ai Mondiali alimentano ora ulteriore frustrazione. Inoltre, la presenza del presidente Noboa sugli spalti dello stadio di Filadelfia durante la partita tra Ecuador e Costa d’Avorio ha scatenato un dibattito sulla trasparenza del suo programma negli Stati Uniti. La sua visita non era stata annunciata in anticipo. «Ciò ha dato adito a speculazioni sullo scopo della sua visita, che sui social network è stata interpretata come un abuso di fondi pubblici per scopi privati», afferma Salinas de Dosch.

Salinas de Dosch avverte le deludenti prestazioni della nazionale persino a Rostock. Per giovedì sera era prevista una proiezione pubblica. «Ma molti hanno già disdetto perché vogliono risparmiarsi la frustrazione. Spero che venga almeno qualcuno.»

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