Norvegia d'assalto


NON SOLO HAALAND DA SORLOTH A NUSA L’ATTACCO È MAXI

Contro il Senegal una squadra a trazione anteriore: titolare anche Odegaard

22 Jun 2026 - La Gazzetta dello Sport
Di FILIPPO MARIA RICCI INVIATO A EAST RUTHERFORD AFP GETTY

Oltre a Haaland, che già non è poco, c’è di più. Molto di più. La Norvegia di Solbakken ha un’anima profondamente offensiva ovviamente galvanizzata dalla presenza del cyborg del (Manchester) City, però invece di “nascondersi” dietro alla potenza di fuoco di Haaland il ct norvegese ha rovesciato il concetto affiancandogli Sorloth, Nusa e Odegaard. Il messaggio è chiaro: «Proveremo a sommergervi di gol». 

Pape Thiaw, ct del Senegal, ieri ha detto di aver preparato i suoi all’onda d’urto, sottolineando di aver appreso la lezione della prima gara, quando i suoi Leoni hanno affrontato la Francia di Mbappé, Olise, Dembélé e Doué. Ma la Francia è arrivata in finale negli ultimi due Mondiali, vincendone uno, la Norvegia mancava dalla Coppa del mondo dal secolo scorso e per tornarci ha seppellito di gol la nostra povera Italia, 7-1 complessivo, e ha chiuso il girone con 37 reti e l’impressionante media di 4,6 gol a partita. Incassandone solo 5.

Ok, Haaland ha segnato 14 gol nelle ultime 5 uscite competitive con la Norvegia, partendo da 5 gol alla Moldova e senza mai farne meno di 2, gli ultimi nel 4-1 all’Iraq in apertura, ma è evidente che non è solo, e che la sua presenza galvanizza chi gli sta vicino. Diamo un’occhiata ai suoi partner. 

Martin Odegaard è l’ispiratore, ragazzino-prodigio preso dal Real Madrid a 16 anni, un passaggio che ha finito per bruciarlo, con una lenta risalita passata per l’Heerenveen, il Vitesse, la Real Sociedad e dopo un secondo tentativo fallito al Bernabéu, all’Arsenal dove si è consacrato. A 27 anni sembra un veterano. 

Anche Alexander Sorloth, 27 reti in nazionale, ha girato tanto, e non sembra volersi fermare. In 12 anni 11 club in 8 Paesi, Norvegia, Olanda, Danimarca, Inghilterra, Belgio, Turchia, Germania e Spagna. E vediamo se la Juve e l’Italia allungheranno la lista. È l’alter ego di Haaland, due tipi simili per stazza che Solbakken riesce a far convivere con ottimi risultati, sfidando le apparenze fisiologiche e tattiche. 

Antonio Nusa è la freccia, quello che fa alzare il livello di eccitazione della folla norvegese, quando non è impegnata a fare il mitico “remo”, la vogata che sta diventando il momento di culto del tifo a questo Mondiale. L’ala del Lipsia è cresciuta a salmone e video di Neymar su YouTube, ed è un complemento perfetto in un quartetto di grande musicalità calcistica. Oggi al MetLife Stadium si misureranno a una difesa rocciosa ma un po’ arrugginita, soprattutto dalle parti di Kalidou Koulibaly.

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