San Siro, stop alle chat di De Cesaris e Tancredi
L’impianto - Sopra, lo stadio di San Siro «Giuseppe Meazza».
Inaugurato nel 1926, allora di proprietà del Milan, nel 1935 fu acquisito dal comune di Milano.
Oggi la capienza è di poco inferiore ai 76.000 posti
Accolti i ricorsi di De Cesaris e Tancredi dopo che era stato rigettato per Malangone
I nodi
Dubbi sul passaggio dei dati tra le inchieste: restano validi il primo e l’ultimo sequestro
16 May 2026 - Corriere della Sera (Milano)
di Luigi Ferrarella
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Nuovo colpo di scena nell’inchiesta sulla vendita di San Siro. Il Riesame ha annullato il sequestro «intermedio» delle chat e dei dati estratti dai telefoni di alcuni indagati, accogliendo i ricorsi delle difese. Restano invece validi il primo sequestro disposto nell’indagine urbanistica e l’ultimo, relativo al fascicolo sullo stadio. Confermato il primo sequestro di telefoni, confermato l’ultimo sequestro, annullato ieri il sequestro in mezzo, che, tratto dal primo, aveva giustificato l’ultimo: le incognite giuridiche del trattamento dei dati personali pongono di nuovo altrettante incognite su una indagine, stavolta quella sulla ipotesi di «turbata libertà del procedimento di scelta del contraente» nella vendita dal Comune a Inter e Milan dello stadio di San Siro: ieri il Tribunale del Riesame, in accoglimento dei ricorsi dell’avvocata Ada De Cesaris, dell’allora assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi e della funzionaria comunale Patrizia Collarini, ha annullato il sequestro intermedio fra gli altri due sequestri invece già confermati.
In principio c’era stato infatti il 6 novembre 2024 il sequestro dei telefoni dei tre in una inchiesta urbanistica del PM Paolo Filippini su un progetto in via Lamarmora. Alla fine c’era stato il 24 marzo 2026 (eseguito il 31 marzo) il sequestro dei telefoni di 9 indagati dai PM Filippini-Cavalleri-Polizzi per la vendita dello stadio. In mezzo c’era stato il sequestro disposto il 25 febbraio 2026 dai PM dello stadio su una copia dei telefoni presi nel 2024 a De Cesaris-Tancredi-Collarini nell’inchiesta sull’urbanistica, su cui la GdF aveva estrapolato i messaggi rilevanti invece per lo stadio: messaggi poi il 24 marzo posti alla base del decreto autorizzativo del sequestro dei telefoni dei 9 indagati per lo stadio.
Copia-mezzo è la copia integrale dei dati di un telefono o PC. Copia-fine è invece il compendio informatico selezionato dentro la copia-mezzo secondo parole-chiave predeterminate nel decreto autorizzativo del sequestro, allo scopo di non carpire tutta la vita di una persona nel telefono, ma soltanto i dati rilevanti per l’oggetto dell’indagine, con successiva restituzione della copia-mezzo.
Il sequestro finale del 31 marzo scorso nell’inchiesta sullo stadio era stato confermato il 4 maggio dal Riesame, che aveva respinto il ricorso dell’indagato direttore generale del Comune, Cristian Malangone, incentrato dal difensore Domenico Aiello sulla magnitudine delle parole-chiave. Il sequestro iniziale, quello nel 2024 su De Cesaris nell’inchiesta urbanistica, era stato confermato dal Riesame l’anno scorso. Ma ora l’avvocato Salvatore Scuto per De Cesaris (come i colleghi Paolo Della Sala per Collarini e Giovanni Brambilla Pisoni per Tancredi) hanno impugnato con successo il sequestro intermedio.
Hanno cioè rilevato che il 20 giugno 2025 la Guardia di Finanza delegata dai PM Filippini-Cavalleri-Polizzi a fare l’inchiesta sullo stadio (all’epoca ancora contro ignoti) aveva chiesto al PM Filippini (titolare dell’inchiesta urbanistica del 2024 su De Cesaris) di rilasciare un nulla osta ad acquisire, nel fascicolo sullo stadio, copie dei telefoni presi a De Cesaris nell’inchiesta urbanistica. Il PM Filippini aveva dato questo nulla osta. Il 27 gennaio 2026 i PM dello stadio avevano acquisito al fascicolo sullo stadio le copie-mezzo dei telefoni di De Cesaris-Tancredi-Collarini già transitate nel fascicolo in forza del nulla osta alla GdF; il 25 febbraio 2026 avevano delegato la GdF a selezionare con le parole-chiave la copia-fine, quella cioè con le chat rilevanti per il fascicolo sullo stadio, e poi l’avevano sottoposta appunto a un autonomo sequestro intermedio (quello ora impugnato dalle difese). Infine il 24 marzo 2026 i PM dello stadio avevano sequestrato i telefoni di 9 indagati, argomentando l’iniziativa appunto con le chat e mail estrapolate dalla iniziale copia-mezzo di De Cesaris nella intermedia copia-fine.
Ieri il Tribunale del Riesame ha annullato il sequestro intermedio. E in attesa delle motivazioni è impossibile prevederne il riverbero o meno sul sequestro finale dei telefoni dei 9 indagati per lo stadio, di cui era stato il presupposto. La tesi dell’avvocato Scuto è stata che da un fascicolo all’altro siano transitati dati «riconducibili non ad un compendio previamente selezionato nel procedimento di origine, ma alle copie-mezzo integrali dei dispositivi di De Cesaris, poi esplorate e solo a valle riversate in una pretesa copia-fine», sottoposta a quello che Scuto definisce «uno pseudo-sequestro postumo nel tentativo di conferire progressiva veste formale ad una trasmigrazione di dati non sanabile perché viziata dall’origine».
Commenti
Posta un commento