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Innsbruck 2018: gare e montepremi

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https://it.blastingpop.com/sport/2018/09/mondiali-di-ciclismo-il-programma-delle-gare-e-il-montepremi-002724865.html Dal 23 al 30 settembre si assegnano ad Innsbruck i titoli Mondiali di cronosquadre, cronometro e gare in linea. Archiviata la stagione dei grandi giri il Ciclismo è pronto agli ultimi appuntamenti di questo 2018. Domani, domenica 23 settembre, inizia ad Innsbruck la settimana dei Mondiali. L’attesa è soprattutto per la giornata finale, domenica 30, quando saranno in gara i professionisti nella prova in linea, ma anche nel resto del programma ci saranno tanti motivi di interesse e spettacolo. Si partirà con le cronosquadre per club, alla loro ultima apparizione nella rassegna iridata, poi si continuerà con le crono individuali e infine, senza nessun giorno di pausa si passerà alle corse in linea. Mondiali: addio alle cronosquadre e al giorno di riposo Il programma dei Mondiali di ciclismo [VIDEO] è stato ridisegnato togliendo il giorno di riposo tra gare ...

Boyhood

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Ben Arfa è tornato al gol, regalando la vittoria in Europa League al Rennes, dopo un anno e mezzo in cui non aveva mai visto il campo. In questo pezzo ne ripercorrevamo la storia difficile partendo dai primi passi a Clairefontaine. https://www.ultimouomo.com/boyhood/ Di ragazzini che firmano contratti, talento sprecato e fabbriche di infelici Daniele Manusia, l'Ultimo Uomo, 20 febbraio 2015 Così, a ventisette anni, Hatem Ben Arfa è rimasto senza squadra. La Federazione francese ha annullato il suo trasferimento di gennaio al Nizza, sulla base della regola FIFA che vieta a un calciatore di giocare con tre squadre diverse in una stessa stagione . Il che è vero, nel caso di Ben Arfa, solo se si tiene conto di una partita giocata con l’Under 21 del Newcastle (costretto dal club, dice lui) prima di essere prestato all’Hull City a settembre. Al momento non gli restano che due opzioni: stare fermo fino a giugno, trasferirsi in un campionato minore. Sembrava potes...

Quanti doppi ex fra Barça e PSV

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di CHRISTIAN GIORDANO, Sky Sport 24 Ronaldo il fenomeno e Romário il Baixinho. Troppo facile e scontato il viaggio nella memoria fra Barcellona e PSV. Più suggestivo magari ricordare tanti altri doppi ex: Bolo Zenden, Gudjohnsen, Popescu, persino due scuola Ajax come Reiziger e Kuivert, e in panchina Bobby Robson. E Mark van Bommel, che in estate ha sostituito Philipp Cocu, campione nazionale con entrambe da giocatore, fresco di titolo in Eredivisie e andato in Turchia al Fenerbahce. Ventun anni fa, seconda giornata della Champions 97-98, segnò lui, Cocu, nel 2-2 al Camp Nou con doppietta di Luis Enrique e pareggio di Peter Moeller, appena entrato. Spesso elettrici i contatti fra blaugrana con le "lampadine": chiedere a Rivaldo con Valckx, al Nadal zio d'arte di Rafa, o a van Der Weeden. Come il viaggio nella memoria però anche il pronostico, specie al Camp Nou, sembra scontato: in Europa il Barca in casa non perde da 26 gare, con appena 2 pareggi. ...

Tuchel vs Klopp: così uguali, così diversi

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di CHRISTIAN GIORDANO, Sky Sport 24 Dal Mainz al Dortmund e finalmente una big straniera, una carriera a inseguirne le orme e l'etichetta: Thomas Tuchel, il "nuovo Klopp". All'Anfield, si incontreranno due profeti della nouvelle vague del fussball "made in Germany"; che più diversi non si può, però: più loro che il loro calcio in realtà, e certo non per la filosofia da big spender sul mercato. Più istrionico e carismatico Klopp, più antipersonaggio Tuchel.  Tanto campo aperto e palla ai tre là davanti (Salah-Firmino-Mané, ma il brasiliano è in forte dubbio) il Liverpool del post-Coutinho. Più dream team il PSG, un all-star in ogni reparto e non solo in Buffon e nel tridente Mbappé-Cavani-Neymar. Nella storia c'è solo un precedente: semifinali di Coppa delle Coppe '97: al Parco dei Principi 3-0 di Leonardo, Cauet e Leroy per i parigini, poi battuti 2-0 al ritorno ma qualificati per la finale che perderanno 1-0 col Barcello...

Viviani sul 18 volante

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Diciottesima nel 2018. Con la volata capolavoro del suo anno magico Elia Viviani ha centrato, nella passerella di Madrid, il terzo successo di questa Vuelta, il 67esimo dell'annata per la corazzata Quickstep Floors; che sul podio ci è salita anche nella generale con la rivelazione Enric Mas, lo spagnolo secondo dietro davanti al dominatore Simon Yates, e davanti al colombiano Miguel Ángel López, a 24 anni terzo anche al Giro. Nel finale dei 101 km di paseo da Alcorcón a Plaza Cibeles, dove il Real Madrid celebra i suoi trionfi, Viviani era intruppato nella pancia dei treni, e per una volta qualcosa nel "freccia blu" Quick-Step Floors qualcosa non aveva funzionato. Sapendo di non aver più la brillantezza delle prime due settimane, il 29enne campione d'Italia ha battezzato la ruota iridata di Peter Sagan e grazie anche alle sue ì doti di pistard lo ha battuto con una rimonta straordinaria. Dopo le 4 tappe e la maglia ciclamino al Giro101, il diventa così il pi...

"Rey" Yates, Mas & C., il futuro è adesso

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Chris Froome al Giro. Geraint Thomas al Tour. Simon Yates alla Vuelta. Tre britannici nelle tre grandi corse a tappe. Prima di loro solo la Francia nel 1964 (Giro e Tour ad Anquetil, Vuelta al rivale Poulidor) e la Spagna nel 2008 (Giro e Vuelta a Contador, Tour a Sastre). Non servivano tre indizi per fare una prova che, anno domini 2018, è quello UK il movimento leader del ciclismo mondiale. Memore della cotta al Giro da lui dominato per i primi due terzi, Yates in Spagna s'è vestito di rosso imparando a gestirsi ma senza smettere di essere se stesso. Ha regalato spettacolo a Nava alla 14esima tappa, e saputo amministrarsi quando contava.  Nella due giorni di Andorra è stato lui il padrone.  E nell'ultimo breve e intensissimo tappone, 97 km da Escaldes al Collado de la Gallina, è partito ai 17 come a Sappada al Giro. Poi, ha limitato il ritardo a 23". Proprio all'ultimo è invece saltato "nonno" Valverde, a 38anni, 2 tappe-spettacolo, ma...

Pinot-bis, nel nome di re Yates

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Dopo i Laghi di Covadonga alla tappa 15, il Coll de la Rabassa alla 19. Thibaut Pinot conquista la sua seconda vittoria parziale, con il placet di Simon Yates che invece si prende la Vuelta. A meno di improbabili ribaltoni nell'ultima tappa "vera", sabato sul Collado de la Gallina, perché domenica sarà passerella a Madrid. Dopo le sofferenze al Giro, concluso in anticipo col ricovero in ospedale, il francese è in forma mondiale. Ma in classifica non è più pericoloso e così i big gli danno via libera. Ma fino a un certo punto. Con lui vanno all'attacco anche Steven Kruijswijk e la maglia rossa, che ai -10 se ne va e volendo potrebbe andare a vincere. Avere alleati in gruppo però conta almeno quanto le gambe, e allora semaforo verde per Pinot, che centra così il 23-esimo successo in carriera, il quinto in un grande giro. Yates si accontenta - si fa per dire - dei 6" di abbuono e del minuto e tredici secondi guadagnati su Alejandro Valverde, che a ...

Trittico Lombardo, occhi puntati su Moscon

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(ANSA) - MILANO, 13 settembre 2018 - Un diamante è per sempre. E quello assegnato al vincitore del 'Trittico Lombardo' di ciclismo spera di aggiudicarselo Gianni Moscon. L'alfiere del Team Sky torna in gara dopo la squalifica di cinque settimane per la tentata manata a Elie Gesbert durante la 15/a tappa dell'ultimo Tour de France. Moscon sabato sara' protagonista della Coppa Agostoni, il giorno successivo della Coppa Bernocchi, le prime due prove del Trittico Lombardo, che si concluderà con la Tre Valli Varesine il 9 ottobre, a quattro giorni dal Giro di Lombardia.  Fari accesi anche su Sonny Colbrelli (Bahrain Merida) che, sulle strade lombarde, ha sempre raccolto grandi risultati: e' campione in carica della Bernocchi e due anni fa ha trionfato anche alla Agostoni. Possibile outsider Damiano Caruso, che vorrebbe convincere il ct Davide Cassani a puntare su di lui sui Mondiali di Innsbruck, in programma il 30 settembre. Percorsi tradizionali, q...

Wallays a sorpresa, i big "aspettano" Andorra

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Quattro ore a bagnomaria, al massimo a tre minuti: il gruppo era sicuro di cuocerli a fuoco lento e riprenderli quando voleva, i coraggiosi di giornata, partiti pronti-via all'inizio della 18-esima tappa, 186 km piatti - e ventosi - da Ejea de Caballeros a Lleida. E invece proprio il vento, di spalle nel finale, ha giocato in favore dei ultimi due fuggitivi, non ripresi per un niente dalle poche ruote veloci sopravvissute sin qui. Ha vinto un carneade, il 29enne belga Jelle Wallays, fratello e nipote d'arte: lo zio Luc ha allenato sia lui sia Jens, che di anni ne ha 25 e corre in belgio con un team Professional Continental. Per jelle, settimo successo in carriera, il più importante. Welleys ha bruciato il compagno d'avventura, il norvegese Sven Erik Bystrøm, e anticipato la rimonta del gruppone, regolato dal tri-campione del mondo Peter Sagan sul campione d'Italia Elia Viviani. Nella top ten anche il redivivo Nizzolo, nono.  Tutto immutato nella...

AMERICAN DREAM

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Greg LeMond’s 1983 Worlds win established the  American as one of the bright young stars of the peloton.  But as Procycling recalls, LeMond first had to overcome  in-fighting in the US team and a crisis of confidence  before claiming the rainbow jersey Writer: William Fotheringham © PROCYCLING, issue 247, October 2018 Greg LeMond won the World Championships road race three times in 11 years : the junior title in 1979, and the professional title in 1983 and 1989 . Each marked a turning point in his career: the junior rainbow jersey in Argentina was his first major international title, pointing at what was to come; the rainsoaked rainbow jersey in Chambéry in 1989 was the apogee of cycling’s greatest ever comeback. But the 1983 win in Altenrhein, Switzerland , was the moment LeMond confirmed his status as the coming star of cycling, when he went from talented hopeful to champion. This was a pioneering era, the period when professional cycling ...

EGAN BERNAL - THE SPECIAL ONE

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Egan Bernal emerged as Team Sky’s number one mountain domestique in his debut Tour de France. Procycling finds out how special the 21-year-old may becomeBy the end of the 2018 Writer: Alasdair Fotheringham © PROCYCLING, issue 247, October 2018 Tour de France, most fans would have been able to identify the lanky, angular features of Egan Bernal as easily as those of his more familiar Team Sky leaders, Geraint Thomas and Chris Froome. Day after day, Bernal was the second last, or often the last of Sky’s climbing domestiques tasked with keeping the team’s co-leaders in play on the main mountain stages. Blasting away for Froome and Thomas for 8km on Alpe d’Huez was arguably the Colombian’s finest hour , but in reality, in both mountain chains, Bernal was instrumental to the Sky machine. Bernal’s main trainer at the British team, Xabier Artetxe , who has been with Bernal at every race this year , is convinced: “ Without Egan, we wouldn’t have had two riders on the To...

Constant threat - THE HIGHS AND LOWS OF SAGAN’S CAREER

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© PROCYCLING, issue 247, October 2018 Consistency  has always been one of Peter Sagan’s biggest strengths. His versatility on a wide range of terrain means he can contest far more races than many of his rivals.  This was exemplified during the first week of this summer’s Tour de France . Sagan finished in the top 10 on every one of the race’s opening nine stages : in flat bunch sprints, on climbs such as the Mûr-de-Bretagne and across the Roubaix cobblestones. In total, Sagan recorded 14 top-10 finishes at this year’s Tour , the most he has ever achieved in a single edition of the race. His three stage victories make him one of five riders who have now won 11 Tour stages in total, alongside André Greipel and Louison Bobet. But perhaps more remarkably than his victories, over the seven Tours Sagan has started , he has now finished in the top 10 on 68 stages . Of the 130 stages he has ridden (he only finished four of the 2017 Tour before he was sent home ) ...