Finn prenota l’Avenir


Talento - Lorenzo Finn, 19, in azione ieri: 
iridato jr 2024 e Under 23 nel 2025

Domina la crono e vola in giallo: «Era il mio piano»
L’iridato premiato da Hinault: oggi c’è l’Iseran 
Domani gran finale in Italia, si arriva sul Nivolet

"È stata una prova molto dura. 
Ora ci aspettano le due giornate più difficili, 
e bisogna restare concentrati"

25 Aug 2026 - La Gazzetta dello Sport - Milano
di CIRO SCOGNAMIGLIO @CIROGAZZETTA  
INVIATO A FONT ROMEU

È al limite del disarmante la tranquillità con la quale Lorenzo Finn commenta l’exploit appena compiuto al Tour de l’Avenir per Under 23: «Avevo un piano. L’ho seguito e sono contento». Neppure per un momento è stato in discussione il suo successo nella quinta frazione, una cronoscalata di 11,4 chilometri da Les Carroz a Flaine, sulle Alpi francesi (Alta Savoia). Già in testa all’intertempo, il 19enne ligure della Red Bull Rookies ha dominato chiudendo con 34” sul francese Fabries e 58” sul belga Driesen. Risultato che lo ha lanciato in vetta alla classifica – al mattino era terzo – con 58” sempre su Driesen e 1’36” sul norvegese Haugland. La migliore delle premesse davanti agli ultimi due giorni, quelli decisivi: oggi l’arrivo in salita ai 2760 metri del mitico Iseran, domani la conclusione in Italia sul Nivolet (Ceresole Reale-Lago Serrù). «Questa cronoscalata è stata molto dura, l’altitudine (oltre 1800 metri; ndr) si è sentita – ha detto Finn, premiato sul podio dalla leggenda Bernard Hinault -. Ora penso a un giorno alla volta: quello che ci attende subito è bello tosto, con 5000 metri di dislivello».

Già da giovedì scorso, dal via dalla Normandia, Finn aveva iniziato col piede giusto: all’attacco nella prima frazione, chiusa al terzo posto, si era ritrovato con una dote di 1’56” sul brasiliano Bravo e l’ecuadoriano Ramirez, forse i due rivali più accreditati sulla strada verso il successo finale. Adesso Bravo è a 3’07”, Ramirez è a 3’15”: non abbastanza per dire che la corsa è già chiusa, vista tutta la salita che manca, però l’abbrivio è stato il migliore possibile. Ramirez (secondo) e Bravo (terzo) avevano accompagnato sul podio finale del Giro Next Gen: l’obiettivo dichiarato è una doppietta, maglia rosa più maglia gialla, che a livello giovanile è riuscita solo una volta, 53 anni fa, al nostro Gibì Baronchelli.

Tista è stato pure l’ultimo dei nostri a conquistarlo, l’Avenir. Finn, iridato in carica di categoria, in stagione sta alternando gare giovanili e corse tra i grandi (i primi successi li ha ottenuti a inizio luglio al Sibiu Tour, in Romania). Ha dovuto fare i conti con un imprevisto al Tour of the Alps, sotto forma di caduta con frattura di un polso, quando correva al fianco di Giulio Pellizzari: poi si è rimesso in carreggiata e già a giugno, al Next Gen, aveva sbaragliato la concorrenza.

Ieri a bordo strada con la macchina fotografica, c’era il campione in carica del Tour d’Avenir: quel Paul Seixas coetaneo di Finn già capace, un mese fa, di finire il Tour de France al quarto posto. L’anno scorso Finn chiuse in quarta posizione, a 47” da Seixas. Per la corsa francese è abitudine lanciare campioni: Felice Gimondi la conquistò nel 1964, Greg LeMond nel 1982, Miguel Indurain nel 1986, Tadej Pogacar nel 2018, e sono solo alcuni esempi. Sarebbe un grande auspicio per Finn, che è già sicuro del passaggio dal 2027 tra i grandi, sempre con la maglia Red Bull di Remco Evenepoel. Intanto, non difenderà a fine settembre la maglia iridata di categoria: è sicura la sua presenza nella Nazionale maggiore del ct Roberto Amadio sia al Mondiale del 27 settembre, sia all’Europeo in Slovenia della settimana successiva. Con lui, Pellizzari, Ciccone, Bettiol, Piganzoli, Cattaneo e Scaroni hanno ottime possibilità di vestirsi d’azzurro in Canada.

Ora, però, la concentrazione è tutta nel compiere la missione-Avenir: «Questa è una corsa importante per me e il team, un chiaro obiettivo – ha concluso Finn, seguito dall’inizio della corsa da mamma Chiara e papà Peter sul posto -. Negli ultimi giorni avevamo avuto un po’ di sfortuna, e allora questa giornata assume un valore ancora maggiore. Bisogna restare concentrati, adesso». E non fermarsi.

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