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Dumoulin padrone a Oropa e del Giro

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Da Castellania al Santuario di Oropa, da Casa Coppi alla Montagna Pantani: a due terzi del percorso il Giro del Centenario ha trovato un padrone: Tom Dumoulin. Suo il terzo arrivo in salita (dopo Etna alla quarta e Blockhaus alla nona). Quintana accende la bagarre ai -4, sette scatti che agli altri big fanno male, ma non malissimo a differenza del Blockhaus, la maglia rosa risponde al proprio passo: e usa la testa prima ancora che le gambe. A un certo punto, posiziona le braccia sul manubrio, da specialista cronoman qual è. Tappa piatta per 120 km poi spettacoo puro negli ultimi 11,5 al 6,5% di pendenza media con punte al 13% nel tratto di Favàro. Negli ultimi millecinquecento metri Nibali perde 43", Pinot in crisi cerca ossigeno a bocca a aperta. E in cima ai 1142 Dumoilin trova anche la forza di bruciare Zakarin e Landa per prendersi la tappa. in classifica generale, i primi dieci restano tali ma reimpastati: Quintana insegue a 2.47, Pinot a 3.25, Nibali a 3...

Poker-face Gaviria

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Il Giro perde i pezzi (anche da novanta) ma guadagna certezze: Geraint Thomas lascia la carovana per i postumi della caduta ai piedi del Blockhaus alla nona tappa, e Fernando Gaviria alla 13esima cala il poker: seconda volata vincente consecutiva, dopo quelle di Cagliari alla terza, Messina alla quinta e il back-to-back di Reggio Emilia e Tortona. Stavolta con un capolavoro da leggenda: ai 150-200 metri, all'ultima curva ne aveva davanti una quindicina. Ha perso la ruota di Maximiliano Richeze, ultimo del treno QuickStep-Floors, spostato da una scorrettezza dei Bora-Hansgrohe, e ha rimontato tutti a una velocità tale da permettergli di vincere addirittura a braccia alzate.  Stavolta senza il bacio al braccialetto della moglie Valentina, né l'abbraccio alla sorella Juliana (anche lei pistard) subito dopo il traguardo. E proprio sulla pista (con 4 titoli mondiali, 2 da junior) questo fenomeno colombiano di neanche 23 anni, li compirà il 19 agosto, ha dimostra...

Former Pistons GM Jack McCloskey dies after battle with Alzheimer's

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https://eu.freep.com/story/sports/nba/pistons/2017/05/18/detroit-pistons-jack-mccloskey-alzhimers-disease/328728001/ Former Pistons GM Jack McCloskey dies after battle with Alzheimer's Perry A. Farrell | Detroit Free Press Jack McCloskey, the architect of the Detroit Pistons' back-to-back championship teams in 1989-90, has died after battling Alzheimer's. The Pistons announced late Thursday that McCloskey, 91, died in Savannah, Ga., where he had been staying at Insignia Personal Care Home , a facility that caters to Alzheimer's and dementia patients. McCloskey was nicknamed “Trader Jack” for his many astute trades during his tenure as the team’s general manager in 1979-92. “He has his good days and not so good days,’’ his wife, Leslie, said last month. “Some days he’s very happy and talks to everybody. Then some days he’s just very tired. You never know. He’s not really eating a lot. I go over every day. Today I took a bunch of food from home to see if I could make h...

Tris di Gaviria, fuoriserie in autostrada

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Cagliari alla terza, Messina alla quinta e, adesso, alla dodicesima, Reggio Emilia. Fernando Gaviria è il miglior sprinter di questo Giro, e lo ha dimostrato anche nella tappa più lunga di questa edizione: 234 km da Forlì, omaggio a Ercole Baldini - a Reggio Emilia, la città del tricolore. Una tappa da ricordare anche per il primo, storico passaggio del gruppo in un un tratto d'autostrada: 33 km di A1, percorsa al contrario da Barberino del Mugello allo svincolo di Rioveggio. Era già successo per 9 km tra Genova Voltri e Arenzano, ma per uno smottamento sull'Aurelia, nella Milano-Sanremo 2016. La Sanremo in cui Gaviria cadde in via Roma ai trecento metri dal traguardo. Un errore di gioventù, per questo 22enne fenomeno colombiano che sin qui ha sbagliato solo la volata di Alberobello. A Reggio Emilia, sfruttando il treno della Bora-Hansgrohe e il gran lavoro del suo ultimo vagone Richeze alla QuickStep-Floors, ha bruciato il nostro Jakub Mareczko e Sam Bennett:...

Fraile à la Bartali

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Bella bella, l'undicesima tappa. A Ginettaccio Bartali, quei 161 km dalla sua Ponte a Ema fino a Bagno di Romagna con 4 GPM, sarebbe piaciuta, anche se poi, in classifica generale, non è che sia successo granché. Con ancora la crono del giorno prima nelle gambe, e alla vigilia della tappa più lunga di questa edizione, ecco la fuga alla prima salita. E' quella buona. Nel finale Kangert raggiunge e prova a infilare i gran combattenti di giornata: lo spagnolo Omar Fraile, il portoghese ex iridato Rui Costa e il francese Rolland.  Ordine rispettato all'arrivo, con Fraile (da due anni re degli scalatori alla Vuelta) che questa tappa l'aveva cerchiata di rosso: nel 2015 aveva vinto a Ponte Decimo il Giro dell'Appennino davanti a Stefano Pirazzi e a Damiano Cunego, ultimo suo successo assieme alla quarta tappa alla Quattro giorni di Dunquerque, sempre nel 2015. La classifica generale ha provato a scuoterla Vincenzo Nibali, che sul Monte Fumaiolo ha cercato ...

Dumoulin, la Farfalla che punge come un'ape

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Era strafavorito, e non l'ha solo vinta la prima crono di questo Giro. Ha rivoluzionato la classifica come neanche Etna e Blockhaus messi assieme. E dire che Tom Dumoulin, la Farfalla di Maastricht per la perfetta levità con cui fluttua in un tutt'uno con la bici, prima del via si sentiva bene ma non benissimo. Invece, ha chiuso i 39.8 km vallonati da Foligno a Montefalco, con leggera ascesa finale al 2%, rifilando 49" ad altri specialisti quali Geraint Thomas (stoico dopo la caduta di due giorni prima ai piedi del Blockhaus) e 56" a Bob Jungels. Si è difeso bene Vincenzo Nibali, sesto al traguardo a 2'07", sette secondi più dello sfortunatissimo Vasili Kiryienka, caduto stavolta poco prima del traguardo. Peggio del previsto Quintana, che, complice il rapportone, ha perso la maglia rosa dopo un giorno. Sul Blockhaus, il colombiano aveva staccato l'olandese di 24", ma contro il tempo Dumoulin - vicecampione olimpico a Rio2016 della spe...

ITALY: NOW IT’S A WAR!

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http://pelotonmagazine.com/travel-culture/from-inside-peloton-now-its-a-war/#.WNonXY5_tME.twitter https://pelotonmagazine.com/features/italy-now-its-a-war/ The dramatic inside story of Stephen Roche’s battle with Roberto Visentini at the 1987 Giro d’italia From issue 11  Words: John Wilcockson Illustrations:  Matthew Burton For several long moments, a distraught Stephen Roche sat silently in the passenger seat of his Carrera team’s Citroën, its door open, while his thin, muddied legs were wiped down by his personal helper, Patrick Valcke. The Irishman was still wearing the maglia rosa of the 70th Giro d’Italia, but he had just lost the lead to the defending champion, his teammate Roberto Visentini, in the stage 13 time trial from Rimini to San Marino . It was a humiliating defeat for Roche, who on that windy, rain-filled afternoon lost some three minutes to the Italian in 46 kilometers. Eventually, a wry smile brightened the Irishman’s mournful face, an...

Giro '87: The Sappada Affair

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http://www.podiumcafe.com/2011/6/6/2209374/Stephen-Roche The stats tell you that the 1987 Giro d'Italia was as a pretty dull affair. Three men wore the maglia rosa during the race, two from one team. It sounds processional, boring and dull. But the 1987 Corsa Rosa was a little gem. Grand Tours in which internecine squabbling tears a team apart and yet that team still comes out with one of their riders on top are things of beauty. by Feargal McKay @fmk_RoI Jun 6, 2011, 1:58pm EDT Look at almost any Italian Tour de France squad that featured both Fausto Coppi and Gino Bartali when the two were at the height of their powers. Look at the 1962 Vuelta a España when Jacques Anquetil was put to the sword by his own team-mate, Rudi Altig. Look at the 1962 Giro d'Italia, Nino Defilippis versus Franco Balmamion and the Carpano team being torn apart from within. Look at the 1986 Tour de France when La Vie Claire's Bernard Hinault messed with his team-mate Greg LeM...