ENERGIA E MIGRANTI, L’ASSALTO DI AFD AL CANCELLIERE MERZ



SEBASTIANO CANETTA
Il Manifesto - Giovedì 10 settembre 2026 
Pagina 4

La prima seduta del Bundestag dopo la pausa estiva si apre con la resa dei conti fra il cancelliere Friedrich Merz e la leader di Alternative für Deutschland, Alice Weidel, per la prima volta fisicamente uno davanti all’altra dopo le elezioni in Sassonia-Anhalt. Lo sconfitto e la vincitrice del voto si scornano frontalmente dando vita al confronto più feroce della legislatura. 

APPENA LA PRESIDENTE del Parlamento Julia Klöckner (CDU) le concede la parola, la capa dell’ultra-destra spara sui banchi del governo: «Domenica gli elettori vi hanno comunicato che la coalizione CDU-SPD è finita» è il prologo alla prima bordata-diretta al Cancelliere. «Herr Merz, i cittadini della Sassonia-Anhalt non solo l’hanno punita ma hanno anche distrutto il suo partito» si rallegra la leader di AfD che mira a demolire la struttura politico-elettorale su cui poggia il capo del governo. Poi passa al terreno più scottante per il Cancelliere: il fronte dell’energia. «I nostri impianti di stoccaggio di gas sono ai minimi storici» tuona Weidel in riferimento alle riserve strategiche della Germania scese sotto la media UE, mentre incolpa di tutto Merz. «La sua transizione ecologica è un macigno che schiaccia l’economia, per garantire l’approvvigionamento energetico sicuro bisogna tornare al nucleare e altre fonti vantaggiose come il carbone» sottolinea, prima di mettere il dito sulla piaga del Nordstream, il gasdotto del Mar Baltico fatto esplodere da sabotatori ucraini. «Invece di lavorare per il ripristino delle condotte e riattivare il flusso di gas il governo di Berlino continua a premiare con i miliardi pubblici le presunte menti dell’attentato». 

POLITICAMENTE per la leader fascio-populista il nodo dell’energia pesa persino più del “chiodo” dei migranti su cui pure come al solito ha battuto il martello («Che cosa ci fanno ancora in Germania i rifugiati con il permesso di soggiorno respinto?»); anche perché il problema ha raggiunto i cittadini, certifica l’allarme lanciato dall’ADAC, l’Automobile Club tedesco, preoccupato per l’esplosione del prezzo della benzina alla pompa superiore agli altri Stati europei e «ingiustificabile con il solo aumento del prezzo del petrolio». In questo quadro risponde al Bundestag Merz, intervenuto subito dopo Weidel, visibilmente nervoso, concentrando il fuoco su Weidel come «leader di una forza distruttiva del Paese» e accusandola di aver ingannato gli elettori: «Aveva promesso che in Sassonia-Anhalt la AfD avrebbe governato da sola» ricorda il Cancelliere concludendo con il giudizio sulla remigrazione: «Non è altro che pulizia etnica». 

USCITO DAL PARLAMENTO, Merz corre alla conferenza stampa con il presidente del Consiglio europeo António Costa giunto a Berlino per trattare sul bilancio UE. A cui il leader della CDU risponde picche: «Le proposte della Commissione prevedono un aumento del 60% del budget finanziario; è, semplicemente, insostenibile in tempi di tagli. L’eccessivo debito minaccia la sovranità e la capacità di agire dell’UE». 

NEL FRATTEMPO echeggia nell’intera Germania il monito di Heiner Wilmer, capo dei vescovi tedeschi, pronto a scagliare l’anatema contro la AfD: «Non c’è posto per l’ideologia etno-nazionalista né dentro né fuori la Chiesa». Al contrario, la vittoria dei fascio-populisti viene accolta a braccia aperte da Trump che per la prima volta ieri ha postato sui social le congratulazioni per il trionfo di Afd in Sassonia-Anhalt: «Wow, il populist-party in Germania ha passato una serata davvero fantastica». Si arrabbia la SPD, denunciando «ingerenze che il governo non può più sopportare». Ma il partito è distratto dall’affaire giudiziario che coinvolge il suo candidato-governatore di Berlino, dove si voterà il 20 settembre. Si chiama Steffen Krach, e la procura di Hannover indaga su di lui per presunte malversazioni; ieri la polizia ha perquisito tre case di proprietà a lui intestata. Il caso è esplosivo a pochi giorni dal voto nel Land dove la SPD è al governo. A Magdeburgo, intanto proseguono i tentativi della AfD di far nascere il governo della Sassonia-Anhalt alle proprie regole. Ieri il partito ha dettato la condizione per la cooperazione con gli altri soggetti politici. «Il prerequisito è che il nostro partner sia disposto a eleggere Ulrich Siegmund alla carica di governatore del Land al primo turno della votazione» chiarisce il vicepresidente della AfD nello Stato, Hans-Thomas Tillschneider. Sulla carta, al tavolo delle trattative nessuno si presenterà eccetto l’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW), i sovranisti di sinistra ansiosi di collaborare con la AfD. Ieri tutti gli altri partiti hanno esplicitamente escluso di voler parlare coi fascio-populisti.

Commenti

Post popolari in questo blog

'SONO LORO I MIEI CARCERIERI SEI ANNI FA RAPIRONO ANCHE ME'

I 100 cattivi del calcio

Top 8 Argentinians Who Made It to the NBA